Archivio storico dell'arte — 4.1891

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1G

P. L. CALORE

basiliche medievali,1 egli fece porre una trave, o specie di attico sorretto da un intercolunnio, chiamato
iconóstasis, in cui dipinse le imagini del Salvatore, dei profeti, degli apostoli, e la passione del Signore
e l'agnello di Dio: nel mezzo, fra le transenne stesse, innalzò una grande porta o meglio cancello. 2
Altre vicende ben tristi seguono al monastero per opera di Malmazetto, il quale arrivò nuova-
mente ad imporre un abbate, Gilberto. Costui tolse al convento gran copia de' suoi tesori e por-
telli al suo signore Malmazetto, 3 lasciando andar in rovina il monastero, tanto che il successore
Grimoaldo non « uidebat nec inuenire poterat unde ruinas monasterii reparare ualeret».4

Finalmente il signore del castello di Prezza potè imprigionare Ugo Malmazetto, 5 il quale
intorno al 1097 morì. Potè tuttavia aver sepoltura nel monastero, e propriamente in quel luogo
dove una volta era dipinta l'imagine in piedi di san Clemente; cioè nella cripta che l'abbate
Grimoaldo aveva fatto costruire e dipingere in onore del santo, dinanzi alla porta della stessa
chiesa di sotto, a mezzogiorno. 6 Intanto papa Urbano preparava la crociata, e venne a Chieti
per attirare anche le forze de'vescovi e de'baroni di quei luoghi. L'abbate Grimoaldo gli andò
incontro, e primo fra gli abbati ottenne da lui il bastone pastorale in luogo dello scettro regale
che per dono dell'imperatore gli antecedenti abbati avean portato nella destra. Da quel tempo
Grimoaldo incominciò con animo tranquillo a dedicarsi al restauro della chiesa e degli edifìci. 7
Morto Urbano III, papa Pasquale mandò un cardinale di nome Agostino a portare la scomunica
al conte Ottone ; ed essendo venuto il cardinale anche nell'isola del Pescara, volle accertarsi se
veramente l'abbazia possedesse il corpo di san Clemente; onde di mezzanotte fu rotta la tomba
ch'era dietro l'altare, quindi il primo ed il secondo pavimento, finché si trovò il corpo di san Cle-
mente racchiuso in un vaso d'alabastro;... « aperuerunt thecam thesauri et inuenerunt titulum
aureis litteris scriptum : Hic iacet scs Clemens Petri discipulus, et a petro papa secundus, qui in
mari iussu Traiani imperatoria anchora ad eius eoìium ìicjata fuit in pelago mersus ».8 Ciò avvenne

1 Ne sono, fra gli altri, bellissimi esempi quelli nella
basilica di Torcello e nel San Marco di Yenezia. Note-
vole era il tramezzo della cattedrale di Grado, del quale
conservansi ancora, ma impiegati ad altri usi, gli avanzi.
(Cfr. Caprin, Lagune di Grado, pp. 224-229).

- Cfr. Ms. fol. 236 r e v « In cuius (loliannis)

tempore magna crux que est in clioro ecclesie sancti
Clementis erecta, miro opere facta est atque depicta,
que in magna ueneratione tam a fratribus quam a mul-
tis aliis habetur, eoque ad honorem pretiosi ligni cru-
cis cbfisti circa sibi deuotos multum sit exaudibilis. Fecit
etiam domnus abbas trabem ubi saluatoris yconas et
ymagines prophetarum et apostolorum, passionem quo-
que domini et agnum dei, laudabili depinxit opere ac in
sublime leuans super eiusdem chori ianuam ordinauit ».
Cfr. Muratori, op. cit. p. 868.

Sembrerebbe, dal modo con cui si esprime il croni-
sta, che l'abbate Giovanni avesse dipinto egli stesso la
trave, poiché, mentre di quest'opera è detto «mirabili
depinxit opere», per la porta è usata l'espressione « or-
dinauit ».

3 Cfr. fol. 237 r. « Ille Gilebertus suscepit imperium,
tenuit in monte consilium et appropians ad monasterium,

intrauit sicut lupus sub tegmine agni et paucis post

diebus reuersus est ad dominum suum, cum infinita copia

auri et argenti. Abraserat enim cruces, fregerat turibula

et calices, nec pepercerat testis aureis et argenteis, qui-
bus tecta uidebantur uerba saluatoris. De quibus nam-

que thesauris piscariensis ecclesia sci Clementis copiose

iam restaurata erat a tempore sanctorum abbatum, vi-
delicet domini Widonis et domini Dominici, et ceterorum
qui inter bonos abbates computantur ». Cfr. Muratori,
op. cit. p. 869.

4 Cfr. Ms. fol, 237 r, e Muratori, op. cit. p. 869.

5 Curioso è il racconto che il cronista fa della cattura
del Malmazetto. Esso è ispirato dalle leggende bibliche
di Dalila con Sansone, di Giuditta con Oloferne, ed è
narrato con insolito studio di particolari e molta viva-
cità. Cfr. Ms. fol. 237 r e v; Muratori, op. cit. p. 870.

6 Cfr. Ms. fol. 237 v. « Eodem anno quo mortuus est
(Malmazettus) sequuti sunt eum moriendo quinque fiìii sui.
Sicque factum est ut in monasterio quod spoliauerat, ha-
beret sepulturam, in eo loco ubi olim ymago sancti Cle-
mentis stans depicta erat, in cripta uidelicet quam domi-
nus Grimualdus abbas ibidem ob eius honorem construxit,
atque depingere fecit ante ianuam meridiane subdite
ipsius ecclesie ». Cfr. Muratori, op. cit. p. 870.

7 Cfr. per tutto ciò il Ms. fol. 238 r «et ex ilio

tempore cepit securus intentus esse ad restaurationem
ecclesie et edificiorum, ad reparationem possessionum
perditarum. Uirgulta iam erant nata in ruinis monasterii,
que fecit extirpare et nouos parietes erigi, et breui
spatio temporis adiuuante sibi gratia saluatoris et me-
ritis sancti Clementis reparauit ecclesiali! et ofììcinas
monasterii non in eo statu quo antea fuerant, sed sicut
posse sibi datum est et melius existimauit » (Dal 1098
al 1101). Cfr. Muratari, op. cit. p. 872.

8 Cfr. fol. 240 r; Muratori, op. cit. p. 875.
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