Archivio storico dell'arte — 4.1891

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NUOVI DOCUMENTA

È certo che nella grande e bellissima pala d'altare
a cui il documento si riferisce, Girolamo Romanino mo-
stra appunto quel fare che siamo soliti di chiamar gior-
gionesco, e perciò mirabile finezza d'esecuzione, e gran-
diosità di linee, e forza di chiaroscuro, e nobili tipi e
atteggiamenti di figure, ed occhi umidi e vivaci, e mani
tondeggianti e grassoccie, e colorito caldo e dorato, pro-
pri della scuola veneta di quel periodo, e specialmente
di Giorgione, del Palma e di Tiziano nella sua prima
maniera. Nel Cenacolo invece, eseguito in tela e certa-
mente dopo della tavola accennata, si riscontra già un
fare meno nobile e corretto, ma più largo e personale ;
vi si incomincia ormai a ravvisare quella tonalità ar-
gentina e quell'ombreggiare forte e deciso che fu la
caratteristica di questo pittore, come vedesi in un altro
quadro pur conservato nel Museo di Padova, firmato dal
maestro e colla data, forse appostavi 'dopo molti anni
dacché era stato incominciato, del 1521 ; caratteristica
seguita anche dal Moretto nel principio della sua car-
riera, e dal padovano Girolamo Dal Santo, che imitava
ora l'uno ora l'altro de' maestri coi quali si trovava in
diretto rapporto, e in particolar modo Tiziano ed il Ro-
manino. I signori Crowe e Cavalcaselle (op. cit. ibid.)
hanno dato di queste opere del Romanino un'ampia de-
scrizione, alla quale rimando il lettore.

In fine del documento comparisce come testimonio
al contratto un certo « Zaiacomo (Gian Giacomo) de
Cartani miniador bresano », di cui non ho potuto tro-
vare finora alcuna notizia.

N. Baldoria.

1

Archivio comunale di Padova presso il Museo civico;
libro FA (Fabbrica di Santa Giustina), voi. I, p. 19. 1

Accordo della palla et Cenaculo nel refettorio.

1513 adi 30 Aprii in Pàdua.

Hauendo deliberato li padri del monasterio de S. Ju-
stina de Padua de far la Palla del aitar grando de la
sua chiesia et ritrouandosse magistro Hieronymo da
bressa depentor qui nel monasterio predicto se ha of-
ferto de far dieta palla in questa forma videlicet che
la sia granda secundo la forma et mesura che per lo
entagliador è stato ordinato sopra la qual palla se ha-
uera a depenzer le infrascripte figure, prima ne la palla
la figura de la madona in mezo, da le bande s. Justina
s. Prosdocimo s. Benedecto et unaltro sancto,2 secundo

quali Domenico Campagnola, il Contarini e Girolamo Dal Santo. Il Je-
ronimo del documento potrebbe esser quest'ultimo ; ma perchè non po-
trebbe riferirsi al Romanino, se questi aveva già compiuto un quadro
anche pel San Francesco di Brescia?

1 Sono grato alle cortesi premure del direttore del Museo civico,
cav. Baita, e degli altri signori addetti all'Archivio, alla Biblioteca, al
Museo di quella città, che tanto mi aiutarono nelle ricerche di questo
come d'altri importanti documenti che pubblicherò in seguito in questo
periodico.

2 Santa Monica.

che per li padri li sara imposto: de sopra in mezo de la
palla ne ua uno tondo, nel qual andera depento la figura
del nostro signor informa de christo passo, da le bande
de sopra ne ua etiani dui altri tondi, ne liquali anderà
depente le figure de s. lucha evangelista et de s. mat-
tina apostolo, nel fondo de la palla ne ua cinque tondi,
ne li qual anderano depenti li altri sancti de la nostra
chiesia secundo sara ordinati per li dicti padri, laqual
palla el dicto magistro hieronymo se obliga de farla in
tuta perfection lauorata a olio, ita che da tutti quelli
hanno iuditio sia laudata. Yltra la dieta palla li dicti
padri hanno terminato de far uno cenaculo nel nostro
reffectorio in uno tellar de tella, de la grandeza quanto
è la faza de dicto reffectorio dove è depento el Cruci-
fixo, et cussi el dicto magistro Hieronymo se obliga de
far dicto cenaculo lauorato a olio talmente che da ca-
dauno sia laudato et cum ogni diligentia, etiam ha facto
le portelle del organo.

Et per premio de li dicti lauori videlicet de la palla,
del Cenaculo et de le portelle del organo el dicto ma-
gistro Hieronymo è contento et se obliga de farli per
precio de ducatti cento e venti videlicet ducati 120, liqual
danari, una parte zoe el terzo se li hauera a dar per
tuto el mese de Zugno, li altri due terzi quando hauera
fornita la opera et per chiareza de luna et laltra parte
è stato facto el presente scripto, presente li infrascripti
testimonij, et el dicto magistro Hieronymo el qual se
sotoscriuera de sua mano propria esser contento.

E mi Jeronimo de ruma son contento de quanto o
sopra scrito et in fede de questo o scrito de mia mano.

Io de Andrea monacho de s. Justina per nome del
monasterio soprascripto son contento ut supra.

Io Cypriano Castignola fo presente al soprascripto
acordo.

Io Zaiacomo de Cartani miniador bresano fo pre-
sente al sopra scrito scrito.

L'architettura a Roma

durante il pontificato d'Innocenzo Vili.

Nel presentare ai lettori Archivio storico del-
l'Arte i documenti già da me raccolti negli Archivi e
nelle Biblioteche d'Italia, debbo, innanzi tutto, rispon-
dere a due obbiezioni che mi si potrebbero rivolgere :
1' una, di non aver illustrato quanto si poteva le indica-
zioni topografiche fornite da questi documenti ; l'altra,
di non aver abbastanza applicato ai monumenti in essi
indicati 1' esame e la critica dello stile. La mia lonta-
nanza da Roma non mi ha permesso di fare, quanto avrei
voluto, ne l'una cosa, ne l'altra; ed io me ne consolo
tanto più facilmente pensando che alcuni valenti stu-
diosi, fra gli altri il signor Ferri neìV Architettura a
Roma nei secoli XVe XVI (Roma, 1868) hanno già iniziato
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