Archivio storico dell'arte — 3.1890

Seite: 352
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GUSTAVO FRI ZZO NI

Terza sala.

•Eccoci ormai nel tempio dell'arte, dalle cui pareti pendono opere tali da illustrare qualsiasi
più insigne Museo. E in primo luogo ci si offrono quelle dei caporioni della pittura lombarda,
Ambrogio Borgognone, Bernardino Luini, Gaudenzio Ferrari. Il primo vi è rappresentato in due
periodi distinti della sua attività. Precede quello cui appartengono due tavole di pari dimensioni,

MADONNA LATTANTI-I

(Ambrogio Borgognone)

rappresentanti l'una la Madonna in ornato trono, in atto di dare il latte al Bambino, l'altra N. S.
seduto sulle nubi benedicente. Sono esempi della sua maniera grigia, strettamente quattrocentista,
notevole per la purezza del sentimento e la venustà delle espressioni, mentre l'esecuzione fino nei
più piccoli accessori è oltremodo accurata e rivela la mano dell'artista nel senso più esteso della
parola.

In presenza di opere così elaborate nasce spontaneamente il desiderio di conoscere la loro
storia, ossia per quali vicende siano state sottratte all'altare cui dovettero essere destinate, e come
siano passate successivamente nel palazzo Borromeo; da poiché i soggetti eminentemente ecclesiastici
e la corrispondenza formale fra le due tavole ci fanno congetturare che dovessero in origine costituire
una sola pala unitamente ad altre tavole laterali che non sappiamo dove si trovino presentemente.
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