Archivio storico dell'arte — 3.1890

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LA PITTURA MODENESE

NEL SECOLO XV

odena, come Bologna, ebbe nel quattrocento pittori dipendenti da
Ferrara. Città meno importante e men ricca, non ebbe, al pari di
Bologna, fra le sue mura i capiscuola dell'arte ferrarese; ma i
Modenesi bramosi di coltura, e tutti coloro che dai Principi spe-
ravano onori e ricchezze accorrevano a Ferrara, alla capitale
morale e politica degli Stati Estensi. Le molteplici costruzioni in-
traprese da Ercole I, e tutte quelle che, secondando l'esempio del
Duca, gentiluomini e corporazioni aveano iniziato a Ferrara, do-
vevano rendere necessario l'intervento di pittori forestieri; e i
pittori modenesi più volte accorsero a prestare l'opera loro. Anche
i suntuosi preparativi per le solennità che si succedettero a Ferrara,
al tempo d'Ercole I, dove una sterminata folla d'artisti dava opera ad apparare a festa una città
intera o ad ornare gli straricchi corredi nuziali delle principesse, richiesero spesso l'aiuto e la mano
degli artisti modenesi. Ciò appare da alcuni fatti che qui raccogliamo. Pellegrino degli Erri pit-
tore, quando il duca Borso d'Este con regale magnificenza s'incamminò verso Roma, gli fornì for-
zieri dipinti. 1 Altri, qualche anno prima, gliene forniva pure un modenese Antonio Rignoni; 2 e

1 A. Venturi, L'Oratorio dell' Ospedal della Morte.

Contributo alla storia artistica modenese. Modena, 1885.

(Estratti dagli Atti della Dep. modenese di St. Patria).
2 Id., id. .
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