Archivio storico dell'arte — 3.1890

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NUOVI

DOCUMENTI

Fasti Gonzagheschi dipinti
dal Tintoretto.

Per il palazzo ducale di Mantova il principato di
Guglielmo Gonzaga segna un periodo di operosità quasi
febbrile: sotto la direzione dell'architetto Bertani, non
solo venne allora creato un nuovo appartamento son-
tuoso, ma si procede dapertutto ad ampliamenti e re-
stauri; e una schiera di pittori, capitanata dall'Andrea-
sino e dal Costa juniore, s'affaccendava ad eseguire alla
lesta decorazioni di chiassosa eleganza.

Far presto, era la parola d'ordine di quel Duca : e
non bastando al suo desiderio gli artisti mantovani, ultimi
discepoli di Giulio Romano, si dovè ricorrere al Tinto-
retto, all'improvvisatore più celebre della pittura.

Le relazioni del Robusti con la corte di Mantova
sono state finora accennate appena, confusamente: 1 e
neppure noi potremmo con precisione affermare quando
siano cominciate. Sta però di fatto che nel 1579 egli
aveva di già compiuto pel duca Guglielmo parecchi
quadri di grandi proporzioni : e che sulla fine di quel-
l'anno, il conte Teodoro Sangiorgio — gentiluomo assai
colto, incaricato d'invigilare i lavori del palazzo, e
di fornire indicazioni e temi agli artisti — commise al
Tintoretto quattro dipinti di fasti gonzagheschi.

A Mons. Palo Moro, residente ducale a Venezia, il
conte Sangiorgio scriveva il primo ottobre 1579:

« Molto M.° et R.o S. — Restano da farsi quattro qua-
dri grandi in circa come sono quelli che ha fatto il
Tintoretto nelli quali vanno pinti li fatti del S.r Duca
Federico di f. m.; perciò S. A. mi ha comandato che
io scriva a V. S. che parli ad esso Tintoretto per ve-
dere s'egli li vole fare, che se li manderà subito la de-
scritione delle historie. V. S. gliene parli dunque quanto

1 II Bkktolotti, Artisti in relazione coi Gonzaga (Modena,
1885) dopo aver riferito qualche brano di lettera, nudo nudo,
senza costrutto, dice di ominettere altre notizie sul Tintoretto,
perchè già date dal Gaye, il quale viceversa ha pubblicato due
soli documenti.

prima et lo esorti a prendere l'impresa allegramente et
sopratutto a risolversi di far presto. Del mercato non
dico altro perchè non si discostaremo da quello degli
altri quadri già da lui fatti, purché egli vogli far presto
come sarebbe fra qui et natale.... »

Un termine così breve non poteva bastare nemmeno
al Tintoretto; e Monsignor Moro rispose il 10 ottobre
che il pittore avrebbe volentieri servito Sua Altezza,
ma gli bisognar a piX tempo. Non si diede però vinto il
Sangiorgio, che a volta di corriere replicava insistendo
con questa lettera:

« Molto M.o et R.o S. — Il mio Ser.'no ha sentito molto
volentieri la risolutione di Messer Giacomo Tintoretto di
servire 1' A. S. in far quell'opera delli 4 quadri, di che
scrissi a V. S. la settimana passata, ma vorrebbe che
in ogni modo egli facesse ogni sforzo per darli espediti
a Natale, et mi ha commesso eli' io scriva a V. S. che
li dica in suo nome che se mai hebbe desiderio di farle
piacere, che le faccia questo di servirlo presto. Dissi a
V. S. che nel prezzo saressimo d'accordo et lo replico
anco hora, perchè credo che egli si ricorderà della dif-
ferenza della grandezza da questi a gli altri che ha
fatti.

« Mando qui insieme la pianta della camera ove vanno
posti detti quadri et insieme annotate le misure di cia-
scuno d'essi con la descritione dell'aria. Dica V. S. al
detto Messer Giacomo che s'apparecchi le tele per far
il lavoro et li faccia dare l'imprimerà che mentre che
ella s'asciuga io li manderò per messo a posta, senza
aspettare li corrieri ordinari, la descritione delle histo-
rie. S. A. vorrebbe che egli mandasse in qua una bozza
dell'inventione, perchè quando saranno finiti li quadri
non s'habbi causa di farli mutare sito delle persone
principali, come ha bisognato in quelli che ha di già
fatti. 11 che deve avere caro nè si deve ritirare di farlo,
per bene ch'egli non vogli durare fatica di finire li di-
segni, perchè sa ch'io 1' intenderò a cenno et che son
suo amico, che non starò sul tassarlo, ma mirarò sola-
mente al servigio dell'opera....

« Di Mantova 13 ottobre 1579. »

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