Archivio storico dell'arte — 4.1891

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L'ABBAZIA DI SAN CLEMENTE A CASAUIUA

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zioni san Clemente con alla destra i santi Febo e Cornelio, ed alla sinistra l'abbate Leonate che
„-]i presenta in atto reverente la fabbrica della chiesa da lui rinnovata; 1 ai lati estremi della stessa
lunetta due grandi rosoni con fogliami del tutto rilevati, simili affatto a quelli scolpiti nell'ambone,
servono a riempire gli spazi che ancora restavano. Le porte sono di bronzo e constano di 6 per
12 scompartimenti inquadrati da fascie con rosoni, entro ai quali stanno formelle con croci, con
disegni geometrici di varie specie, con rosettoni, con castelli a tre torri, con figure di abbati e di
monaci.2 Queste ultime, a rilievo piatto, mostrano meglio che quelle scolpite in pietra già ricordate
(in cui più o meno goffamente appariscono però entro alle vesti i contorni e i rotondeggiamenti del

nente lo ossa di san Clemente: sotto ed in parte sulla
cornice dello stesso architrave leggesi la seguente iscri-
zione in versi leonini :

cesaris ad votvm clemte cfero totv
^ ecce pater patrie tibi cfero mvnvs j clementis corpvs
tv sacrv svscxpe fvnvs j martyris eximii clementis svscipe
corpvs.

Dopo l'imperatore che riceve in piedi e con grande
venerazione la cassa, vedesi una figura con una spada
nella destra, mentre alza la sinistra in atto di meraviglia:
svppo comes, il quale offrì al primo abbate, Romano, la
sua villa di Paterno ( . . . Suppo Piceni comes, qui et
Dax inscribitur, in Imperatoris exercitu fulgidus . . .

Cfr. Muratori, op. cit. p. 800).

\

E quindi nuovamente figurato lvd(ovicus) cesar, il
quale ordina a due frati f. celsvs - f. beatvs (il primo di
essi dev'esser quello stesso che ricevette un'investitura
da Grimbaldo vescovo di Penne; cfr. Muratori, op. cit.
p. 805) di prendere da sopra un giumento che vredesi
scolpito dinanzi a loro, la cassa sopra accennata, in-
viata appunto dall'imperatore all'abbazia da lui edificata
la quale scorgesi, come già abbiamo ricordato, nel mezzo
della composizione nella forma descritta, come cioè se
fosse un tempio del secolo xn. Sopra e sotto vi si leg-
gono le iscrizioni : svb imperio lvdovici cesaris - tem-

plvm ss trinitatis.

Di nuovo lvdovicvs imperator seduto in trono, di pro-
spetto, ed accennando colla destra al tempio di San Cle-
mente,' consegna lo scettro abbaziale ad un monaco,
romanvs abbas primvs, con queste parole: sceptro firma-
mvs regimen tibi svme rogamvs.

sisenandvs miles con una carta nella sinistra alzata,
portante la scritta c. cesar vestra sit iiec insvla pisca-
rie, e gribaldvs eps pur con una carta ove leggesi:
damvs vobis omne ivs nostrvm de iiac insvla, presentano
ali1 imperatore, lvdovic . iperat ., seduto in trono, l'isola
piscariense (simboleggiata da un pezzo di terreno di
forma rotonda, con alberi): sotto, poi, nella cornice del-
l'architrave, sta l'iscrizione: insvla piscarie qve nostri

ivris iiabetvr | libera perpetvo tva cesar ivre vocetvr.

In fianco all'imperatore, colla spada nella sinistra e
colla destra alzata, sta, forse come testimonio, heribal-
dvs comes (Sacri Pdlatii),'"quegli che per mandato di Lo-
dovico dà le investiture all'abbate.

Cfr. per tutto ciò anche il Muratori, op. cit. p. 773.

Archivio storico dell'Arte - Anno IV. Fase. I.

1 s. clemens vestito di abiti pontificali è seduto in
cattedra: sanctvs febvs e sanctvs cornelivs in piedi e di
proporzioni minori e degradanti a seconda dell'arco,
portano ciascuno colla sinistra una tavoletta, il primo
colla scritta: homo qvidam nobilis, il secondo colla leg-
genda: clementis episcopi omnibvs fidel1bvs benedictio.

Ai fianchi della figura dell'abbate Leonate leggesi: sv-

scipe sancte clemens tibi regia templa parata | retri-

bvens celo leonati regna beata. Queste figure sono, in
relazione al tempo, molto accuratamente eseguite.

2 Le porte di bronzo, in cui si mostra in compendio
la giurisdizione dell'abbazia, fiirono probabilmente poste
dall'abbate Ioele che successe a Leonate, ed al quale
Celestino III diresse una bolla nel 1191 (Cfr. Dindi, op.
cit. p. 442). Dalla descrizione dell'intero portale che il
Dachery trae dall' Ughelli (cfr. Muratori, op. cit. p. 773),
togliamo il seguente brano:

Ecclesiae huius ostium aeneum satis mirifice fusum
auroque purissimo incrustatum, nulla unquam tempore
intermoritura fundatoris munificentia, Divo Clementi di-
catum est. Miraculorum omnium, Castrorum, Terrarum,
Villarum ac totius Abbatiae iurisdictionis compendium,
et velati speculum....

Mancano parecchie mattonelle e inquadrature, e tutte
le incrostazioni d'oro purissimo sono sparite. Dallo stile
delle figure degli abbati e dei monaci sulle mattonelle
superiori mi parrebbe potersi dedurre che il disegno
delle porte fosse stato dato da quel frate Rustico che
scrisse il Chronicon di cui ci siamo occupati. I castelli,
tutti di ugual forma e misura, sono indicati con nomi
diversi.

Sullo sportello a destra si osservano incisi i nomi
dei seguenti castelli che con precisione trascrivo dan-
done la spiegazione:

CASTRVM ALANNE (Castello di Alanno in provin-
cia di Teramo).

PESCVLV ET CARVEANVM (Pesco Sansonesco e
Carufano, provincia di Teramo).

CASTELLYM S. VALIMI PaTERNV ABATEIYM
(Castello di San Valentino, Paterno, nel territorio di Ca-
ramanico, ora distrutto, ed Abateggio in provincia di
Chieti).

CASTRVM COR VARIE (Castello di Corvara, in pro-
vincia di Teramo).

ROCCa DE SoTI Cv MONTE (Rocca di Sodo col

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