Archivio storico dell'arte — 4.1891

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SPIGOLATURE TIZIANESCHE

*4

Parlando, a p. 195 del volume secondo, del dipinto rappresentante Venere e Adone, che
vedesi nel Museo di Madrid, 1 ricordammo anche le ripetizioni che di tal quadro furono fatte,
alle quali dobbiamo ora aggiungere un altro esemplare su tela, stato esposto nel 1882 a Londra, Londra, coiiezio-
nell'Accademia di belle arti. Le figure sono della stenssa grandezza di quelle dell'originale, e, quan- manto!""1 Xor"
tunque abbia la pittura sofferto per la pulitura e pei ritocchi cui andò sottoposta, tuttavia la
tecnica esecuzione farebbe credere che fosse una bella copia eseguita da Andrea Schiavoni, seguace
spesso della maniera di Tiziano. Il dipinto appartiene ora a lord Normanton.

A Roma, nella Galleria del principe Torlonia, abbiamo poco tempo fa veduto un altro esem- Roma, Galleria
piare dello stesso quadro, colla figura egualmente grande al naturale.

È su tela, e il dipinto si mostra pieno di vigoria con tutti i caratteri dell'arte del maestro,
onde può considerarsi come una bella replica fatta nello studio di Tiziano sotto la direzione
di lui da un qualche scolare o seguace, a cui poscia il maestro ha probabilmente ripassata l'opera,
portandola a compimento.

A p. 94 del volume primo, ricordammo di Tiziano il quadro rappresentante il Cristo della
moneta, che trovasi presentemente a Dresda, alle copie del quale da noi vedute ci occorre oggi
d'aggiungere una replica dipinta come l'originale, su tavola della stessa grandezza ed egual-
mente segnata del nome di Tiziano, la quale ci fu mostrata dal conte Ferretti. Vuoisi che questo Roma' °asa dei

1 conte Ferretti.

quadro si trovasse un tempo nella chiesa di San Severo a Rimini, e sia quello stesso che è ricor-
dato da Carlo Francesco Marcheselli nel suo libro Le pitture di Rimini, stampato nel 1754, nel
quale è detto che gì' intelligenti mal sapevano determinarsi nella preferenza in confronto di quello
che era passato a Dresda. Esso fu anche ricordato dal Lanzi nella sua Storia pittorica, laddove
parla delle opere di Tiziano, osservando ancora che questo bellissimo quadro era da molti piut-
tosto creduto una replica dell'originale che non una copia. Il possessore ci affermava inoltre di
avere le prove che questo dipinto già in Rimini era stato dai gesuiti donato a monsignor A'incenzo
Ferretti, e d'eredità in eredità era rimasto nella famiglia. Per quanto riguarda il dipinto, a noi duole
che, ricoperto come è da sovrapposto colore, ci sia tolto il mezzo di poterne darne un giudizio
sicuro, quantunque bene e attentamente osservato ci sembri che qua e là lasci intravvedere qualche
parte che ricorda la maniera di Tiziano o de' suoi scolari e seguaci. Nè possiamo dire quanto
dell'originale pittura si potrebbe trovare, qualora il quadro fosse sottoposto alla pulitura anco
di mano espertissima in siffatti lavori.2

A Roma, presso del signor Tilton, pittore americano, abbiamo veduto una Maddalena 3 di Ros"gan'orp^1ston 11
grandezza naturale, in mezza figura, dipinta su tela. Il movimento della santa è simile a quello
di tutte le altre notate, mentre la rappresentazione del paese nel fondo ricorda quelle soltanto
della Maddalena di casa Barbarigo, ora neìVEremitage di Pietroburgo, e della Maddalena nella
Galleria del Museo di Napoli. Il dipinto di cui parliamo non è esente da restauri, e fu in più
luoghi ripassato con colore, ma mostra ancora molta vigoria di tinte. Eravamo rimasti intesi
col proprietario che saremmo tornati da lui per esaminar meglio il dipinto; ma poco dopo il
signor Tilton fu colpito dalla morte, ed il quadro, da lui stimato della mano del maestro, fu
dagli eredi trasportato in America prima che noi lo rivedessimo.

Presso il commendatore Giacomo Andrea Mussi, pure in Roma, abbiamo veduto tempo Roma, presso An-

' 1 drea Mussi.

addietro una tela rappresentante la Madonna in poco più di mezza figura e di grandezza quasi

1 Questo stesso soggetto fu trattato dal maestro con

qualche modificazione, nel quadro ora ad Alnwick in

Scozia, di cui si conoscono pure alcune ripetizioni. Cfr.

la nostra opera citata, p. 93 e segg.

Xella Raccolta dei cataloghi del Campori (Modena,

1870), a p. 521 trovasi indicato fra i quadri che il mar-

chese Scotti mandò di Spagna in Italia (nota del 1721)

anche un Cristo della moneta, replica di mano di Ti-

ziano. È forse una delle "copie accennate nella nota a
p. 98 del voi. I della opera citata.

3 Cfr. per le altre Maddalene esistenti nella Galleria
Pitti, in quella Doria, nel palazzo del principe di Galles,
ad Hampton Court, nell1 Escuriale, nella Galleria di lord
Ashburton a Londra, nel Museo di Napoli e nella col-
lezione Durazzo a Genova, la nostra opera citata, I, 320
e 322 ; II, 288 fino a 291.
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