Archivio storico dell'arte — 3.1890

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LA PITTURA MODENESE NEI, SECOLO XV

autentica, contrariamente all'opinione del critico. (tav. 4). A ritenerla autentica concorrono le ra-
gioni dello stile, assai meno rigido di quello che si riscontri nell'Annunciazione di Bianchi Fer-
rari, eseguita l'anno 1510, l'ultimo anno della sua vita. Le figure di quella sono lunghe, ossute e
sottili; figure d'un maestro che valicò il quattrocento, ma ne conservò lo spirito. Nella Circonci-
sióne invece le figure sono piuttosto tozze e di forme più sviluppate ed ampie, dipinte in modo
più facile e libero. Siamo innanzi ad un quadro della nuova generazione pittorica ferrarese, del
ciclo costesco, probabilmente ad un quadro dell'ultimo periodo del Coltellini, di cui riconosciamo
il solito vecchio con la barba tondeggiante e appuntita. Anche il fondo con cortine a baldacchino
ci mostra un motivo di decorazione, poco usitato dai vecchi maestri, che diligentemente dipinsero
fine ed eleganti architetture nel fondo. Così il modo di disegnare le particolarità delle figure è
diverso dal Bianchi Ferrari: in lui le dita delle mani sono più lunghe e sottili, e le pieghe non

Tav. 4. — LA CIRCONCISIONE, DIPINTO DI MICHELE COLTELLINI

(R. Galleria di Berlino)

disposle in righe parallele, massime verso i lembi dei manti e delle tuniche, come si riscontra
nella Circoncisione.

Un altro quadro ascritto senza contrasto al Bianchi non ci sembra cosa della sua mano, se si
confronta co\YAnnunciazione; ed è la Madonna in trono e due santi della galleria del Louvre. Anche
in questo quadro spira un'aria cinquecentista che non ha mai il Bianchi. La dolce e aggraziata
figura del cavalier S. Quintino, la melanconica e pensosa del vescovo e degli angioli musicisti ; e la
figura della Vergine, dignitosa matrona, non hanno il carattere più familiare, più semplice, più antico
del Bianchi, {tav. 5). Anche il fondo è più ferrarese: lago e poi boscaglie, e poi monti e monti. Ci
sembra piuttosto l'opera d'un seguace del Grandi. La base del trono è decorata alla stessa guisa
con cui questi ornò l'ancona già dei marchesi Strozzi, e ci mostra similmente, in un tondetto,
Adamo ed Eva che porgono ascolto al serpente col capo di donna. V'è di più, ne' pilastri laterali
del quadro, candeliere ornato nel modo simile a quello che soleva usare la scuola del Francia.
Dicesi che il quadro provenga da Parma, dalla chiesa di S. Quintino; e anche ciò sembra argo-

Archivio storico dell'Arte. - Anno III. Fase. IX-X.

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