Archivio storico dell'arte — 3.1890

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LUDOVICO MAZZOLINO

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Bologna dal Mazzolino, pel cavaliere e poeta Girolamo Casio, collettore di cose d'arte. Trovasi
ora nella collezione Raczinski, e rappresenta Cristo tra i Farisei, nel momento in cui gli è offerta
la moneta da uno di essi.

Morì il Mazzolino forse alia fine del 1528, anno in cui Ferrara era infestata da peste, e Maz-
zolino fece il suo testamento: e certamente verso ai primi del 1530, come assicura il Cittadella,
dopo una vita artistica non lunga, ma operosa. Le date de'suoi quadri 1509 (Berlino), 1512 (Roma),
1510 (Monaco), 1524 (Berlino), 1526 (Pietroburgo e Vienna), e quella probabile 1528 (La Haye)
dovrebbero servirci a tracciare la evoluzione dell'artista; ma in tutti i suoi quadri Mazzolino

Tay. III. — FIRENZE, GALEERIA DEGLI UFFIZI: LA SACRA CONVERSAZIONE

(da fotografia Alinari)

conservò una stessa nota, uno stesso sistema. Da alcuni già si volle scolaro del Costa, da altri
oggi di Domenico Panetti; ma tenuto conto che il Panetti si svolse contemporaneamente al
Mazzolino, e che l'uno e l'altro dimostrano di appartenere a quel ciclo di pittori, che ebbero il
Costa a maestro, noi torniamo all'antica opinione. Basti osservare il putto del Mazzolino nel primi-
tivo grande quadro di lui, conservato nella Pinacoteca di Ferrara, (tav. 4), per accorgersi di essere
innanzi al tipo del fanciullo, proprio de'seguaci del Francia e del Costa, con certe forme muscolari
enormi, e col caratteristico movimento del braccio a semicerchio. Il Panetti e il Mazzolino
hanno bensì tratti corrispondenti, specialmente nel ripetere ch'essi fecero, quasi macchinalmente,
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