Archivio storico dell'arte — 3.1890

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NUOVI DOCUMENTI

Memorie e documenti inediti

sulla Basilica di Santa Maria delia Quercia in Viterbo

(.Monumento Nazionale)

Pochi fra gli antichi, e quasi ninno tra i moderni,
scrissero di proposito sul Santuario di S. Maria della
Quercia. E i pochi che ne scrissero, o si ristrinsero,
come il Borzacchi e il Tornelli, 1 a raccoglierne le leg-
gende dei miracoli; o, come il Bussi, il Riccardi e il
Cappelletti, 3 non ne posero in rilievo che la sola cele-
brità religiosa. Ma niuno ci parlò alla distesa, e con
vera competenza, della sua celebrità artistica. Quel si-
lenzio non fu giustificato. Perchè la basilica di S. Maria
della Quercia, ora monumento nazionale, racchiude in
sè tanti tesori d'arte del Rinascimento, da spuntare la
severità anche dei critici i più schifiltosi. Forse fu osta-
colo a tali studj la mancanza quasi assoluta dei docu-
menti sulla sua costruzione. I pochissimi noti apparian
monchi e insufficienti; e, per tentare una illustrazione
artistica, senliasi il bisogno d'una base storica incon-
cussa, che guarentisse dalle sorprese. Oltreché si sapea
di dover sconfessare certe vecchie tradizioni, e raddriz-
zare alcuni giudizi! errati, per dar campo ad una cri-
tica severa, che spazzasse via tutto quell' orpello di
grandi nomi, postovi su da una ingenua insipienza o
da vanità municipali. Ebbene, questa base all'iFustra-
zione artistica del monumento volli provarmi a darla io.
che, dimorante sul luogo, avea sentore di certe miniere
archivistiche, o affatto inesplorate, o, se già tocche, ri-
frugate con altri intendimenti. E infatti, le mie ricerche
non furon senza frutto. Perchè, insieme ai documenti
su le origini e le vicende, dirò così, amministrative del
Santuario, mi si rivelarono anche quelli della sua edi-
ficazione. E in questi, tutto un popolo d'artisti, la più
parte Lombardi e Toscani, affaticati per quasi un secolo
a dare al monumento quella sontuosa genialità del Cin-
quecento, che ne è il tratto più caratteristico. Questi
ultimi documenti reco ora a notizia degli studiosi. Dei
primi, do quelli soltanto, che ho giudicato indispensa-
bili a chiarire la intelligenza dei secondi.

La storia delle origini del tempio fu narrata, con
semplici ma efficaci parole, dal Cronista Viterbese Nic-
colò Della Tuccia. 8 Fu esso scrittore sincrono, a tutto
rigor di termine. Anzi, dippiù. Uno dei barbassori del
Comune che gittaron le prime basi del Santuario, e

1 Borzacchi, Istoria di S. Maria della Quercia. Venezia,
Groppo, 1696. — Tornelli, Miracoli della Madonna della Quer-
cia e sua istoria. Viterbo, Poggiarelli, 1827.

2 Bussi, Storia di Viterbo. Roma, Bernabò, 1742 P. I, pag. 267.
— Riccardi, Storia dei Santuari più celebri. Milano, 1840, pa-
gina 175. — Cappelletti, Le Chiese d'Italia. Venezia, Antonelli,
1817, voi. VI, pag. 142.

3 Ciampi, Cronache e Statuti della città di Viterbo. Firenze,

Yiesseux, 1872, pag. 91.

prese non piccola parte ai piccanti dissidj, che prece-
dermi la sua costruzione. Ecco com'ei la narra. « Anno
« Domini 1467. Era nel tenimento di Viterbo, intra le
« vigne nella contrada detta Mandriale, 1 una devota
« figura della beata Vergine pinta in una tegula, quale
« fece pingere un bon omo chiamato Battista chiavaro,
« da un pintore mastro Martello, detto Monetto. Esso
« Battista portò e conficcò questa tegula in una quer-
« eia, nella strada pubblica per andare a Bagnaja....
« Stette cosi in quella quercia tal figura circa 50 anni.
« Forse dui o tre anni passati, certe donne Viterbesi
« gli portavano gran divozione. Nel 1467, di Luglio,
« multiplicò tanto la divozione, che tutto il popolo di
« Viterbo e tutto il Patrimonio corse a quella figura,
« mostrando Iddio infiniti miracoli per amor della sua
« dolcissima madre. Per la qual cosa, prima fu fatta
« una Cappella di tavole; e tanto moltiplicavano le
« elemosine, che non aveva fine. Onde fu ordinato per
« i signori Priori della città, far edificare una Chiesa
« a onore della gloriosissima Vergine Maria, per l'infi-
« niti miracoli ed elemosine.... E lì si dicevano ogni
« giorno messe assai, e facevansi in quel tempo predi-
« cazioni. Era in quel tempo a Viterbo la morìa, e tutti
« castelli e terre d'attorno schivavano nostre conversa-
« zioni.... Quando fur palesati detti miracoli, ristrinse

« la morìa e non morì più persona Lunedi, li 24

« (agosto 1467), venne in casa de signori Priori prete
« Domenico di messer Giovanni Manescalco. Erano cin-
« que fratelli, padroni d' un pezzo di terra dirimpetto
«alla suddetta Madonna; e donorno alla Comunità di
« Viterbo tanto di quel terreno, che si potesse edificare

« la chiesa in detto loco.... 11 martedì seguente noi

« Priori andammo a detto loco, e pigliammo possesso di

« detta donazione ». 2

Si dilunga il cronista a narrarci l'ansioso accorrer dei
devoti dalle terre vicine, scortati da Fraterni te di Di-
sciplinanti o Frustatori: il voto fatto dal popolo di
Siena, che, atterrito di quel tempo, e precisamente nel
giorno 22 agosto 1467, da 160 terremoti intra dì et
nocte, 3 promise, se cessava quel pericolo, portare alla
Madonna della, Cerqua di Viterbo una cittadella d'ar-
gento, fatta a sembianza di Siena: voto che non ci dice
se fu poi adempiuto, tuttechè la città fosse liberata dai

1 Questa contrada è a nord-est di Viterbo, distante appena
due chilometri dalla città. Il sito, ov'ora sorge il tempio di S. M.
della Quercia, con dattorno il villaggio che da questo prese il
nome, è più spesso addimandato nei documenti Campo Gl'asiano ;
denominazione antichissima, di cui si trova cenno nel doc. 259
del Regesto Farfense, all'anno 825. (V. Reg. di Farfa pubblicato
da I. Giorgi e lT. Balzani. — Roma, 1879, voi. II, pag. 213).

2 Ciampi, op. eit., pag. 91.

8 Questa variante è nel codice Riccardiano n. 1941, c. 71, se-
gnato erroneamente nell'inventario a stampa del Lami (Livorno
1810) Diario istorico di Giovanni Iuzzo speziale, e nell'intesta-
zione del codice, Cronache di Viterbo scritte da Ancillotto, Gi-
rolamo, Cola e Giovanni Cobeluzo, mentre non è che un esem-
plare, molto più antico di quello pubblicato dal Ciampi, dellw Cro-
naca di Viterbo di Niccoli') Della Tuccia.
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