Archivio storico dell'arte — 3.1890

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NUOVI DOCUMENTI

mai andati per le occupazioni. Notificasi alle S. V. M.
Faranno quello li parrà.

Archivio sudd. loc. cit. c. 100.

1490 Giugno. Notifichiamo ad V. M. S. come, alii di
passati, li Offitiali della Madonna fumo adunati in Con-
siglio, com'è usanza, per pensare lo pavimentato della
Chiesa se fusse da fare per altro modo, che quello ch'c
principiato. Ci fumo chiamati 3 ciptadini sopra di ciò.
Anque fu proposto del fatto del Tabernacolo dela no-
stra Donna, di farlo di marmo, del quale ciò il disen-
gnio. Y'ène intanto e sonnoci ducati 49 d'oro largi, dati
per limosina, per spennerli in detto tabernacolo, pei'
ornamento dela nostra Donna, et per levare li perielio li
che possano venire dal fuocho et legnami et ciera con-
tinuamente che danno lumi. Et déssi vento (si dio vinto)
per partito, si traga a fine. Piaccia a le S. V., nel tempo
del ofitio vostro, solecitare : chò affida il cottimo il Danese:
di tutto è bene informato.

Archivio di S. Maria della Quercia. Libro delle Cro-
niche della Chiesa et Sachristia et Convento della Quer-
cia, segnato col N. 113. c. 6*. 1

Ricordo come 1' anno 1490, prima che la provincia
nostra havessi questo convento, i soprastanti di questa
Chiesa dettono et allogorno a Maestro Andrea Mila-
nese 2 il tabernacolo della Madonna, cioè la facciata
eh'è di fuora; che vi dovessi intagliare tutte quelle
figure che ne' marmi al presente si vedono, con le sue
colonnette scannellate et in dorate: et ogni cosa a sue
spese, sì dei marmi, sì ancora della tractura d'essi; et
che dovessi provedere ogni cosa da per se, eccetto la
calce et ferramenti: et li promessono, per prezzo di detta
opra e cottimo, scudi 525 di carlini.

XIX.

1495 Marzo.

Archivio sudd. Libro Creditori e Debitori dall'anno
1493 al 1517 segnato col N. 139 a carte 25.

Dorature del tabernacolo, e pitture e stucchi nella
volta della Cappella della Madonna, allogate a Pietro
Antonio di Maestro Manfredo da Carpi.

1495 Marzo. Pietro Antonio di Maestro Manfredo
da Carpi, dipintore, deve bavere ducati... 3 de carlini.
Sonno per una conventione et pacto, quali habiamo facto
con lui, de consentimento dei moderni soprastanti, quali

1 Questo codice ras. inedito non reca esplicitamente il nome
dell'autore. Ma, da alcune espressioni che si leggono alle pag. f>
e 10', si rileva chiaramente che fu scritto da Frate Antonio di
Arezzo, Religioso di quel Convento, intorno all'anno 1576, quando
vi adempieva l'ufficio di sagrestano maggiore. Questa Cronaca,
posta a riscontro coi documenti, si trova sempre precisa e bene
informata. Ne daremo tutti i punti più importanti.

2 Andrea Bregno da Milano.

3 Lacuna.

sono li infrascripti : cioè Messer Octaviano, Doctor Paulo
De Latiosi, Johanne d' Herculano et Johan Domenicho
di Johan Laurentio, Ciptadini. Cioè, che el decto Mae-
stro Pietro Antonio debia mectere a oro fino il taber-
naculo de la Madonna, in tucte quelle parti et lochi
che se riconoscia che stia bene, ad arbitrio de ogne
persona de bene. Similiter, debia mectere a oro il so-
pracciglio et volta, quanto tiene al tabernacolo, secondo
uno certo disegnio el quale lui ha facto: el quale è a
quatrucci a 8 faccie di rilevo de stuccho, cum certe rose
in mezo, poste in campo azurro, poste a oro. Item, che
lui debia fare in la faciada, la quale è sopra il taberna-
colo, una aera d'azurro cum certe teste de cherubini,
cum doi Angeli, cioè uno alla dextera de la dieta fa-
ciada, et l'altro a la sinistra: et poi, in quella mede-
sima faciada, discendendo a dextris et a sinixtris per-
sino in terra, li debia fare certi paesi cum cerque
drento, cum boni et optimi colori, che stia bene: et
più, dai lati a dextris et a sinixtris sotto la volta, da
la cornixe o vero capitello, li debia fare uno cortinag-
gio di panno d'oro per fino in terra, di boni colori, che
stia bene. Le quali cose sopradecte lo dicto Maestro
Pietro Antonio le ha tolte a fare ad tucte soe spese,
et de oro et azurro et altri colori necessarj, che tucti
siano in perfectione, al judicio d'ogne bono maestro,
per lo prezo sopradicto de ducati..1 di carlini: et pro-
mecte dare dicto lavorerio fornito et stabilito, almancho
x o xn di nante la festa de la Pentecoste del decto
anno 1495. Et nui siamo obligati a darli a lui tucti li
soi denari ne la dieta festa de la pentecoste, o vero
pasqua rosata. 2

XX.

1495 al 1499.

Archivio sudd. Lib. Creditori e Debitori N. 139. c. 25.

Cottimo del dormitorio 3 e della camera del fuoco,
allogato a maestro Giovanni da Como, muratore.

1495 Novembre 4. Iohanni Muratore Lumbardo deve

1 Altra lacuna.

2 In processo del libro si rileva che la spesa totale fu di du-
cati 180, da carlini 10 ognuno.

3 Nell'anno 3491, il Convento dei Domenicani di S. M. della
Quercia, che fino allora non era stato sottoposto ad alcuna pro-
vincia dell'Ordine, fu applicato alla Provincia di Lombardia. Di-
poi, nel 1196 fu consegnato alla Congregazione di S. Marco di
Firenze; la quale, composta di Religiosi quasi tutti Toscani, recò
una notevole influenza artistica nella costruzione delle opere
d'arte della Chiesa e del Convento. Su questo passaggio dall'una
all'altra provincia, la Cronaca succitata così si esprime: — Il Con-
vento della Quercia non era applicato più a una che altra pro-
vincia; et si stette così intorno a 25 anni: et nel 1194 a dì 17 di
Febbraio, il Rino. Generale di tucto l'Ordine, che era allora M°
Joachino, lo consegnò alla Provincia di Lombardia; i quali Lom-
bardi lo tenero intorno a doi anni. Di poi, cominciandosi la Qon-
gregatione di San Marco, o vogliam dire Riforma, adoperando-
visi molto la santa memoria del Rdo, Patre Fra Girolamo Savo-
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