Archivio storico dell'arte — 3.1890

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

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presenterà Lister in atto di dimostrare il suo sistema
di medicatura. Al concorso potranno prender parte
tutti gli artisti italiani che si sentiranno disposti a
stabilire il loro domicilio a Roma durante la esecuzione
dell'opera. A questa sono assegnate 15,000 lire.

— Il famoso cannone di S. Paolo, passato in pro-
verbio, e spettante al Museo nazionale di Firenze, ha
ricevuto in questi giorni un compagno. E questo un
pezzo d'artiglieria mediceo, proveniente da Tunisi, e
destinato ad esser fuso come bronzo inutile. Il Governo
nostro, consideratone il valore storico, ne ha fatto
acquisto pel Museo suddetto. Fu chiamato falcone,
venne gettato dal celebre fonditore Cosimo Cenni in
Firenze, ed è notevolissimo per il ricordo che contiene
della scoperta fatta da Galileo, nel 1610, dei satelliti
di Giove. Nel finimento della culatta porta in basso-
rilievo una stella grande attorniata da quattro stelle
minori; e nel corpo porta l'arme dei Medici e la Croce
di S. Stefano.

— L'architetto Del Moro e l'ingegnere Bardi, come
rappresentanti, il primo del Commissariato di Belle Arti,
e il secondo dell'Ufficio tecnico municipale, hanno intra-
preso una visita accurata di tutti i monumenti affidati
alla custodia del Comune di Firenze, per vedere in quali
condizioni si trovino e di quali restauri abbisognino.
Per prima cosa han visitato S. Maria Novella e hanno
proposto molti lavori riconosciuti necessari per la con-
servazione di quella celebre chiesa.

— Lo stesso architetto Del Moro ha fatto un pro-
getto bellissimo per la ricostituzione delle celebri can-
torie di Luca della Robbia appartenenti già a S. Maria
del Fiore, ma giacenti ora, smontate, da circa due secoli.
La loro ricostruzione sarà un fatto importantissino per
la storia dell'arte e riuscirà di grande vantaggio agli
artisti che potranno finalmente studiarle. Destinate ad
accoglierle è il nuovo museo che sta disponendo nei
suoi locali l'Opera del Duomo di Firenze, per riunirvi
tutti gli oggetti d'arte appartenenti al Duomo stesso, e
che ora giacciono dispersi o disordinati in vari locali.

Oltre le cantorie suddette, si raccoglierà in quel Mu-
seo il dorsale o altare d'argento che ogni anno si espone
in S. Giovanni, ed è maravigliosa opera d'oreficeria
fiorentina del quattrocento, alla quale collaborarono arti-
sti come il Ghiberti, il Poliamolo, il Cennini ed altri
sommi maestri. Vi saran pure tutti i disegni della fac-
ciata antichi e moderni, fino a quello ultimamente ese-
guito. Vi saranno i modelli della Cupola famosa, com-
preso quello eseguito dal Brunelleschi ; e poi reliquiari,
smalti, nielli, dipinti in tavola e in tela del xui, xrv
e xv secolo; mosaici, busti, tarsie, statue, frammenti
architettonici, e altri oggetti d'arte pregevolissimi, tra i
quali una trentina di libri corali adorni di miniature
stupende. Sarà insomma un nuovo pregevolissimo Museo
di speciale importanza che andrà a prendere onorifico
posto fra i tanti che arricchiscono la capitale toscana.

— Il Giurì della Promotrice di Beile Arti in Napoli
ha assegnato il premio municipale di L. 4000 per la

pittura al prof. Salvatore Postiglione, per uno stupendo
suo ritratto esposto nella Mostra della Promotrice sud-
detta, insieme con una stupenda Erodiade, che ritrae
alquanto della maniera dell'Allori. L'altro premio, pari-
mente di L. 4000, destinato per le opere di scultura,
non venne aggiudicato ad alcuno, poiché ninno dei la-
vori esposti dai concorrenti parve meritevole di tale
ricompensa.

— Il museo Britannico, non nuovo a questi abbagli,
ha da non molto tempo acquistato, come di antica fat-
tura, un bellissimo busto di porfido rappresentante Au-
gusto giocane. Ora la paternità di quest'opera d'arte è
stata pubblicamente reclamata dal si"-. Serafino Gran-
chielli, il quale dice di aver eseguito quel busto per
commissione datagliene, lavorandoci intorno per sei
mesi, con un compenso non maggiore di mille lire, e
rimanendo del tutto estraneo alla vendita che di quel
busto fu fatta al Museo Britannico. Al quale non parrà
forse superfluo il consigliare per l'avvenire una mag-
giore oculatezza negli acquisti che va continuamente
facendo.

— Il tempio di S. Francesco in Siena si è arricchito
di un nuovo e stupendo lavoro del cav. Cesare Maccari,
eseguito per commissione della nobile signora Anna ve-
dova Saracini, nella sua cappella gentilizia in detta
chiesa. Il soggetto di questa pittura bellissima è Ve-
stire gli ignudi; e rappresenta la Madonna ancor fan-
ciulla che, accompagnata da S. Anna sua madre, porge
una veste ad un povero vecchio. Sicurezza di tocco e
purità di disegno assegnano a questa opera del Mac-
cari un posto ben distinto tra le pitture eseguite dai
più valenti artisti dell'epoca nostra.

— Chiuderò questa prima parte mia cronaca
col registrare due dolorose perdite che l'arte ha sof-
ferte ultimamente, una in Francia, ed una in Italia.

A Parigi è morto il sig. Roberto Fleury, membro
dell'Istituto, antico direttore dell'Accademia francese a
villa Medici qui in Roma, decano dei pittori francesi,
ritenuto come il capo della scuola romantica che pure
ebbe i suoi pregi e i suoi giorni di voga e di gloria.

Roberto Fleury era nato a Colonia, che faceva parte
allora del Dipartimento della Roer, il dì 8 agosto 1797,
ed aveva studiato a Parigi sotto Girodet, Gros e Orazio
Vernet. Tra i molti e ben noti suoi lavori si citano spe-
cialmente Il Tasso a S. Onofrio, una Scena della, notte
di S. Bartolomeo, che si trova al Museo di Lussem-
burgo, Gli ultimi momenti di Montaigne, V Ingresso di
Clodooeo a Tours, che figura nel museo di Versailles,
ed altri che sarebbe troppo lungo il ricordare. Questi
lavori fruttarono al loro autore molti premi alle diverse
esposizioni nelle (piali figurarono, e gli valsero l'onore
di dirigere prima la Scuola di Belle Arti a Parigi e poi,
come ho già detto, l'Accademia francese a Roma. La
sua morte, avvenuta nei primi giorni del maggio de-
corso, è stata da tutti vivamente rimpianta.

Pochi giorni dopo e precisamente il 13 del mese
stesso, è morto a Torino lo scultore Giuseppe Dini,
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