Archivio storico dell'arte — 4.1891

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quest' opera, e che la valorosa schiera di romani raccolti
intorno a codesto Archivio la condurrà a fine con assai
maggior competenza che non possa averne uno straniero
tenuto, da occupazioni a cui non può sottrarsi, lontano
dalla città dove ha passato gli anni più felici della sua
giovinezza.

'I contemporanei d'Innocenzo Vili sono unanimi nel
celebrare l'importanza dei lavori d'architettura fatti
eseguire da lui. Sentiamo a tal proposito Sigismondo
dei Conti :

« Mag nis belli exhaustus impensis continuavit nihilo-

minus peristylium Sixt-i in palatio Vaticano, aulas etiam

et cameras Regimi et Principimi hospitio destinatas

laquearibus auratis et egregia pictura ornavit. Erexit

et a fundamentis juxta muros Vinese palatinse, qua

parte in Tiberini et prata Neroniana amoenissimus est

prospectus, domimi, quse et palatii nomine digna est

descriptione sedifìcii, et colorum varietate pulcherri-

mam, qua plurimum eestatibus utebatur. iEdificavit et

tabernacula equitibus palatinse cohortis ex lapide cocto

ad radices Janiculi versus Vaticanum. Campum etiam

Florse et vias urbis inchoatas a Sixto stravit, tradita

harum rerum cura Falconi de Sinibaldis patritio romano,

thesaurario generali, cujus supra meminimus. Cujus ita

erat ingenium versatile, ut ad quascumque bonas artes

%

se verteret, ad eas natus videretur. Qui omnium suse seta-
tis officiosissimus tanta erat loquendi suavitate, ut peitho
vel lepor in ejus labris, quod veteres comici de Pericle
Atheniensium principe tradunt, habitasse credatur ». 1

Sulpicio, nella prefazione all' edizione di Vitruvio
dedicata al cardinale Raffaele Riario, si esprime in ter-
mini di non minore elogio :

« Ad card. Riarium Raphael, camerarium. — Innocen-
tius vero ad illuni (Sixtum IV) et Paulum superandum
erectus, omnia preeclara et popularia cogitat, itaque
imposito bellis fine, prsetorio suburbano peracto, agili-
tatis certaminibus et equitum concursionibus, dotalibus-
que et sumptuariis legibus revocatis, Falconis Sinibaldi,
sui queestoris suninii consilii, fidei, auctoritatis : et patrise
amantissimi viri, et Marcelli Capiferri Nicolaique Porcii
eedilium singularis aniicitiee cura, tum Florse campus,
tum circus Flaminius lateribus aptissime sternitur. Ue
Gymnasio nostro evertendo et magnifice construendo
(Quod utinam prreoccupasses, ibi enim quotidiana om-
nium disciplinarum eduntur spectacula). prudentissimi
reformatores jam iniere consilium : et eurytmiam et sym-
metriam disposuere... » 2

Prima d' entrare nella storia stessa delle costruzioni
elevate da Innocenzo Vili, facciamo conoscenza dei prin-
cipali architetti addetti al servizio del papa.

Primi figurano due maestri degni di considerazione,

1 Le Storie dei suoi tempi, t. II, p. 41.

2 Vitruvios, ed. Sulpitius, Rome; vers. I486. Cf. Poi-eni, Exercita-
tiones Victruvianae, p. 8.

Giacomo e Lorenzo da Pietrasanta, di cui i lettori delle
Aris à la cour des Papes non hanno forse dimenticato
il nome.

Giacomo da Pietrasanta costruì, nel 1484, il con-
clave 1 e presedette alle feste dell'incoronazione: 1485,
27 febbraio. « Magistro Jacobo de Petrasancta et sotiis
florenos trecentos viginti quinque de cari, x prò fior, prò
residuo summse eis debitee prò omnibus eorum magi-
steri s et expensis factis in construendo cameras con-
clavi (sic), et coronatione, et prò omnibus aliis per eos
factis prò camera apostolica usque in hunc diem »
(M. 1484-1486, fol. 46 v°. Cf. A. S. V., n° 514, fol. 224 v°).

Ugualmente nel 1484 Jacopo dirigeva il restauro del
palazzo'di Laterano (M. 1484-1485, fol. 152, 155).

Questo maestro, che bisogna guardarsi dal confon-
dere coi semplici muratori o falegnami, morì verso il
1495, come risulta dal mandato riferito appresso.

Lorenzo da Pietrasanta, concittadino di Giacomo,
dirigeva, nel 1484, l'opera e fabbrica del porto di Civi-
tavecchia (Reg. Patrimonio, 1483-1484, fol. 151-153), e
riceveva per questo titolo dei versamenti assai consi-
derevoli.

Ma, a cominciare dal mese d'ottobre dello stesso
anno, questo lavoro fu affidato al castellano della citta-
della di Civitavecchia : « Hilarius Gentilis domesticus
noster et nepos S. D. N., qui poterit fabricae portus
illius melius intendere» (A. S. V., Brevia, 1482-1484,
1493-1503, fol. 43).

Nell'aprile del 1485 un nuovo Breve ordina di fare
i versamenti nelle mani d'Ilario e di Lorenzo da Pie-
trasanta. Nel 1492, Lorenzo era creditore di 1935 fio-
rini.

Lorenzo cumulava le sue funzioni con quelle di fale-
gname del palazzo pontificio; in tal qualità, egli rice-
vette, nel 1486, 37 fiorini per piccoli lavori di ripara-
zione (M. 1484-1486, fol. 164); nel 1492 ricevette trecento
ducati d'oro « prò aedificiis coronationis » (M. 1492-1494,
fol. 2).

Lorenzo da Pietrasanta era obbligato, in qualità di
architetto pontificio, di fare tutto quello che riguardava
il suo ufficio. Il 9 giugno 1485 ricevette 11 fiorini «prò
expensis factis prò tabulato super gradibus sancti Petri
prò degradatione unius fratis ». (A. S. V., Intr. et Exit.
1484-1485, fol. 217 v°).

Se Baccio Politelii non ha costruito a Roma tutte le
chiese e tutti i palazzi di cui per lungo tempo gli si è
attribuito l'onore, questo artista e ingegnere distinto ha
preseduto almeno ad importanti lavori di fortifica-
zione, che allora erano, non solo un ramo dell' arte mili-
tare, ma anche delle belle arti. Un Breve del 28 dicem-
bre 1490 lo qualifica di « serviens armorum et architectus

1 « Yendidimus autem totum conclave, hoc est lecticas, banchas et
lig-na quibus Camera} divisee erant, cuidam magistro de Petrasancta car-
pentario prò due. 14, sed solvit tantum 12 ». (Burchard, Diarium, ed.
Gennarelli, p. 39, édit. Thuasne, t. I, p. 72).
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