Archivio storico dell'arte — 4.1891

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L ABBAZIA DI SAN CLEMENTE

A CASAUEIA

]sr una fertilissima valle del territorio di Teramo, bagnata dal Pe-
scara che un giorno, ramificandosi, la circondava formandone
un'isola, e situata fra amene colline verdeggianti di viti e d'ulivi,
sulle quali sorgono pittorescamente i paesetti che furono un tempo
domini feudali, ed oltre le quali fanno maestosa corona alti monti
rocciosi, come la nevosa Maiella, Tre Monti e l'Aquileo, solitario
fra le sue rovine può ancora ammirarsi il bellissimo tempio di
San Clemente.1

Sul sito ove s'innalza il monumento, o poco discosto, sorgeva
con ogni probabilità un antico tempio con un ponderarium, ed
era forse ai confini del territorio d'Interpromio, città o, meglio,
grosso villaggio vicino al luogo ove ora sta San Talentino, sulla
via Claudia-Valeria, alla destra dell'Aterno (Pescara), tra Corfinium e Teate.2

Al tempio era unito un monastero di benedettini, le vicende de'quali s'annodano ai fatti
storici più importanti della regione, e indirettamente anche a quelli più generali della storia
d'Italia nel medio evo, dal secolo ix fino al xn.

La storia dell'abbazia; dei privilegi ottenuti e dei beni concessi dalle potestà laicali dap-

1 II monumento fu ultimamente illustrato, per non
citar altri, dal Bindi, prima in una monografia speciale,
poi ne1 suoi Monumenti storici ed artistici dell' Abruzzo,
p. 405 e segg.; ma siccome altre scoperte furono fatte
nei lavori di riparazione a cui mi prepose il regio Go-
verno, e mi par d' altra parte che il magnifico tempio
non sia mai stato studiato come si conveniva, credo
utile di riassumere qui il risultato delle ricerche altrui
con quello delle mie proprie, e delle giuste osservazioni
e degli appunti di cui mi fu cortese l'amico profes-
sore N. Baldoria, potendo anche dare copiose illustra-
zioni tratte dalle belle fotografie eseguite da un altro
egregio amico, il chiaro architetto Giacomo Boni, ispet-

tore de1 monumenti presso la Direzione generale delle
belle arti, tanto benemerito della conservazione della ba-
Archivio sturico dell'Arte - Anno IV, Fase. I,

silica di San Clemente come degli altri monumenti sparsi
per tutta l1 Italia.

2 Nell'atrio del tempio di cui ci occupiamo, dinanzi
alla porta maggiore, sta ancora, ma mutilata per metà,
l1 iscrizione che ricorda come i cittadini di Sulmona
Primo e Fortunato avessero col proprio denaro rico-
strutto il ponderarium del pago d'Interpromio, crollato
per forza di terremoto (Cfr. Mommsen, Corpus inscript,
latin. IX, 286 e 287, tit. 3046). Il Mommsen opinò che
Interpromio fosse un pago appartenente ai Peligni, e
perciò nel territorio di Sulmona o di Corfinio; ma il
Barnabei (Notizie degli scavi, 1887, p. 158 e segg.)
per altre iscrizioni ritrovate, propende piuttosto a cre-
dere che Interpromio restasse entro il territorio di
Teate Marrucinorum, e perciò sia da porsi più verso ai
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