Archivio storico dell'arte — 3.1890

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

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omnibus bonis suis predictis per nostrani et vestram ci-
vitates castra villas territoria passus portus pontes
flumina et loca qualiter tam per aquam quam per ter-
ram absque solucione alicuius passagii, dacii vel ga-
bello angarii pangarii etc libere promittatis, nullam-

que sibi familiaribus et sociis predictis in personis rebus
vel bonis eorum inferatis molestiam etc.... quin ymo dic-
tum Pisanellum benigne recommendatum habentes et

gracia benivolenter pertractantes, sibi prò se et fami-
liaribus predictis quociens requisiti fueritis ab eodem de
sicuro transiti! recepta et salvoconductu sic liberaliter
providere curetis quod vestra exinde devocio apud nos

et sedem predictam merito veniat commendanda etc

Dat. Rome apud Sanctum petrum. Anno Incarnacio-
nis dominice m.° cccc:m0... vii. Kalendas Augusti, Pontif.
nostri Anno secundo.

RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

A. Luzio e R. Renier. Delle relazioni di Isabella d'Este
Gonzaga con Ludovico e Beatrice Sforza. — Milano,
tip. Bertolotti di G. Prato, 1890 (Estratto dall'Ar-
chivio Storico lombardo).

Diamo un cenno di questo importantissimo libro,
perchè contiene nuove nozioni utili di storia artistica. A
pag. 79 è parola di Caradosso, come orefice; a pag. 137,
leggonsi le due lettere seguenti di Gian Cristoforo
Romano, rimaste ignote a noi, che non avendo docu-
menti di Gian Cristoforo dal 1497 al 1499 supponemmo
ch'egli rimanesse in quegli anni in Milano o in Pavia.
La prima lettera è scritta da Isabella d'Este, li 3 aprile
1497, al Duca di Milano, chiedendogli Gian Cristoforo
Romano, per servirsene all'adornamento del suo studiolo.

« lll.m. Havendo desiderio de conferire et consi-
gliarme cum m.ro Iohan Cristophoro sculptore per certa
opera ch'io voria fare, prego la Ex. V. che la voglia es-
sere contenta da dargli licentia eh' el venghi qua ad me,
facendogli intendere ch'el gli farà cosa grata ad servir-
me de quello che me occorrerà de l'opera sua in questo
caso, che l'havremo de gratia da V. Cel.e a la quale me
raccom. sempre. Mantue ili aprilis, 1497 ».

Sembra probabile che Gian Cristoforo non molto
dopo si recasse a Mantova, giacché il 9 settembre Isa-
bella d'Este scriveva a Venezia a Benedetto Tosabezzi:
« M. Benedicto. Ve driciamo qui alligata una lettera
de Zoanchristoforo Romano nostro sculptore et fami-
gliare ch'el scrive a M.ro Antonio Rizio, ingegnerò de
quella 111.ma Signoria, per certe petre de Carrara, che
nui voressimo per ornare el nostro studio, riavremo
caro che ge la faciati dare, et ordinare che poste sa-
ranno in ordine siano conducte subito in questa terra

per qualche barca o burchio che se ne retrovi lì . .
Mantue, viiij sept. 1497 ».

A pag. 147 trovasi un'altra lettera importante di
Isabella d'Este. Avendo la duchessa Isabella Sforza, per
mezzo di frate Pietro da Novellara, chiesto alla Marche-
sana una testa antica che Andrea Mantegna aveva portata
da Roma, e che, secondo alcuni, le somigliava, la Mar-
chesa di Mantova la ottenne a stento dal celebre pittore,
e la spedì a Milano, con questa lettera a Donato de' Preti.

« Chariss. noster. Sono più giorni che la 111.ma m. a
Duchessa Isabella ne fece pregare per Erate Pietro de
Nuvolara predicatore che volessimo farli havere una
testa antiqua quale havea portata da Roma messer An-
dria Mantinia, essendoli stato re "erto che la si gli assi-
miliava. Nui che desideravamo compiacerla per l'amor
gli portiamo, facessimo subito la praticha col Mantinia,
ma lui che molto extima questa testa per essere de
suprema bontà et lui professore de antiquità, non ha
mai fin qui se non adesso voluto resolversi de darcela
-et voleva zetarla de bronzo et darce el zeto et retinere
el proprio per lui. Finalmente gli havemo facto tanta
instantia nui in persona perchè non se eontentavimo del
zetto ch'el ne ha dato la testa antiqua de marmo quale
ve mandiamo per el presente mullatero. Volemo che la
nostra parte ne facciati uno presente a Sua S.'a decla-
randoli la causa de questa dilatione et dicendoli che
molto volentieri l'havemo servita perchè a ini pare
che questa testa molto se gli assimilia et quello clic ge
l'ha referito hebbe bono judicio; subjungendoli che se in
altra cosa la potemo gratificare essendone avisate lo
faremo sempre voluntieri et ne raccomandereti a S. S.ia-

« Mantue, ultimo Februarii 1498 ».
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