Archivio storico dell'arte — 3.1890

Seite: 346
DOI Heft: 10.11588/diglit.18089.41
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18089.42
DOI Seite: 10.11588/diglit.18089#0359
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1890/0359
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
GUSTAVO FRIZZONI

altri capi preziosi di altre scuole, nè vi fanno difetto i disegni, le stampe, le miniature, i bronzi e via
dicendo. In fine fanno parte della raccolla molti autografi ed altri ricordi personali di uomini illustri.

Trattandosi di una collezione privata, formata in un tempo nel quale il giudizio critico, non
era sviluppato quanto oggidì, non è da meravigliarsi ch'essa non si presenti inappuntabile in tutte
le sue pai'ti. Gli oggetti vi sono variamente distribuiti in quattro ambienti, che si potrebbero quasi
definire ciascuno in modo proprio, chiamando il primo la sala delle reminiscenze, il secondo delle
varietà, il terzo dei capolavori, il quarto dei cimelii.

Prima sala.

Serve in certa guisa di anticamera, ed ha le pareti ricoperte di quadri nei quali si ravvisano
parecchie copie più o meno vecchie di dipinti celebrati del Lumi e di Gaudenzio Ferrari, di Paolo
Veronese, di Agostino Caracci e di altri: cose da non fermare gran fatto l'attenzione dell'amatore
là dove lo aspettano degli squisiti originali. Più interessante invece è una piccola tela senza cor-
nice, benché pel modo come è dipinta parimenti non si qualifichi se non per copia antica da
un autore raro a trovarsi al giorno d'oggi, l'antico ferrarese Ercole Roberti, di cui già si è fatto
parola ripetutamente we\Y Archivio Storico dell' Arte.

E notevole un quadretto in forma di predella, che contiene una composizione animata di un
combattimento di donne e d'uomini parte a piedi e parte a cavallo davanti ad un paese roc-
cioso. Allude manifestamente a qualche fatto di storia antica la di cui interpretazione vorrei rac-
comandare alla erudizione degli archeologici. Che si tratti delle Amazoni non pare, poiché le
combattenti vi sono rappresentate tutte come donne scarne ed attempate. Una di esse vedesi al-
l'estremità destra, raccolta cadavere sulle ginocchia di una compagna inturbantata, la testa e le
gambe penzoloni dai due lati, in modo analogo a quanto si scorge nella composizione di Ercole,
rappresentante il Cristo morto in grembo alla Vergine, che appartiene ora alla pubblica Raccolta
di Liverpool e originariamente andava unita a due tavole spettanti alla Galleria di Dresda. 1 II qua-
dretto di casa Borromeo sotto il 11. 50 della prima sala viene classificato per opera della « Scuola
di Squarcione»; attribuzione resa plausibile dal nesso che corre strettissimo fra l'antica scuola di
Ferrara e quella di Padova.

Fra i dipinti originali appartenenti ad altri tempi e ad altro genere vuoisi rammentare una tela
dalle larghe ed eleganti linee, del milanese Giulio Cesare Procaccini, il quale vi ritrasse una Madonna
circondata da angeli, in atto di decorare con una collana una Santa. La facile speditezza del pennello
crediamo vi apparirebbe maggiormente ove fosse sottoposta ad una opportuna ripulitura. Buone tele
sono pure nel loro genere le due colle figure di eremiti in pittoreschi paesaggi, di quell'Alessandro
Magnasco detto il Lissandrino che suol essere confuso talvolta nelle sue opere con Salvator Rosa.2

Dell'epoca dei puristi non vi sarebbe da notare se non una tavoletta di un san Girolamo peni-
tente, inginocchiato davanti il Crocifisso entro un minuto paese dal cielo rosseggiante, con certe
scogliere a sporgenze fantastiche ed ardite quanto mai. Da un canto un piccolo cartellino un poco
alterato forse nel suo stato attuale, ma che panni in ultima analisi non sia da interpretare altrimenti
se non per B. Cotignola, ossia Bernardino Zaganelli detto il Cotignola dalla sua patria in Romagna.
Pittore accurato ma non molto elevato, di cui vedesi una pala nella Pinacoteca di Brera, fatta in com-
pagnia del fratello Francesco, nella quale pare siasi ispirato agli esempi del Costa e del Rondinello.

Di maggior merito sono tre pezzi di scultura posti sopra un tavolo nella medesima sala. Chi
è egli codesto Marco di S. Michele che ci si affaccia in un quadrato marmoreo ad alto rilievo

1 Che Ercole anche in antico godesse fama di buon
artista risulta anche da altre copie da opere sue.
'l'ali la grande tela con una parte di scena della Cro-
cifissione presso il Dott. Richter a Firenze, una pre-
della colla Storia di Melchisedecco presso il Principe

Chigi, una Raccolta della manna a Dresda, dall'originale

della Galleria Nazionale di Londra ecc. senza contare
alcuni disegni che ci accadde di vedere in diversi
Musei.

2 Meriterebbero a dir vero di essere messe a riscon-
tro una dell'altra e non disgiunte come sono ora, dap-
poiché si corrispondono per genere e per grandezza.
loading ...