Archivio storico dell'arte — 4.1891

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NUOVI DOCUMENTI

ac commissarius noster super fabrica arcium qua? in
dieta provincia (Marchia Anconitana) sedificantur », e
gli accorda l'assegno considerevole di 25 ducati al mese.1

Graziadei Prata, di Brescia, è conosciuto dal suo
epitaffio conservato già nella chiesa di Santa Maria del
Popolo. « Gratiadeo Pratse architecto nobilissimo et
Pont. Max. in Vaticano sedes aliaque in urbe opera
arte egregia in cultum splendidiorem reddidit vix.
an. LX. m. VII. Ant. Prata lrar. apostolic. scriba patri
optimo ac. b. m. posuit. M. 1III. d. X. Kal. Aug.fl ».

Dal 1484 al 1494, Graziadei diresse differenti minuti
lavori al palazzo del Vaticano (M. 1484-1486, fol. xxii).2

Xel 1491 il totale de'suoi crediti si elevava alla
somma considerevole di 3000 ducati « prò fabrica et
edificio per eum in palatio apostolico factis ». Un breve
in data del '21 novembre dello stesso anno l'autorizza
a fare imputare questa somma sugli « introitus spiri-
tuales ex communibus et annatis beneficiorum ad Came-
ram pertinentes », di maniera che il credito fu estinto
nello spazio di cinque anni (A. S. V. Divers. 1491-1492,
fol. 24-25). Xel 1493 doveva avere ancora 2615 fiorini
(M. 1492-1494, fol. 61).

« Magister Alexander de Tibure, alias Tigulinus,
carpentarius », intraprende dal 1486 al 1490 una lunga
serie di lavori da falegname o da intagliatore in legno
al palazzo del Vaticano (« prò una finestra magna de
ligno nucis intartiata facta in sacristi a secreta S. X.
X. », etc.).

Xel 1488 egli era creditore della Camera Apostolica
di 192 ducati e 54 bolognini: « ratione certorum labo-
reriorum in palatio apostolico factorum»; nel 1492, di
568 ducati (Archivio di Stato, M. 1484-1486, ff. 183, 225,
226 v°, 267; M. 1487-1488, ff. 51, 51 v°, 93 v°. Archivio
Secreto Vaticano, Intr. et Exit. 1485, fol. 165 v°, 1487-
1488, fol. 130 et Divers. 1491-1492, fol. 130; — Intr. et
Exit. 1484-1485, ff. 208, 222).

Xel 1490 Alessandro di Tivoli lavorava al palazzo
del Vaticano (M. 1488-1490, fol. 226 v°).

Dal 1490 al 1497, « Alexander Tiburtinus archite-
ctus » teneva a pigione due case appartenenti al Capi-
tolo di San Pietro (Censuale del Capitolo di San Pietro,
1384-1485).

« Thomas Mattarazius architector » riceve nel 1491,
dal Capitolo di San Pietro, diverse somme « in fabri-
cam nostra? ecclesia; S. filasii de Pagnotta » (Cen-
suale del Capitolo di San Pietro al Vaticano, 1384-1485,
ad annum).

« Stephanus murator » chiude nel 1487 una finestra
del campanile della chiesa di Sant'Agostino, e « An-
tonina murator » lavora nel 1492 alle sepolture della
stessa chiesa.

1 Gualandi, Memorie originali italiane risguardanti le belle arti,
serie IV, p. 119. Cf. l'Archivio storico-artistico-archeologico e lette-
rario della città e provincia di Roma, t. IY, p. 18.

2 Forcella, Iscrizioni sepolcrali delle chiese di Roma. — Berto-
lotti, Artisti lombardi a Roma, t. I, p. 25, 26.

« Baldus lignifaber » consegna nel 1484 degli sga-
belli destinati al Papa (M. 1484-1486, fol. 17) e nel 1485
due aste di bandiere destinate al Capitano (Ibid., fol.
46 v°).

« Ciprianus carpentarius fiorentinus » eseguisce nel
1485 il « cathalecto novo mortoro » del convento di
Sant'Agostino (1474-1496, fol. 32 v°).

Questo convento occupa nel 1486 e nel 1489 « mre Luca
todesco fallegname », che fornisce la chiesa di « banchi
per la predicha per l'ommini e per le femmine » (A.
1474-1496, fol. 34, 46). Il convento occupa egualmente
nel 1491 « M° Jacomo Carpentario » e gli ordina « le
banchette per tenere le torci allo offitio di Romano »
(S. Agostino, 1474-1496, fol. 59 v°).

« Mag. Johannes de Stagio fiorentinus carpentarius »
lavora nel 1487 al catafalco della regina di Cipro
(M. 1486-1488, fol. 33 v°) e nel 1493-1494 al palazzo del
Vaticano e alle feste dell'incoronazione.

« Rainerus de Pisis carpentarius palatii » fa la sua ap-
parizione nel mese di settembre 1488 (Arch. Secr. Vat.,
Int. et Exit., 1488-1489, fol. 152 v°; 1491-1492, fol. 220 v°).

« Janinus carpentarius » lavora nel 1485 al palazzo
del Vaticano (A S. V., Int. et Exit., 1484-1485, fol. 218).

« Jacobus de Ferraria ingignerius in castro Sancti An-
geli » riceveva 6 fiorini al mese per sua provvisione
(Agosto 1485; M. 1485, fol. 104; gennaio 1489, M. 1488-
1490, fol. 3 v°, 17 v°, 47 v°, 6 v°, ecc.).

Presso a « Jacobus de Ferrara » un posto distinto deve
essere assegnato a « Johannes Duplessis (o Dupleis)
francigena de Villafranclia ingegnerius ». Questo perso-
naggio prendeva 8 fiorini di trattamento al mese (1487 ;
M. 1487-1488, fol. xxiv, e A. S. V., 1486-1487, fol. 267 v°).

« Magister Franciscus de Padua murator » lavorava
nel 1493-1494 alla costruzione della cittadella di Tivoli
(M. 1492-1494, fol. 82, 100).

Citiamo infine : « Lazaro muratore de Civitavecchia »
(1492; A. S. V. Divers. 1492-1495, fol. 48), « Jo. Do-
minicus Antonelli et Vincentius magri Antonelli de In-
comorio, muratores » che ritroveremo occupandoci della
città di Osimo (1493), « Magister Gasparinus civis pe-
rusinus, architector » (1485), «Magister Adam Arizoni,
de Mon ter egali et socii architectores », che restaurano
nel 1493 l'acquedotto di Terni.

L'impulso dato da Sisto IV ai lavori edilizi tu si
potente che molto tempo ancora continuò sotto il suo
successore Innocenzo Vili. 1

Xel 1485 noi troviamo tutta una serie di lavori in-
trapresi o continuati come appresso : 11 31 maggio il
tesoriere pontificio versa 100 fiorini a mastro « Bar-
tholomeus Philippi Lombardi in deductionem expensa-
rum stratse extra Portam Turrionis » (A. S. \., Intr.

1 I nostri documenti potranno essere raffrontati ad una iscrizione
pubblicata dal Forcella, Iscrizione delle chiese e d'altri edifizi di
I Roma, t. XIII, p. 86.
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