Archivio storico dell'arte — 3.1890

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G. DE FABRIGZY

suoi commessi, riservandosi solo, direi ({nasi, la direzione artistica e la soprintendenza di essi. Dalle
poche notizie che ci sono pervenute riguardo alla fabbrica del palazzo di Recanati non possiamo rile-
vare chi abbia fatto in essa le veci del maestro. In quanto al duomo di Faenza, all'opposto, il rogito
ritrovato dal Biasoli ci ha conservato il nome del conduttore dei lavori, segnalando come tale ripetu-
tamente un certo Maestro Mariotto. Anzi, dall'ultimo passo del citato documento crediamo poter rile-
vare, che il detto conduttore dei lavori, col progredire di essi, abbia tentato di arrogarsi i diritti del-
l'architetto stesso, e che questi perciò abbia provocato la decisione del Capitolo tendente ad assicurargli
il primo posto ed a confinare il suo commesso di nuovo nei limiti assegnatigli da bel principio.

1401-2. Fa lavori dello stesso genere per la chiesa e convento di S. Maria della neve a Firenze (1. c).

1461. È uno dei maestri deputati a fare l'apparato per le feste di S. Giovanni (Vasari II, 80 nota 2).

1403. Fa il lavoro di legname per una tavola di Neri di Bicci dipinta per l'Eremo di Camal-
doli (Vasari II, 74 nota 3).

1403, 20 luglio. Gli sono allogati gli armadi e le spalliere di una faccia della sagrestia nuova
del duomo di Firenze, da eseguirsi secondi i suoi disegni e quelli di Giov. da Gajuole, cominciati già
fino dal 1435 da diversi artefici (Vasar II, 480 e Cavallucci, S. Maria del Fiore, Firenze, 1881, p. 233).

1405, 19 aprile. Gli si allogano le due altre faccie degli armadi in detta sagrestia e la ghir-
landa sopra essi. (Vasari 1. c. e Rumohr, Itaì. Forschungen, Berlino, 1827, II, p. 375).

1405. Prende a fare per lo spedale di S. Maria nuova un pergamo di legname (Vasari II, 481).

1400, 10 luglio. E pagato per il disegno fatto da lui per l'ampiamento della Pieve di S. Gimi-
gnano (.Archivio stor. delf Arie t. Ili p. 30).

1408, 16 maggio. Dà il disegno della cappella di S. Fina nella Pieve di S. Gemignano (1. c.
pag. 56 nota 2).

1470, ottobre. Trovasi per la prima volta ne' libri del convento de'Servi come maestro di legname
ai servigi di esso. I lavori, non specificati, che vi fece durarono fino al 1475 (Vasari II, 468 n. 3).

1470. Fa in Arezzo un modello pel monastero di S. Flora e Lucilla, secondo il quale fu inco-
minciata quella fabbrica (1. c. p. 481).

1471. luglio. È mandato a disegnare e dirigere i lavori di fortificazione del castello di Mon-
tepoggiolo (1. c.).

1471.22 settembre. Insieme col Francione e con Fr. di Domenico detto il Monciatto si obbliga
di far il coro di legno sotto la cupola del duomo di Firenze secondo il disegno da fornire dai
detti tre maestri. (Rumohr, Ital. Forschungen t. II p. 376).

1472. Fa a Sarzana il disegno del Palazzo del Capitano (Vasari II, 481).

1472. Fa il lavoro di legname e d'intaglio per una tavola dipinta da Neri di Bicci per la Badia
di Ruoti in Valdambra e per un'altra allogata allo stesso pittore dalla badessa di S. Appollonia a
Firenze. (Vasari II, pp. 76 n. 3 e 78 n. 10).

1473. Prima di quest'anno eseguisce vari lavori, probabilmente di legname, per Jacopo dei
Pazzi nel suo palazzo della Via del Proconsolo, nella cappella Pazzi di S. Croce e in una villa a
Montughi {Dichiarazione di Giuliano dinanzi agli Ufficiali de' Ribelli dalli 9 giugno 1478, Arch.
di Siato di Firenze, Ordinario a. 1478, filza 1182, p. 211).

1473 o poco dopo. Comincia a costruire in Recanati il palazzo di A. G. Veniero, Cardinale
Conchense (D. Calcagni, Memorie storiche di Recanaii, Messina, 1711).

1474. 26 maggio. Si pone, secondo il disegno di Giuliano, la pietra fondamentale del Duomo di
Faenza (Montanari, Guida di Faenza, ivi, 1882 p. 43, Zeitschrift fur bildende Kunsi 1889 p. 164 seg).

1475-81. In compagnia del Francione, Giuliano fa la porta di legname della Sala dell'Udienza
nel Palazzo Vecchio a Firenze e ajuta Benedetto suo fratello nello scolpir l'ornamento di marmo
della stessa porta (Gaye I, 571 seg.).

1477. Gli è pagata la sedia per il sacerdote, diacono e suddiacono fatta da lui accanto all'aitar
maggiore nel duomo di Pisa (Vasari II, 468 e IV, 268 n. 3).

1477.23 febbrajo. Insieme col Francione, col Monciatto e con Giov. da Gajuole, gli è allogato
l'architrave e il fregio nella Sala dell'Udienza, del qual lavoro sono pagati al 30 decembre 1478
(Gaye, I, 573 e 574).

1477, 2 ottobre. Riceve a Recanati dal Procuratore del Cardinale di Cuenca il residuo del
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