Archivio storico dell'arte — 3.1890

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434 DOMENICO GJNOLI

revolmente inchinata verso il bambino, c'è qualche cosa di più soave e di più affettuoso che
in quelle due.

Allo stesso gruppo appartiene una madonna conservata ora nel Museo di Berlino e illustrata
dallo Tschudi,1 similissima a quella del conte Ugo anche in questo che è racchiusa in una cornice
rotonda, a differenza di tutte quelle di Roma. Non so se provenga da questa città o da Firenze,
poiché l'ultimo periodo di Roma si confonde, nell'arte di Mino, colle opere eseguite in Firenze al
termine della sua vita. Essa doveva esser collocata, come quella del conte Ugo, nella lunetta d'un
monumento sepolcrale; il che rende più credibile la provenienza da Roma, dove non pochi monu-
menti furono disfatti e in san Pietro e in altre chiese: ma il guasto maggiore fu nella chiesa di
sant'Agostino dove non pochi monumenti di q lell'età furono scomposti barbaramente lasciandone
solo il basamento e l'urna. A tali monumenti disfatti potrebbe avere appartenuto qualche al Ira
delle madonne di Mino che si conservano in vari musei d'Europa, delle quali non discorro perchè
non ne ho esatte riproduzioni, e ne ignoro la provenienza.

Da Roma proviene quella del museo del Louvre, già del museo Campana; ma essa certo ap-
partiene non già a questo periodo, bensì a quello in cui Mino lavorava a Santa Maria Maggiore pel
cardinale D'Estouteville.

Un'ultima sepoltura scolpi Mino in Roma prima di tornare a Firenze : quella di Francesco
Tornabuoni alla Minerva. Manca nell'epitaffio la data della sua morte, e confuso quindi con un altro
Francesco Tornabuoni, vivente ancora nel 1513, si credette di dover togliere quest'opera al maestro
per darla agli scolari, (quasiché essa fosse possibile dopo il 1513), finché il Reumont ritrovò no-
tizia del giovine Francesco Tornabuoni, morto in Roma nel 1480, e diede così ragione al Vasari
che la dice di Mino. Ma anche senza quella testimonianza, ella è talmente sua che nessun dubbio
sarebbe possibile.

Il monumento è semplice: due mensole sostengono una tavola di marmo su cui posa l'urna,
fiancheggiata da due pilastri che sostengono un architrave: sull'urna è disteso il giovine Torna-
li ioni. L'urna è tolta dal monumento Marsuppini di Desiderio da Settignano, senonchè Mino ha
trasportato agli angoli di essa le arpie, che invece ih quel monumento si trovano agli angoli dello
zoccolo; l'ornato a fogliame è d'una finezza ed eleganza mirabile. La figura giacente è distesa in
iscorcio sulla coltre che, al solito, pende a padiglione fuori dell'urna. Credo che il monumento,
che ora è posto vicino a terra, fosse collocato più in alto, e che Mino abbia misurato l'effetto pro-
spettico da un punto di veduta piii basso. Le grosse pieghe della tunica son dure e come di legno,
col che certamente egli ha voluto, col suo gusto di realismo negli accessori, riprodurre una qua-
lità di stoffa solida e pesante: a questa fa contrasto una sciarpa di seta, che dalla parte posteriore
del capo scende e si ripiega, morbida e trasparente, sul petto: le braccia son corte, specialmente
nella parte superiore, e il ginocchio, che è fuor di posto, e il principio della coscia hanno una
forma triangolare che 11011 ha nulla di umano. Eppure, di fronte a questa figura così difettosa, ma
così vera, così geniale, come paiono freddamente accademiche altre simili figure distese di profilo
sulle urne! E come è soave nel sonno quella testa giovanile posata sul guanciale e volta legger-
mente da 1111 lato. Fra i monumenti dello stesso genere, ce n'è a Roma non pochi, composti solo
d'un'urna su cui giace il defunto, chiusa come in una scatola entro i pilastri e l'architrave, questo
ha 1111 carattere così proprio, così elegante e fiorito, che sembra 11011 aver nulla di comune con
tutti gli altri. Il marmo serba ancora le tracce dell'oro, elemento necessario dell'arte di Mino. Ma
qui, oltre l'oro, abbiamo 1111 fondo scuro, nel tondo che conteneva il nome di Gesù circondato di
fiamme e di raggi. Una figura in tutto simile, sostenuta da due angeli, si trova nelle Grolle vati-
cane; ed era la parte interna dell'architrave, sopra la figura giacente del papa.

1 Ein Madonnenrelief von Mino da Fiesole. Jahrbuch der k. pr. Kunstsammlungen. -V. VII. 1886, p. 122.
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