Archivio storico dell'arte — 4.1891

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Una pietra rettangolare, sostenuta da un piedistallo, all'imboccatura dell'abside, doveva ser-
vire da altare. Intorno all' abside ed a tutte le pareti della cripta, girava un alto gradino di tufo,
ad uso di sedile, di cui vedonsi ancora in qualche parte le traccie. Nell'estremità a sinistra della
trasversa, come pure in quella a destra, rinvenni qualche pezzo d'intonaco antico assai rozzamente
dipinto ad ornati lineari in rosso e verde; non credo però che sia dell'epoca di Lodovico II; ad
ogni modo, quella pittura non presenta caratteristiche speciali perchè possa essere giudicata. L'im-

FIANCO DELLA BASILICA.

piego, come avvertii, di rocchi di colonne antiche, e i frammenti d'antiche iscrizioni che sono
ora dispersi nel pavimento della chiesa ; l'aver pure trovato nei lavori di riparazione al monu-
mento da me condotti alcuni pezzi di porfido rosso e di verde antico, oltre che vari altri fram-
menti d' architetture romane, vengono a confermarmi vieppiù nell' opinione già esposta, che cioè,
prima della chiesa della Santa Trinità, esistesse qui un tempio pagano e quindi il ponderarium
ricordato nell'iscrizione che vedesi ancora, sebbene mutila, nell'atrio della chiesa. Certo la costru-
zione in tufo delle pareti è molto rozza, come rozzi ed affatto primitivi sono quegli abachi su
cui si impostano i peducci delle volte, onde si induce che scarsi furono i mezzi impiegati da Lo-
dovico II per l'erezione della nuova chiesa, e che in queste regioni non si trovavano forse nel
secolo ix scalpellini che sapessero lavorar la pietra neppure come si faceva in quel tempo nelle
altre parti d'Italia, donde la ragione dell'impiego di materiali raccogliticci.
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