Archivio storico dell'arte — 3.1890

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CRONACA AUTISTICA CONTEMPORANEA

e col severo e sobrio vestito del poeta. Ma chiunque
le veda non potrà a meno di domandar loro notizie
della lor sorella maggiore, la musa di Notre Dame de
Paris, dei Miserables e di tanti e tanti altri capolavori
d' Hugo, dei quali pare che lo scultore siasi affatto di-
menticato.

Il monumento di Mirabeau è nell'antica cappella di
Santa Genovieffa. Il grande oratore è rappresentato in
atto di arringare dalla tribuna. Giganteggia dietro di
lui una grande figura che personifica la Eloquenza e
che lo inspira. Tre altre figure sedute completano il mo-
numento. Quella in faccia, vestita sontuosamente, e
che tiene una corona regia posata sopra un cuscino, è
la Monarchia, ed é in atto di persona stupita e con-
turbata per le parole che ode scendere dalla tribuna,
nella quale tuona Mirabeau. Quella a destra giovanis-
sima e quasi nuda, rivolta verso la tribuna, sta in atto
di compiacente attenzione e si mosti a pronta a dar
fiato alle trombe della Fama per far suonare sul mondo
i suoi liberi accenti. È la Libertà. L' ultima a sinistra,
con uno stilo in mano e un volume sulle ginocchia,
sta in atto di registrare e tramandare ai posteri le
parole di Mirabeau. È la Storia. Tutte queste figure,
aggruppate con arte, formano bellissimo insieme.

Il monumento di Mirabeau, opera del sig. Injalbert,
è stato accettato ad unanimità dalla Commissione di
belle arti, e sarà eseguito secondo il modello; ma
quello di Victor Hugo, modellato dal sig. Rodin, è stato
accettato solo ad corrigendum, perchè non è sembrato
ben proporzionato con lo spazio che deve occupare, e
troppo piccolo. Lo scultore ha già ricominciato il la-
voro per rifarlo più monumentale e più grande.

— Non lasceremo la Francia artistica senza far men-
zione di una dolorosa perdita che ultimamente ha fatto
nella persona dello scultore Gautherin, morto quasi al-
l'improvviso di congestione cerebrale, a soli quaranta-
nove anni d' età.

Giovanni Gautherin è 1' autore di molti lavori im-
portantissimi, che gli valsero numerosi premi alle espo-
sizioni alle quali prese parte, la croce della Legione
d'onore nel 1878, e la medaglia d'oro alla Esposizione
universale dell' anno decorso. Fra le sue opere tengono
il primato la Clotilde di Surville, il Paradiso perduto,
il Diderot, ed altre magistrali sculture che assicureranno
dall' obblio il nome del valentissimo artista.

— Una bella collezione di cinquantatrè quadri, già
spettante al Sig. Crabbe, distintissimo e ricco amante
delle arti, è stata ultimamente venduta all' incanto, e
ha prodotto la bella cifra di 1,589,900 franchi; una
media cioè di 30,000 franchi per quadro. Ciò basti a
indicare quanto preziosa, e con quanta intelligenza
messa insieme, fosse questa raccolta. I più alti prezzi
sono stati raggiunti da un quadro dipinto da Meisson-
nier nel 1883, La Guida; armata del Reno e della
Monella, venduto per Fr. 177,000; e da una Sacra Fa-
miglia di Rubens, venduta per Fr. 160,000. Vengono
quindi la Vacca bianca di Troyon (85,000 fr.) il Ri-

tratto di M.ma di Flesselles di Nattier (75,000 fr.) ; e
la Partenza pel mercato, di Troyon (65,000 fr.).

— Se è doloroso il veder disperse, dopo la morte dei
loro raccoglitori, gallerie tanto preziose, è pur grato
1' apprendere che taluni ve ne hanno i quali sanno in
vita prendere tutte le necessarie precauzioni affinchè
1' opera loro non sia disfatta nell' avvenire. Nel numero
di questi previdenti è da comprendersi sir Riccardo
Wallace, possessore di una galleria preziosissima, co-
minciata a mettersi insieme dalla sua famiglia, e da
lui poi continuamente aumentata con 1' acquisto dei
più notevoli quadri, fatto alle più grandi vendite del
secolo, come quella di S. Donato presso Firenze, del
cardinal Fesch, Pomersferden, Pourtalés, de Morny ecc.
Sir Riccardo Wallace, stando a recenti informazioni,
ha già disposto con atto di ultima volontà che la gal-
leria stessa debba dopo la sua morte esser dagli eredi
suoi conservata intera e disposta come egli l'avrà
lasciata.

— Il 2 di luglio, con intervento del Reggente, dei
Principi Reali, e dei Grandi dello Stato, si aprì a Mo-
naco di Baviera 1' annua esposizione di belle arti, in
mezzo a un concorso straordinario del pubblico.

L'Italia nostra era in quella mostra degnamente
rappresentata da un complesso di pitture notevolis-
simo. Le opere di scultura invece non erano molte
nè molto importanti. Ammontavano a più di 200 le
opere d' arte esposte da italiani, e fra le più ragguar-
devoli figuravano un bellissimo quadro del De Stefani
di Venezia, R tramonto del sole, stato comprato dal
Reggente, e diverse opere del Bazzaro, del Belleri, del
Ciardi, del Lancerotto, di Luigi Nono, di Gaetano Cle-
rici, del De Biaggi e d'altri. Fu venduto del De Biaggi
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un bel busto in bronzo, e il Reggente fece pure ac-
quisto, per la sua galleria privata di un altro bel quadro
rappresentante una donna italiana, dipinto secondo le
vere tradizioni dell' arte classica, dal Sig. Tito Conti
di Firenze.

Le opere esposte a Monaco sono state quasi due-
mila, con assoluta maggioranza dei lavori di pittura,
che han raggiunto la cifra di 1500, circa. Il Giurì, anche
in quest'anno, ha dato la preferenzà ai lavori dell' ae-
venire (perchè attualmente la musica, la poesia, la pit-
tura, la scultura, si fa tutto per 1' avvenire) e così ha
accettato pure delle opere assai mediocri e poco degne
di questo onore.

— Anche all' Esposizione di Edimburgo la Sezione
italiana si è mostrata degna delle tradizioni splendide
del nostro paese. La Sezione composta di quattro sale
oltre le opere d' arte, contiene anche un numero rile-
vante di prodotti industriali che fanno grandissimo
onore alla nostra nazione, e sono prova dei progressi
che ha fatti in questi ultimi anni. Ma questa cronaca

{ non può occuparsene, richiamata coni' è nel campo
} dell' arte.

Nel centro della terza sala campeggia il busto di
Umberto I, e gli fanno bella corona intorno, le statue
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