Archivio storico dell'arte — 4.1891

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RICORDI DI UN ORATORIO DEL SECOLO XV

NEL DUOMO DI ORVIETO

conosce, dai documenti dell'archivio del duomo di Orvieto, 1
tutta la storia, fin qui ignorata affatto, della costruzione di
un oratorio dedicato alla Madonna della Tavola. Isolato da
ogni parte, vedevasi a pie della chiesa, appena entrati, sul
destro lato della porta di mezzo. In quasi tutte le chiese
medievali si avevano cappelle, edicole, altarini a qualche
devota immagine proprio in sulla entrata; e questo vecchio
costume ancora si continua in molte chiese restaurate e ri-
fatte sull'antico, come, per esempio, a Firenze all' Annun-
ziata, a Roma in Sant'Agostino, a Perugia nel duomo, e via
via. Anzi pare che l'immagine più venerata dal popolo do-
vesse collocarsi proprio in questo primo limitare del tem-
pio. I)i fatti, in Orvieto, anche prima che si costruisse
l'oratorio di cui parlerò qui, fu collocata accanto alla porta l'immagine della Madonna detta della
Tavola, o anche della Stella, per essere dipinta su legno con una stella posta sul manto. E chia-
mata anche Madonna di San Brizio, sia perchè avesse vicino un'immagine di san Brizio, sia
perchè la chiesa fosse fondata nel giorno della festa di questo santo. La tavola rappresenta la
Tergine in piedi col Bambino, il quale reca nella mano sinistra un libricciuolo chiuso. Dietro
all'immagine è una sedia coperta da tappeto. Ai lati due angioli adorano a mani giunte, due
altri più elevati presentano al Bambino ciascuno una corona. Chi scriveva nel secolo passato l'at-
tribuì al primo secolo di Cristo e dal titolo che aveva prima il duomo vecchio, di Santa Maria

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prisca, circondò questa immagine di tanto lustro da farla credere dipinta da san Luca. E chiaro,
in ogni modo che la tavola appartiene all'imitazione della scuola greca. Fatta segno in ogni
tempo alla più viva devozione, ad essa si dedicò la nuova cattedrale, per essa si dichiarò festivo
l'anniversario della fondazione della chiesa medesima e fu accordata una straordinaria indul-
genza o perdono in quello stesso giorno. Circondata di voti, di lumiere, di tavolette dipinte,
adorna di coronette e di gioielli, posta sotto un tabernacolo sostenuto da angeli, ebbe il primo
altare e il primo culto nel tempio nuovo. Difesa e chiusa da cancelli, innanzi ai quali sporgeva
il ceppo per le elemosine, affiggevasi l'indulgenza del perdono, e vi pendevano tre tavolette dipinte
dal noto pittore Pietro di Puccio, che le colorì nel 1368, ed erano l'oggetto più caro della devozione

1 I documenti citati nell'articolo si trovano, ai numeri corrispondenti, sotto la rubrica Nuovi documenti.
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