Archivio storico dell'arte — 3.1890

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(33) 1582. Et deve avere scudi 50, che tanti fu ju-
dicato da huomini comunemente chiamati...per aver fatto
di pittura et di stucchi et altri lavori, che non erano
obligati per disegno fatto, come appar lodo di detti
huomini comunemente eletti, M° Francesco Monaldi et
Giovanni Malanca (Ivi).

(34) 1582. Maestro Michele Alberti Pictore in Roma
deve bavere scudi 80, ogni volta che lui havrà fatto due
statue colli suoi ornamenti, per la adjunta fatta per l'or-
namento dello altare maggiore (Ivi). 1

Memorie d'artisti e lavori diversi

(35) 1539. Ricordo come l'anno 1539 si comenzò la
muraglia nova delle botteghe nella piaza de la Madon-
na: 2 et quel sito essendo molto sinistro et incomodo
da conformarsi con la strada finita di nuovo nel mede-
simo tempo dal Sancto Padre Papa Paulo III, ci fu
grande differentia d'opinione fra di molti architectori
nel formare el disegnio, et specialmente fra M° Antonio
da San Gallo, M" Jacomo Holigini (?) Ferrarese, M« Be-
lardino da Viterbo, M° Jacomo Cerosi et più altri...
Onde ultimamente ad me Frate Athanasio de Viterbo,
tunc temporis Sindaco, occorse quest'ultimo disengnio.
FI quale, construendolo con m. Jacovo Sacchi, li piacque
et agiunsevi qualche cosa per la strada di Viterbo: et
conferendo, et mostrandosi decto disegnio alli sopra-
stanti, alli signori, et a molti altri ciptadini, si trovò
universalmente piacere ad tucti..'. Et questo medesimo
disegnio fu ancora approbato da maestro Belardino da
Viterbo et maestro Antonio da San Gallo di Firenze,
aftinché quelli che verranno non siano facili ad mutarlo,
essendo approbato da tali homini (Libro delle Ricord,
di Sindich. c. 39 t).

(36) 1544. Ricordo come fumo buttate per terra
vintuno botteghe, per lo impedimento della strada facta
da papa Paulo III de Farnese. Havendosi da rifar le
altre, dopo molta discussione, si tirarono in drinto, et
che prima si reserasse la piaza con sue botteghe in-
torno (Ivi ).

(37) 1555. Ricordo come quest'anno, Soprastanti
Mess. Gio. Batt. Bussi et Ser Anselmo Nini, si fece el
disegnio del Convento per ordine del Revmo. Generale
nostro. El qual disegno e modello, o veramente piano,
fece maestro Nanni Architectore eccellente, a cui si diede
per mancia dieci scudi d'oro, et si condusse et si ridusse
a Roma del mese di ottobre suddetto (Libro Grosso
della M. ecc. c. 26).

(38) 1574. Si dette a fare uno legìo del choro a

1 Questi stucchi dell'altare maggiore si veggono pur oggi, tut-
toché detto altare sia stato separato dal coro, e soppresso.

2 Nella piazza dirimpetto al tempio, s'eran già, da qualche
tempo innanzi, costrutte molte botteghe per le due grandi fiere,
die vi si teneano ogni anno, l'una a Pentecoste, l'altra a Set-
tembre. L'archivio di S. M. della Quercia possiede molte bolle
e brevi papali su i privilegi e il regolamento di queste fiere.

maestro Filitiano Viterbese, il quale lavora molto bene,
ma salato... di modo che costò 44 scudi (Lib. delle Cro-
niche c. 15 t).

(39) 1576. Ricordo come in questo anno si fecieno
tre lampade d'argento alla moderna, et sono tenute molto
belle. Pesano tutte insieme cinque libbre, tre onci e,
ventun denaro. Sono di argento di Carlino. Facemmo
il patto a quattro scudi la libra di fattura... et le lavorò
in Roma M° Antonio da Cantalupo (Ivi c. 18).

(40) 1609. Ricordo come il di ultimo d'ottobre l'Illmo.
et Revmo. Sig. Card. Montalto, della nobile famiglia
Peretti, nipote della fe. me. di Sisto Papa V, mandò a
presentare un bellissimo e ricchissimo paro di candeliere
o, per meglio dire, torcieri d'argento, di peso di lib. 96 o. 4,
di valore di se. 1600 (Ivi c. 45).

(41) 1620. Ricordo come si sono fatte le porte della
Chiesa, tutte tre con fregi et intagli fini, con imprese,
con arme dell'Illino. e Revmo. Card. Montalto e Card.
Peretti nostri benefattori, con arme del Sig. Vice Legato
rnonsig. Rossini et di Viterbo, come si vede nella prima
del mezo ; et a mano sinistra l'arme dell'Eccmo Principe
Peretti et della nostra Religione, et a mano sinistra
l'arme dell'Illmo vescovo monsig. Tacqua, molto amo-
revole della nostra religione, et con quello dell'Eccmo.
Generale Fra Serafino Secchi. Le quali porte sono state
fatte tutte de limosine. Capo maestro è stato maestro
Marco Battista da Capranica, et intagliatore maestro
Leonardo Torode Franzese (Ivi c. 54).

(42) A di 27 settembre l'Illmo Don Francesco Peretti
ravvivò la memoria dell'Illmo. Card. Montalto suo zio,
donando un pregiato dono alla Madonna d'una porticella
d'argento, con bellissimi lavori fatti a Napoli di valuta
di scudi 1000 (Ivi c. 69 t.).

XLIV
1498 al 1655.

Notizie di campane fuse pel tempio di S. M. della
Quercia.

1498, 3 Xbre. (Si ha notizia d'una campana fusa con
metallo comprato in Castro e Acquapendente, senza in-
dicazione del nome del fonditore) (Lib. Credit, e Debit.
n. 141, c. 119).

1505, Giugno. Maestro Francesco di Sante da Viterbo
fonde la campana maggiore del campanile (Lib. della
Fabb. c. 53 t.).1

1 Era figlio di Maestro Sante detto Dalle Campane, Viterbese,
non solo eccellente fonditore di bronzi sacri, ma eziandio di bom-
barde, cerabottane, passavolanti e altre artiglierie di quel tempo.
Nel voi. 23 delle Riforme p. 75, si legge un contratto del 23 feb-
braio 1486, pel quale Maestro Sante si obbligò a fornire al Co-
mune quatuor Cerabotlanas ex aere et ramine borio et mer-
cantili, secondo il modello gli dovea venir fornito da Andrea di
Montecasulo, accettando di esserne pagato dopo il fatto speri-
mento, ut vicleatur earum perfeetio in etnie,tendo pallortax
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