Archivio storico dell'arte — 3.1890

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRÀFICI

fa il Cavattoni, il quale chiamò il Pisanello « il pittore
dello fanciulle con nivea (accia, le mani purpuree e gli
occhi fulgenti come stelle », bensì il poeta Basinio nel
carme dedicato al Pisano:

Quin etiam teneras fingis, Pisane, puellas •
Et ryveam faciem purpureamque manum.

La tradizione della nascita del Pisanello a S. Virgilio
ricordata dell'A., si basava sopra l'iscrizione d'un quadro
creduto del Pisanello, ma Hugo von Tschudi ha dimo-
strato che la iscrizione è falsa e il quadro d'altro pittore.

Come appendice alla sua memoria 1 A. si fa a ricer-
care chi fosse l'ignoto personaggio, di no ne Girolamo,
di cui il Pisanello fece la medaglia. Poiché quasi tutti
coloro che furono effigiati dal Pisanello ebbero fama al
loro tempo, suppone che la medaglia fosse dedicata a
Girolamo Valle o a Girolamo di Giovanni Radiolense, e
preferibilmente a Girolamo Tifernate o de Castello profes-
sore a Ferrara nel 1454.

O. Maruti
«

Pasino Locateli.i. Notizie intorno a Giacomo Palma il

Vecchio ed alle sue pitture. — Con riproduzione in

fototipia di diciotto dipinti. Bergamo, Cattane.», 1890.

È una diligente monografia, non rischiarata però
da ricerche nuove e da forti convinzioni personali. Queste
avrebbero salvato l'A. da certe affermazioni incerte o
scorrette, come ad es. che Giorgione, Tiziano, Palma ecc.
rappresentino anche la emancipazione dalla scuola dei
Bellini, mentre non ne sono che lo sviluppo. E così da
certi confronti tra il Palma e l'Appiani, e da certe
citazioni di scrittori che hanno fatto il loro tempo, e
che non aggiungono valore allo studio sul Palma. Dob-
biamo ancora fare un'osservazione sul metodo con cui
è condotto il libro. Non ci sembra proprio, trattando
di questo o di quell'artista, discorrere, senza prove e
senza documenti, delle impressioni, degli effetti prodotti
dalle sue opere sui contemporanei. A pag. 24 ad es.
l'A. scrive: « esposti al pubblico i saggi di così valo-
« rosi pennelli, anche allora avranno attirata la curio-
« sita della cittadinanza, destata facilmente qualche in-
« vidia e gelosia fra gli artisti. Tiziano si mise all'opera
« con grande impegno, con mente calda e mano pronta....;
« il Palma nostro avrà fatto certamente ogni suo sforzo
« pur non riuscire inferiore ». Ora tutto questo sarà ve- i
rosimile, potrà essere anche vero, ma potrebbe essere ;
anche poco vero o falso. La critica positiva non deve
perdersi in simili illazioni; ma dalle opere, in mancanza
d'altro, trarre i caratteri proprii d'un artista e dalle sue
tendenze seguire l'anima non potendo seguire la per-
sona. Con questi principii, l'A. avrebbe pensato anche !
a darci un prospetto cronologico della vita del Palma,
e il catalogo delle sue opere. Non un catalogo che si
perda fra le pagine del discorso, ma in una forma si-
stematica, rigorosa, moderna!

O. M.

Stufano Da vari. I palazzi dei Gonzaga in Marmirolo.

(Estratto dalla Gozzetti di Mantova. Mantova, Se-
gna, 1890.

Sulle vicende dei palazzi posseduti a Marmirolo dai
Gonzaga non esiste finora nessuno scritto speciale; e
l'A. molto opportunamente raccolse intorno ad essi le
più importanti notizie. E importanti sono veramente
quelle relative alla delizia costruita a Marmirolo dal
marchese Gian Francesco Gonzaga, ampliata da Federigo
e da Francesco Gonzaga, e ornata dalle pitture di Giovan
Luca Leonbeni, di Lorenzo Leonbruno, di Tondo de
Tondi e Francesco Bonsignori. Né di minore interesse
tornano l'altre relative al padiglione fabbricato a Mar-
mirolo da Federigo Gonzaga, subito dopo la morte del
padre suo avvenuta nel 1519; poiché la galleria della
nuova palazzina, le spaziose sale ed i camerini furono
dipinti sotto la direzione di Lorenzo Costa. Dobbiamo
dolerci però che i limiti ristrettissimi concessi dal gior-
nale politico quotidiano all'A. non gli abbiano permesso
di fornirci i documenti da cui ricavò quelle notizie o di
darcene più particolareggiati ragguagli. Ma dall'erudito
e benemerito direttore dell'archivio Gonzaga aspettiamo
la pubblicazione completa, con maggiori particolari sto-
rici, con tutti i relativi documenti. Almeno, poiché di
quei meravigliosi palazzi di Marmirolo non restano ve-
stigia, si possa trarre prò dei documenti che li ricor-
dano per la cronologia degli artisti che vi operarono.

O. M

Bollettino della Consulta del Museo Archeologico in Milano.

{Brera). — Anno 1889. Serie 11. anno II.

Il segretario della direzione del Museo patrio di Ar-
cheologia in Milano, Sig. Giulio Carotti, continua a dar
conto degli oggetti d'antichità ed arte pervenuti a quel
Museo per dono, in deposito o per acquisto. Tra essi
sono indicati una testa di san Giovanni decollato poli-
croma, del principio del secolo xvi, terracotta lom-
barda ; un bassorilievo, ritenuto opera dei Rodari, in
marmo, rappresentante la Vergine Maria col Bambino,
due angioli che suonano il liuto, e due geuietti che ten-
gono una corona con entro lo stemma della famiglia
Pisani di Como. Infine alcuni pilastrelli con sculture del
Rinascimento, aggiudicate ai Fratelli Francesco e To-
maso da Cazzaniga.

Quantunque la raccolta fatta dal Museo Archeologico
nell'anno 1889 sia stata piuttosto scarsa e di importanza
non grande, pure é degno di nota l'interesse con cui si
è cercato di arricchire il Museo, con cui si tien conto
d'ogni più piccolo ritrovamento, e se ne indaga la storia.
Così continuando, il museo archeologico milanese acqui-
sterà per lo studio delle antichità, dell'arte e della storia
milanese la più alta importanza. A turbare le serie di
oggetti milanesi, vengono alcuni generosi donatori del
Museo recando mummie dall'Egitto o cose simili, di lon-
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