Archivio storico dell'arte — 3.1890

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NUOVI DOCUMENTI

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padre, nativo di Mugliano, un castelluzzo a poco tratto
da Viterbo, era venuto alla città per lucrarvi l'arte del
muratore, e vi avea compiuto qualche opera di rilievo;
tra cui, le grandi volte sottostanti al cortile del palazzo
Comunale. 1 Danese era cresciuto anch'esso nel paterno
mestiere. In una carta del 1467 ci apparisce per la
prima volta, addetto ad alcuni lavori dell'episcopio, rim-
beccare una accusa mossagli contro dal Guardiano del
Comune. 2 Da allora fino al 1475, lo s'incontra assai di
frequente prescelto ad arbitraggi di opere murarie.
Nel 1477, rende un lodo sulla costruzione di alcuni
muri nella fabbrica della Quercia, di che era insorta
questione tra certi muratori di Como. 3 Intorno però
al 1480, lo troviamo preposto, tutto ad un tratto, con
certa solennità di forme e con trattato tutt'affatto ecce-
zionale, alla direzione dei lavori in S. Maria della Quer-
cia. Disavventuratamente la scritta di quel contratto
andò perduta coi libri delle Riformagioni di quelli anni.
Ma per avventura, ne rimase traccia in un documento
successivo. Dappoiché, costruendosi a quei giorni anche
il palazzo del Governatore, il Tesoriere e l'Uditore del

liana, T. XIX, pag. 458), il Promis (Architeli. Vit. di Frane, di
Giorgio Martini), e da ultimo il eh. Milanesi, con assai inte-
ressanti notizie sul soggiorno di lui in Siena dal 1469 al 1475.
(Vedi G. Milanesi, Doeum. per la storia dell'Arte Senese, T. II,
pag. 360). Veramente, la concordanza delle caratteristiche per-
sonali di quei due .non potrebb'essere più completa. Ambedue
quasi d'uno stesso nome, ambedue coevi, ambedue Viterbesi, am-
bedue figli d'un padre che nomavasi maestro Cecco ed era mu-
ratore, e, quasi ciò non bastasse, ambedue aventi un fratello di
nome Domenico. Ciò nondimeno, un attento esame dei documenti
ci rivelò: 1° che mentre Dionisio nella seconda metà dell'anno
1469 era agli stipendi del Comune di Siena qual temperatore del
pubblico orologio (Archiv. delle Riform. di Siena, delib. del con-
cistoro, ad annum), Danese nel 5 luglio di quello stesso anno ren-
deva un lodo qui in Viterbo, insieme ad altri muratori, sin la-
vori d'una casa spettante a un tal Tartaglia (Archiv. Not. Viterb.
Protocollo IV di Mariotto de Fajanis); 2° che parimenti, mentre
Dionisio scriveva da Revere, nel ducato di Mantova, una lettera
del 4 ottobre 1479 a Lorenzo il Magnifico, con la quale gli chiedea
un salvacondotto per recai si a Firenze, lettera che ci diede pel
primo lo stesso Milanesi nel periodico il Buonarroti, e fu poi ri-
prodotta dal Ciampi con qualche appunto biografico (op. cit.,
pag. 418), Maestro Danese assisteva qui in Viterbo nel giorno 11
di quello stesso mese, agli sponsali d'un tal Maestro Tommaso
Bracciolini da Brescia (Archiv. sud. Prot. V di Latino Latini),'
3° che finalmente, mentre Dionisio è inteso nel 1481 a condurre
a termine per la Repubblica di Venezia un certo ingegno, presso
Padova, mediante il quale le barche e i buri hi potessero pas-
sare per la Chiusa di Strà (Orioli, Bibl. Ital., voi. XIX, pag.
459), Maestro Danese era in quello stesso tempo qui in Viterbo
a bisticciarsi intorno alla composizione del Chiostro della Quercia,
e a rendere un altro arbitraggio sulla divisione d'una casa. (Ar-
chiv. sud. Protoc. di Michelangelo Caprini 17 e 23 maggio 1481),

Ciò basti a provare la ben distinta personalità di quei due
maestri Viterbesi, a chiunque, per l'accidentalità delle dette con-
sonanze, fosse tentato di crederli una sola persona.

1 Archiv. del Comune Lib. Reformat., voi. IX, pag. 165, al-
l'anno 1446.

2 Archiv. Not. Viterb., Protoc. I del Not. Tommaso de Anti-
quis, istromento del 28 gennaro 1467.

3 Documento XIII.

Patrimonio, insieme ai Priori e Soprastanti del Comune,
affidarono al Danese anche la costruzione di quell'edi-
ficio. Però ad un patto: che quel nuovo affidamento noi
distraesse dal precedente impegno da lui assunto per
la edificazione del tempio della Quercia. 1 Ecco diggià
un capomaestro, il cui nome si collega a due dei più
importanti monumenti, di che a quei giorni s'arricchia
la sua città.

Ma non basta. Si ha una memoria successiva, che
delinea anche meglio la personalità di lui come archi-
tetto. Nel 1489 voleasi ampliare, anzi rifare a nuovo la
Cattedrale Viterbese. I Priori del Comune, grandi cal-
deggiatoli di un tal disegno, dopo essersi lungamente
tapinati alla ricerca della pecunia necessaria, posero gli
occhi sul Danese; e, d'accordo col Vescovo, gli trassero

è

dalle mani un modello, un bel modello, dicon essi, che
rispondea al concetto di quelle grandiose ricostruzioni.
Son queste le loro parole, scritte nel L'bro dei Ricordi,
che solean trasmettere ai loro successori.

« Notificamo ad V. M. S. che, per dar opera che
« omnino la Chiesa di S. Laurentio si magnificili, noi
« Priori havemo dì et nocte excogitato più et diversi
« modi di trovar denari, secondo el sopradecto Consiglio
« renduto, senza tocliare nò imporre graveza ad carne o
« grani, et forse senza danno nisciuno, nò incomodo del
« nostro Comune, in quantità per diverse vie, che Sancto
« Laurentio (il Duomo) se farà dalle fondamenta de
« novo, e tal volta de marmo in pochi anni. Et ad ciò
« havemo più et diverse volte parlato con monsignore
« el Veschovo, et, di consentimento di Sua Signoria, facto

« fare uno bello modello al Danese quale porrete ve-

« dere, ad cicche s'intenda la spesa se habia da fare ». 2

1 « Die V novenibris 1481. Magnificus vii' et optimus legum
doctor Dominus Natimbene de Valentibus, auditor et locumtenens
eximii Legati Provincie Patrimonii (il Cardinale Matisconense del
titolo di S. Giovanni e Paolo), cum presentia et voluntate M. D.
Priorum Viterbiensium, et etiam cum consensu Ursini Thesaurarii
Patrimonii, et Domini Galeocti Gatti et Pacifici Bonelli, electo-
rura super constructione et fabrica palatii noviter conficiendi

(quello del Governatore), existentes etc ordinaverunt, omni

meliori modo, Magistrum Danesium massarium Comunis Viterbii,
presentem et acceptantem, prò uno anno incipiendo a die huju-
smodi contractus etc., cum salario trium ducatorum ; proinictens

mag. Danesius prefatus ponere omnes suas operas prò utili-

tate et constructione dicti palatii noviter conficiendi, et in pre-
dictis adhibere omnein suam diligentiam et sollicitudinem, et
promisit artem suam non exercere, nisi in supradicto exercitio,
excepta obligatione ad qaam tenetur prò edijiciis Beate Marie de
Quereu, secundum formam contractus manu ser Latino Latini ;
cum hac etiam condictione, quod quoties acciderit, quod prefatus
Danesius iret extra territorium Viterbii, dieta occasione vadat
sumptibus Comunis, tam equi quam impensarum. (Arch. Coni.
Lib. Reformat., voi. XXI, pag". 127)». Il contratto col Danese per
la direzione dei lavori alla Quercia, cui accenna il documento, do-
vette essere stipulato poco prima del novembre 1480, e trovarsi
appunto nel Libro delle Riformazioni, oggi mancante, dall'aprile
1477 a tutto ottobre 1480.

2(Archiv. Coin. — Librodei Ricòrdi dei Priori dal settembre 1485
a tutto ottobre 1495, segnato col n. 21 a pag. 94). Difatti, fu quasi
subito incominciata la trasformazione della Cattedrale. Tutto fa
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