Archivio storico dell'arte — 4.1891

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GL P>. CAYALCASELLE

al naturale, sostenente il bambino ignudo e in piedi sulle ginocchia. È seduta e rivolta di
prospetto : veste di tunica e manto, ed ha un drappo sul capo, che le scende dietro la schiena.
Tiene la sinistra mano sull'anca sinistra del bambino, e lo sorregge col braccio destro, posan-
dogli la mano aperta sul busto, mentre egli, inclinato alquanto sul fianco e posando sul seno
di lei, tiene il piede destro sul sinistro e il destro braccio pianta diritto su quello di lei, sten-
dendo anche il braccio sinistro e tenendo la mano sulla sinistra della madre. Egli appoggia molle-
mente la testa sulla guancia di Maria e guarda coi begli occhi grandi e intelligenti alla sua
sinistra, mentre la madre, chinando il capo dalla parte opposta, volge abbasso lo sguardo,
osservando qualche cosa.

È certo un pezzo tagliato da un quadro in cui erano probabilmente rappresentate altre figure.
È pur troppo ridotto in deplorevole stato di conservazione; ma vi si scorgono tuttavia anche a
prima vista i caratteri del disegno e del colorire propri di Tiziano, o della sua scuola; onde
si può affermare che questa pittura e uscita dallo studio del grande maestro.

Il gruppo della Madonna col puffo, qui rappresentato, trova riscontro in una tela della Gal-
leria degli Uffizi, indicata quale opera di Tiziano, col n. 625, e rappresentante la Madonna con
santa Caterina;1 vi si osserva però la variante che il braccio destro del putto non posa sul braccio
destro della madre, la quale sta qui accogliendo la melagrana offertale da santa Caterina. Nò
questo quadro nò gli altri due a Pietroburgo ed a Napoli, nei quali in luogo di santa Caterina
figura santa Maria Maddalena, possono dirsi, come già abbiamo fatto osservare nella nostra opera,
eseguiti dal maestro, mentre quella in possesso del commendator Mussi mostra più manifesta-
mente la maniera del gran Cadorino.

Sappiamo come Tiziano abbia fatto repliche di molte delle sue opere, e ne esistano ancora
parecchie, più o meno buone a seconda degli aiuti de' quali si serviva. 2

Non conosciamo invece nessuna replica di nessun quadro rappresentante il San Girolamo pe-
nitente; e quantunque molte volte abbia dovuto trattare questo soggetto, e su tavola e su tela,:i
lo fece sempre con variati movimenti e, per quanto finora si sapeva, in figura intera. Il primo
Padova, presso ìi esempio d'un San Girolamo di Tiziano in mezza figura l'abbiamo trovato poco tempo fa a Padova

dottor Leandro . \ 1 . . • 1 1

sotti. in casa del cavaher Leandro dottor Sotti. E dipinto su tavola, supera in grandezza 1 tre quarti del

naturale, ed ò rivolto col busto quasi di prospetto, mentre il capo con mossa energica guarda alla
sua sinistra, fissando gli occhi nel Crocifisso eli'ò retto dalla sinistra mano posata sopra una tavola.
Tiene e preme colla destra addosso al petto una pietra in atto di profonda contrizione. Gira sul
gomito del braccio destro, sale sulla spalla sinistra, e copre, scendendo, il braccio e parte del
busto, un manto di rosso-sanguigno, vivo così che sembra di rubino, in basso al quale vi ò se-
gnato accanto con due magistrali pennellate un lembo della bianca camicia. Scuro e di tinta assai
calda è il fondo a sinistra di chi guarda, rappresentante la roccia d'una caverna, con alcuni
arboscelli che si disegnano a destra, sull'azzurro del cielo e sulle nubi d'un grigio perlaceo,
orlate di viva luce.

Il santo è vecchio, ma ancora robusto; ha la fronte calva, e dalla nuca gli scendono dietro
l'orecchia destra sul collo i grigi capelli posti in ombra, a ciocche ricciute; mentre non folta, ma
. alquanto lunga, gii fluisce fino al petto ignudo la bianca barba. La luce calda e dorata viene ad
illuminare l'austera faccia, il petto e la spalla destra, in cui con mirabile maestria e larghezza di
pennello son rese le ossa ed i muscoli adusti dalla vecchiezza e dai patimenti, non però così che
non vi scorra per entro il sangue e palpiti ancora la vita.

1 Cfr. la nostra opera citata, II, 464; per la Tergine
con santa Maria Maddalena, composizione simile a quella
del quadro nella Galleria Pitti, a p. 429 ; e finalmente per
quella di Napoli, simile alla tela di Pietroburgo, a p. 473.

" Cfr. Cavalcaseli^ e Crowe, op. cit. voi. II, prefa-
zione.

3 Per il San Girolamo del Louvre e le imitazioni che
ne derivarono, per quello di Milano e la sua replica
con modificazioni nell' Escuriale, per il San Girolamo
attribuito al Tiziano nella collezione Butler-Johnstone
(già Munro) a Londra, cfr. la nostra opera citata, I,
322 e segg. ; II, 312 e segg., e 502 e 503.
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