Archivio storico dell'arte — 3.1890

Seite: 353
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IL MUSEO BORROMEO IN MILANO

Se ci ricorre alla mente in proposito la Certosa di Pavia, dove più di un mutamento ebbe luogo
nelle sacre cappelle dal Cinquecento in poi, gli è perchè l'esecuzione dei dipinti ha molta analogia
con quella usata nelle sue opere notoriamente fatte per quella insigne chiesa.

In una cornice a tabernacolo squisitamente ornata, sì da costituire per sè un' opera d' arte
esemplare nel suo genere, è collocata altra Madonna del Borgognone, posteriore verosimilmente
di una diecina d'anni o più alla precedente, come si rileva dalla trasformazione effettuatasi nella
maniera del pittore con uno sviluppo del principio coloristico che va di pari passo con una ese-
cuzione in genere meno sentita e direi quasi tendente un po' al convenzionale. Nonostante è una
cara apparizione anche codesta Vergine, seduta davanti una siepe di rose unitamente al tenero
Bambinello ritto in piedi sulle ginocchia di lei nel mentre viene porgendo una corona di rose, non
sappiamo veramente a chi. 1

RITRATTO DI ANDREA DIO' NOVELLI

(Macrino d'Alba?)

Fra gli altri quadri che vengono attribuiti allo stesso pittore quello che merita particolare
menzione si è il profilo di un vescovo, busto senza le mani, che una iscrizione ricorrente lungo
le estremità qualifica per 1111 Andrea de'Novelli vescovo d'Alba. Il sano e schietto realismo del-
l'epoca vi si specchia in tutla la sua evidenza, tanto più in quanto la conservazione ne è ottima
e ci permette di goderne incondizionatamente. L'attribuzione al Borgognone, forse venuta da antica
data, non saprebbe da noi essere respinta in modo assoluto ; pure se si considera quanto scarsi
sono gli elementi in un semplice profilo per determinarne l'autore con sicurezza, non ci parrebbe
fuori di luogo il rammentare che il suo concittadino Macrino d'Alba, noto per un suo quadro alla
Certosa di Pavia ed altri in varie parti del Piemonte, pittore diligente e minuzioso, potrebbe pure
venire evocato quale probabile autore di tale effigie.

1 La Madonna e l'Angelo annunziante (n. 50 e 52) gnone non si possono ritenere di Ini, bensì della scuola
con fondo ad architettura dorata, attribuiti al Borgo- contemporanea, dipendente da Vincenzo Foppa.

Archivio storico dell'Arte,. - Anno 111. Fase. IX-X.

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