Archivio storico dell'arte — 3.1890

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LUDOVICO MAZZOLINO

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carro di trionfo preceduto da vessilliferi. Le dimensioni dei quadri del Mazzolino, se si eccettui
la pala di altare della Galleria di Ferrara, sono tutte assai piccole, generalmente minori nell'al-
tezza di cinquanta centimetri e di quaranta nella larghezza.

Non v'è artista più facilmente riconoscibile del Mazzolino, e se nelle gallerie del Campidoglio
a Roma, nel Museo Nazionale di Napoli, nella Pinacoteca di Parma, in quella di Budapest e
altrove si trovano ascritti al Mazzolino quadri d'altra mano, conviene ritenere che le direzioni di
quegli Istituti poco si sieno occupati dei cartellini dei dipinti. Nella galleria capitolina due quadri,
l'uno attribuito al Mazzolino e l'altro al Dosso, il primo rappresentante lo Sposalizio della Ver-

Tav. VII. — LONDRA, GALLERIA NAZIONALE: LA SACRA CONVERSAZIONE

gine, l'altro Cristo fra i Dottori, sono opera di un medesimo seguace del Mazzolino, o di un
imitatore assai valente, il quale talora mostra un sentimento più giusto del colore che non il
maestro, e talora esagera i difetti di questo, dipingendo figure come illuminate da tizzoni ardenti,
e trasformando in mascheroni le figure con le aggrottate sopracciglia dell'originale che teneva
innanzi. Un altro imitatore, certamente fiammingo, si rivela nel quadrettino della Galleria Doria,
raffigurante Cristo in atto di cacciare i mercanti dal tempio, recante come firma del pittore un
fascetto di spiche e le lettere IA.

I giudizi sul Mazzolino non furono sempre giusti. Verso la fine dello scorso secolo il suo nome
era quasi ignorato e scambiato con quello di altri artisti, con Gaudenzio Ferrari e con artisti
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