Archivio storico dell'arte — 3.1890

Seite: 316
DOI Heft: 10.11588/diglit.18089.32
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18089.37
DOI Seite: 10.11588/diglit.18089#0329
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1890/0329
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
NUOVI DOCUMENTI

310

bufalaro, por tiratura di 6 antenne lunghe per fare i
ponti sopra al cornicione (c. 39l).

(9) 1502 Luglio 1. A Gio. Piero, che fa finestre di
vetro, per parte di sue opere a fare invetriate, boi. 45.
Ce. 40).

(10) 1502 Luglio 0. Pagati a Gio. Matteo da Milano,
per libre doi, oncie dieci filo di rame, per fare li cerchi
agli occhi di vetro, boi. 31 (c. 40).

(11) 1502 Luglio 7. Pagati a Frane. Bufalaro due. 2
e boi. 60, per portare coi Bufoli i ehonci del lavatojo di
sacrestia et de la porta intavolata, va di sacrestia nel
chiostro (c. 40).

(12) 1502 Luglio 18. Pagati due. 15, 24 a M° An-
tonio da Ghoino ed altri. Sono per channe 64 d' into-
nachato in chiesa dal ehornicione in su, a boi. xviii la
channa (e. 40).

(13) 1502 Luglio 27. Pagati a M.o Antonio da Chomo
ed altri, charlini 34. Sono per di loro opera et magi-
sterio di mettere su il lavatojo di sacrestia, et la porta
del chiostro de la sacrestia, et rompita dei muri et ra-
chonciatura de la fontana del chiostro, et condurre l'acqua
alla sacrestia (c. 40t).

(14) 1502 Agosto 4. Pagati a M.° Domenico Sc.ar-
pellino due. 2, per parte de la porta et lavatojo. (c. 41). 1

(15) 1502 Settembre 24. Pagati due. doi a M„° Soldino
et M.° Vincenzo per parte di loro opere alla chupola(c. 42).

(16) 1502 Pagati due. I a Francesco da

Prato, per conto di Mo Guasparre (pure di Prato), per
libre 1106 di prieta cruda da fare gesso per la chu-
pola (c. 42t).

(17) 1502 . . Pagati charlini dua a Mae-
stro Domenico Scharpellino Fiorentino, per prima opera
e lavoro a fare a pietra (sic) per la lanterna (e. 42^.

(18) 1502 Pagati carlini 36 a Zanobbi

Ghaddi di Roma per pezzi 400 d'oro fine, mandato per
dorare la palla et la croce della lanterna (c. 43t).

(19) 1502 Pagati al Morello fabro due. 2 e

boi. 7, per lavoratura della croce et di 8 ferri, che so-
stengono el tecto della lanterna della chupola (c. 44).

(20) 1502 Pagati carlini 16 bolog. 6 a Fran-
cesco di Nichola, per lib. 83 di piombo auto dallui in 6
piastre, et per trasporto desso per fare le finestre del
mezzo e per impiombare i ferri della lanterna (c. 44).

(21) 1502 Pagati carlini 78 fatti buoni a

Zanobi; e gli spese in 900 occhi de vetro, et lib. 16 de
vetro paghonazzo et rosso, mandatoci per mezzo d' un
gharzone di Nicchola Parrini, et per fare le finestre
della lanterna sopra la chupola (c. 44).

(22) 1502 Pagati a Maestro Marcho da

Siena, orafo, due. 5 per andare a Ronciglione per far
fare el rame della palla et croce per la lanterna (c. 45).

(23) 1502 Pagati carlini 46 fatti buoni a

Zanobbi Ghaddi; e gli pagò per noi per due figure, cioè

1 Questo grazioso lavatoio di sacrestia reca sul fregio questa

iscrizione: Lavamini qui ferii t i •a*a Domìni.

una di S. Domenico, et una di S. Pietro Martire dipinte
in tela, che si som) mosse nella chiosa (c. 46).

(24) 1503 Aprile 18. Pagati .... dopo la ragione
facta, due. 4 e boi. 27 a Maestro Domenico dipintore
da Viterbo, per dipintura del crocifixo di chiesa, et
al tri adornamenti nella tavola, et per dipigniere ai ca-
pitelli della Chapella, d'accordo col decto (c. 47). 1

(25) 1503 Mandammo a Firenze ducati 10

a Fra Antonio Schappella, per rotoli 8 libri (del coro)
si fanno legare et scrivere a Firenze, et per conto di
Santa Caterina di terra cotta (c. 48). 9

(26) 1503 Pagati due. 4 por tanti pagò

Ghulghano per noi a Gio. Battista, per porto della S.
Caterina da Siena, e lib. 98 di tarsie (per gli armarii
della Sacrestia) (c. 49).

(27) 1503 Mandati a Firenze a Fra Antonio

due. 1. 25, per parte della S. Caterina ci fa fare Fra
Antonio a Firenze (e. 49).

(28) 1503 Novembre 20. Pagati due. 7 di carlini, e sono
per libri comperati a Roma dalla insegna della Corona,
cioè per le concordanze de la Biblia, per la tavola del
Beato Antonio, et per la chronica del Beato Antonio
(S. Antonino) in 3 volumi, et certi altri opuscoletti
(c. 49t).

(29) 1505 Gennaro 22. Pagati due. 2 e boi. 30 per
16 calzuoli (sic) di tharsie larghe a costola dopia, et
altre opere per mectere in ornamento delle colonnine
della sacristia, comperate da Domenico delle Tharsie
Fiorentino (c. 52).

(30) 1505 Gennaro 22. Pagati boi. 63 per sei palle
d'octone per li armarj della sacristia, comperati presso
Fra Christophono octonajo a Firenze (c. 52).

1 II nome di questo pittore Viterbese era Maestro Domenico
di Verardo. Il mio cifr. mi da di lui queste notizie. (Archiv. No-
tarile, Protoc. VII di Mariotto de Fajanis, c. 9) 1483 clie V Ja-
nuarii Magister Dominieus Verardi pictor de Viterbio et con-

• trata S. Luce rinuncia un suo terreno enfiteutico al Capitolo dei
Canonici dei SS. Luca e Faustino. — (Libro dei Ricordi dei Priori
del luglio e agosto 1490). Avemo dato lo eoptimo di fare la
sfera dell'oriolo (la pittura del quadrante 1; come S. V. potino
vedere, che vi sono li ponti, a Domenico di Velardo per 35
carlini (car. 101) — Avemo dato a fare l'arma del Governatore
nostro al decto pintore, nell'entrata della logia sopra l'arco dal
lato dentro, per preso di due. 2. (Ivi). — Il Governatore o Ret-
tore di Viterbo era in allora il Card. Giovanni De Medici col titolo
di Legato del Patrimonio, e suo Luogotenente era Prospero C it-
t'arelli Vescovo di Ascoli. — Item havemo dato al decto pintore a
fare uno Saneto Christophino et uno Saneto Antonio nella prima
piazecta delle scale, nel luogo di quelli che sono guanti sopto
le scale. (Ivi) — Item el decto Domenico s'è obligato a dipingnere
li doi teste eoli'arbori et colla vite appresso la porta nova, et
uno leone ad modo delli altri. (Ivi).

2 Di questa statuetta, dice la cronaca della Chiesa (car. 9').
Il terzo altare (delle Cappelle) è senza padrone. Nel muro non
vi è figure di sorte nessuna. V'é una Saneta Caterina di terra
cocta molto bella. Al presente, questa statua, alta 95 cm., si vede
entro una nicchia sul primo ripiano della scala, che dalla Sagre-
stia conduce al piano superiore del Convento. È tutta sformata
e deturpata da grossolani e ripetuti intonachi di calce e di ver-
nice.
loading ...