Archivio storico dell'arte — 3.1890

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NUOVI DOCUMENTI

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Gli artisti fiamminghi e tedeschi ili
Italia nel xv secolo.

Nuove ricerche.

Nella storia delle arti, le infiltrazioni straniere indi-
cano sempre una direzione di gusto nuovo, tanto presso
la nazione che manda fuori i suoi figli, quanto presso
quella che accorda loro ospitalità.

Cosi non ho cessato, nel corso dei miei studi, di ri-
levare con cura la presenza in Italia d'artisti, sì fran-
cesi, che fiamminghi e tedeschi. 1

Aggiungerò oggi una trentina ili nomi fiamminghi e
tedeschi alle mie liste precedenti. Questo accrescimento
ha la sua eloquenza: esso prova quanti di questi pio-
nieri dell'internazionalismo l'erudizione saprà rimettere
in luce, per poco che se ne occupi. La maggior parte
dei nuovi nomi che ho raccolto, li devo agli Annali
della Fabbrica del Duomo di Milano, i di cui ultimi
volumi, come le tavole, sono comparsi posteriormente
a quelli dei miei lavori che sono enumerati qui sotto.
A Milano gli anni 1483-1484 segnano nella costruzione
del Duomo una recrudescenza nell'invasione dei maestri
venuti d'oltremonte.

Il 16 maggio 1483 fu concluso un contratto alle se-
guenti condizioni: Niesenberger o Nexemperger quali-
ficato ora come « Johannes de Gratz » ora come v Jo-
hannes de' Argentina » dovrà essere a Milano il giorno
di San Michele per riparare e terminare il « tiburium »
(la cupola) del duomo; egli riceverà 180 fiorini d'oro del
Reno all'anno; gli si promettono inoltre quattro camere
tutte mobiliate e diversi altri vantaggi. Una volta l'anno
egli è autorizzato a passare due mesi e mezzo nella
sua patria, continuando a correre il suo salario- durante
questo intervallo. Il numero dei collaboratori condotti
da Nexemperger giungeva a tredici. Ecco i loro nomi:
Giovanni, figlio di Nexemperger, Alessandro di Mar-
pach, Nicolas de « Burmio teutonicus ferrarius », An-
drea Mayer, « magister a lignamine super tuborio »,
Osvaldo Marpur, Thibaut Storeherher, Pietro Flocus o
Tocus, maestro Giovanni « de la Flore » Giovanni In-
grim, Riccardo Esler, Antonio Gixler, Giovanni Birich,
Gaspare Velchirch, Vincenzo Fur. Questo Strasburghese
« Gulielminus de Argentia » un battiloro, se non m'in-
ganno, fu incaricato di spesare Niesenberger nei primi
tempi del suo soggiorno, Nicolaus de Marano serviva
da interprete. Niesenberger e i suoi compatriotti restarono
a Milano circa tre anni. Poi l'amministrazione del duomo

1 La Renaissance en Italie et eri Fvan.ee au temps de
Charles Vili, p. 467 e seguenti. — L'Art, t. XXXIX p. 15(i. —
Ilisloire de l'art pendant la Renaissance t. 1. Vedi l'indice alle
parole Allemagne, Fiandre e France, t. II p. 178-184.

Per altre prove dell'inlluenza tedesca e fiamminga in Italia
nel xv secolo, vedi Rio, de l'art chretien t. IV p. 33. — Caval-
caseli.e et Crowe, Histoire de la pelature en Italie, ed. tedesca,
t. VI, p. 99 e seguenti. — Van Manuel Le liore des Peintres
edit. Ilumans. — Biografie de Rogier vari der Weyden e passim.

Archivio storico dell'Arte. - Anno III. Fase. IX-X.

sofìstica e diffidente, come tutte le commissioni dell'e-
poca, li óongedò, prima che il « tiburium » fosse ter-
minato. Questo avveniva, secondo tutta verosimiglianza,
nella seconda metà dell'anno 1486. 1

A Lucca l'ingegnere Engherardo di Franconia si
trovava nel 1403 al servizio di Paolo Guinigi. ~

Corrado di Verdena o d'Alemagna 1410-1418 (Wer-
den o Verdun?) mandato da Guinigi a Venezia nel 1414
s'occupava sopratutto di lavori di canalizzazione.

A Palermo, Giovanni Grasso teutonico, s'impegnò
nel 1472 a costruire un arco e differenti opere analo-
ghe. Quest'artista è probabilmente identico a Giovanni il
tedesco che ritroviamo nella stessa città nell'anno 1487. 1
Lunga è la lista dei « lapicidae » statuari, scultori, ta-
gliatori di pietre, tutti mischiati confusamente. Forse
erano ricercati per la modicità delle loro pretese,
come certe categorie dei loro compatriotti lo sono
oggi a Parigi e a Londra. A Milano noi dobbiamo re-
gistrare, seguendo l'ordine cronologico, Monich (1399-
1407) Bartolomeo di Colonia (1105) 5 Antonio Gixler
(1483)'» Giovanni Birich (1483-1486) Vincenzo Fur (1483-
1484) Velchirch (1483-1484) Antonio Chixel (1484) Gio-
vanni Huster (1486).

« Johannes Enrici de Alamania, vir bonus, et scultor
egregius praesertim in crucifìxis effìngendis » fu racco-
mandato al Cardinal Colonna dalla Signoria di Firenze;
il 24 maggio 1457, egli si recò a Roma. '

Una vera colonia di scultori in legno fiamminghi o
tedeschi avevano cercato fortuna a Ferrara. Nel 1441,
presso Girardo di Bologna, Henri de Brabant (stabilito
a Ferrara nel 1433) scolpì le campanelle e il l'obliarne
gotico degli armadi destinati alla sacrestia della catte-
drale. Si trova con lui un certo Guglielmo. 8 Verso il 1450
« Bartolomeo di Niccolò, Giovanni e Giovanni di Allema-
gna, Giorgio e Giustino tedeschi », lavoravano nella
stessa città.

In Aquila, nella chiesa di San Giuseppe, vi è la tomba
del conte Lolle e de' suoi due figli, dovuta allo scultore
« Walter alemannus » che eseguì questo monumento
nel 1423. 10

A Venezia, troviamo nel 1484 lo scultore (in legno?)
Giovanni di Malines: « Zeo Zoane condam Zone de Ma-
lines de Brabante, intaiador in la contra de San Lucha
fu testimonio ».11

1 Vedere la Recite Alsacienne, luglio 1888, p. 137.

2 Bongi, Di Paolo Guinigi e delle sue ricchezze, Lucca, 1871,
p. 11.

3 Ibid. p. 15.

I Di Narso I, Gagini, t. I, p. 23, 28.

5 Nava, p. 146.

6 Annali, t. Ili, p. 17.

7 Gaye, Carteggio, t. I, p. 174.

H Cittadella, Notizie relative <t Ferrara, p. 61-62, 699.

9 Venturi, L'Arte a Ferrara, p. 19.

10 I'erkins, (Hi Scultori Italiani, r Ilistorical Handbook,
p. 161.

II Cecohetti, Saggio di Cognomi ed Autografi di Artisti in
Venezia, p. 19. Venezia, 1887.

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