Archivio storico dell'arte — 3.1890

Seite: 373
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LELIO ORSI E OLI AFFRESCHI DEL « GASINO DI SOPRA » PRESSO NOYELLARA 373

Lo sguardo sommario dato agli affreschi della sala del « Gasino di sopra » ci mostra che anche
essi, come la maggior parte delle decorazioni di palazzi e di ville in Italia nel secolo xvi, sono di
argomento parte mitologico e parte allegorico. Già nel Quattrocento le rappresentazioni antiche o
con tendenza antica avevano ottenuto la loro espressione artistica principalmente nella decorazione
delle case di uomini nobili ed appassionati per gli studi classici ; ma solo dacché Raffaello espresse
la sua ammirazione per l'antichità in quel capolavoro che sono gli affreschi della Farnesina, fu per
mezzo dei suoi scolari reso generale nelle più diverse parti d'Italia l'uso di decorare le sale dei
castelli e delle ville con serie di pitture d'argomento allegorico e mitologico, e vi si aggiungevano
all'atto liberamente rappresentazioni in relazione storica con gli abitatori di quei luoghi, fantasie
puramente decorative e talora dei paesaggi, come nella villa Monte Imperiale presso Pesaro, le
cui importanti e svariatissime pitture descrissi per esteso in uno studio pubblicato nel 1' «Annuario

Fig. Vili

Fio. VII

dei musei prussiani ». 1 Un largo campo si apri pei' tal modo all'attività dei pittori, nelle cui opere
si vede appunto la gioia con cui essi, liberandosi dai vincoli dell'arte religiosa, salutano questi nuovi
argomenti. Era lasciata piena libertà alla fantasia, e purché si tenesse conto delle esigenze dell'ar-
chitettura, tutto era permesso; era una vera orgia di forme e di colori: la pittura murale, la cui
tecnica era stata per secoli faticosamente appresa, èra trattata come un giuoco; non c'erano più
difficoltà. Perfino l'allegoria, per se stessa fredda, ottenne vita e movimento con le graziose inven-
zioni della decorazione che in sè la prese ed anzi la sciolse. Una pazza tendenza all'esagerazione
tramuta nel colossale tutte le forme, così i corpi degli uomini come gli ornati dell'architettura, e
l'effetto drammatico si cerca nei movimenti scomposti e violenti; dopo Raffaello, che nelle sue ul-
time opere aveva già dato degli esempi pericolosi, sparì la nobile proporzione e la savia modera-
zione delle forme, e Perino del Vaga e Giulio Romano, l'uno nel palazzo Doria in Roma, l'altro
nel palazzo del T a Mantova, mostrarono ed insegnarono fin dove si potesse giungere con la
libertà del creare in quest'arte della decorazione. D'altra parte nella tranquilla Parma un artista
solitario ed ardito, il Correggio, era giunto ad un tale perfezionamento dell'arte della rappre-


1 Jahrbuch der Kón. preuss. Kunstsammlungen, IX, pag. 161.
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