Archivio storico dell'arte — 3.1890

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DOMENICO GrNOLT

le forme e l'atteggiamento di quelle di Mino, gli angeli in adorazione al contrario mostrano alcuni
caratteri individuali dell'arte sua. Abbiamo in essi perfino la l'ascia che tiene raccolte le vesti e si
ricongiunge in croce sul corpo, e la mossa della gamba, e il piede sospeso che posa su d'una nuvo-
letta. Le teste però, più piccole di quello che Mino soglia farle, sembrano anche nelle forme e

TABERNACOLO PER L'OLIO SANTO
(nel Duomo vecchio di Capranioa - Sutri)

nell'acconciatura differire da quelle di lui. Non si può, senza aver veduto il marmo, pronunziare
un fondato giudizio; ma a giudicarne dalla riproduzione, mi pare opera di un qualche scolaro di
Mino incapace di far da sè, il quale abbia imitato, o meglio copiato dai lavori del maestro.

Abbiamo però un fatto singolare in questi tre tabernacoli perfettamente uguali nella composi-
zione, ma di mani diverse e che si trovano in diversi luoghi. Se essi hanno evidentemente relazione
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