Archivio storico dell'arte — 4.1891

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0. CA ROTTI

La data non può essere se non il 1534. Il pittore è adunque il Paulus Pinna veneziano, ri-
cordato dal Lanzi, 1 del quale esiate ancora un'opera in San Francesco a Padova. Questo ritratto
avrebbe bisogno di una ripulitura, il disegno è abbastanza buono, il colorito è accurato, di tono
giallo grigio; mancano le tinte rossiccie, ma, ripeto, occorrerebbe una buona lavatura.

I)i maniera del Moroni, e molto probabilmente di un suo allievo, è la tela (Y. fig. 4) che ci
conserva il ritratto di un uomo aulla quarantina, robusto, con barba piena, dal tipo d'un uomo
d'azione. Indossa un abito scuro con collo e orlatura di pelliccia d'un grigio caldo. Tiene nella
destra, appoggiandolo sul tavolo, un libro d'oro, sulla copertura del quale vedesi in rilievo il
leone di San Marco. Da una finestra aperta a sinistra di chi osserva si spazia ani mare solcato
da parecchie galere, una delle quali con ricca poppa. Nessuna firma, nessuna leggenda; però evvi
una data nel fondo a siniatra, in basso, 1589. Il colorito di questo buonissimo ritratto è caldo
ed armonioso, la teata di un tono alquanto rossiccio e pesante. G. B. Moroni era morto sin
dal 1578; l'autore aarà stato uno de'suoi migliori allievi; il personaggio di cui abbiamo qui il
ritratto, dal tipo aaaai più bergamasco che veneziano, probabilmente con importanti servizi resi
alla repubblica nella marina si era guadagnato l'onore di essere iacritto nel libro d'oro della
nobiltà veneziana.

Grandioso nello stile e il ritratto di altro personaggio veneziano, dal tipo nobile e simpa-
tico (V. fìg. 5). Ha tutta la maniera del Tintoretto e per il bianco degli occhi molto apparente
potrebbe essere di mano del suo figlio Domenico.

Della acuoia di Palma il Yecchio è un ritratto di donna, dal colorito molto caldo, profondo
ed armonioso, ma di disegno e modellazione piuttosto sommaria, buona però nelle mani. Rappre-
senta una veneziana dalla folta e bionda capigliatura, che veste un abito di broccato roaao cre-
misi, con una larga faacia di ricami sul petto. Tiene in mano un ventaglio di piume. Il fondo
consiate in una parete liscia, grigia, sulla quale leggesi una parte di epigrafe, tagliata dall'alto
al basao dalla cornice:

iEGEI

ILLIMARY

I

AMORE
NTIAM
MA DOCTE
Q IMPERIO
IYM
IT

Infine farò ancora menzione di un altro ritratto di uomo maturo, in ricco coatume, con
spada, collana e chiavi d'oro. E ritto accanto ad un tavolo. Il fondo è di paese. Il costume e
la tecnica del dipinto ci fanno avvicinare alla fine del xvi secolo ed anche al principio del suc-
cessivo. Sopra un foglio deposto sul tavolo ò tracciata la seguente scritta che ci indica proba-
bilmente un diploma:

Guilhelm Dei grafia Comes Palatinua ^

R . . . . utriusqu Bavariae Dux etc.;

segue lo stemma.

Sopra un risvolto del foglio leggesi:

Nostro Delecto Co Francisco Yerità

Yeronam.

Giulio Carotti.

1 Storia pittorica, III, 119.
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