Archivio storico dell'arte — 4.1891

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

che stava già sul punto di raggiungere il mezzo mi-

lione.

Si è pure parlato della fondazione di un laboratorio
speciale che sarebbe destinato a fornire colori assolu-
tamente puri e durevoli. Una Commissione e stata no-
minata, con incarico di ricercare e raccogliere le an-
tiche tradizioni sulla fabbricazione dei colori, che si
trovano sparse per tutte le biblioteche.

Si è pure gettato un grido d'allarme relativamente
alle annuali esposizioni di Monaco di Baviera, nelle
quali si è voluto ravvisare un pericolo per la durata
della supremazia artistica della Francia. A scongiurare
tale pericolo si è raccomandato di migliorare senza posa
il Salon del Palazzo dell' Industria.

— Il monumento decretato a Giovanna D'Arco, che
deve sorgere di fronte alla casa dov'essa nacque a Dom-
remy, è stato affidato per la sua esecuzione allo scul-
tore signor Mercié. Egli ha intenzione di rappresentarla
in piedi, vestita del suo abito contadinesco, e con ai
piedi la conocchia abbandonata per sempre. A modello
sarà scelta una giovane del paese che presenti le qua-
lità della razza d'onde Giovanna discese. La statua sarà
in marmo, e il piedistallo, privo di qualsiasi ornamento,
sarà tagliato in granito dei Yosgi.

— Da un monumento straniero passiamo ad uno
nostro, a quello cioè decretato a Terenzio Mamiani qui
in Roma.

La Commissione esaminatrice del nuovo concorso
per questo monumento ha definitivamente scelto, per la
esecuzione, il bozzetto dello scultore signor Mauro Benini,
salvo lievi modificazioni da introdurvisi ancora. Ha poi
riconosciuto meritevole di ogni lode anche il bozzetto
dell'altro concorrente signor Adolfo Laurenti, facendo
voti perchè venga a questo accordato, pel suo lavoro,
un premio di mille lire.

Questi due bozzetti saranno esposti al pubblico nel
Palazzo delle Belle Arti pei primi otto giorni dell'anno
che sta per cominciare.

— In questo mese abbiamo avuto in Roma una ven-
dita artistica che ha raggiunto una importanza degna
dell'Hotel Druot di Parigi. Ne è stata oggetto una splen-
dida collezione di oggetti d'arte e di libri, raccolta dal
ginevrino signor Walter Fol, stabilitosi da gran tempo
in Italia, prima a Roma e poi a Spoleto, dove è morto,
e che era un appassionatissimo cultore d'arte e biblio-
filo. Quantunque moltissime belle cose egli avesse già
regalate ai pubblici Musei della sua città nativa, glie
ne rimanevano ancora tante da destare 1' ammirazione
di quanti eran chiamati a visitarle.

La vendita di questa raccolta attrasse una infinità
di amatori e di speculatori: gli incanti furono affolla-
tissimi e spinti ad elevatissimi prezzi. Oltre i libri, i
quadri, gli acquerelli, i bozzetti, figurarono a tal ven-
dita gioielli antichi, merletti, tappeti ed altre rarità. Sa-
rebbe impossibile far qui cenno dei capi più preziosi
andati in vendita, perchè numerosissimi. Il Fol era in-

telligentissimo e gli oggetti da lui raccolti eran di grande
valore. Con la morte di Walter Fol, l'arte ha perduto
un amatore intelligente.

— L'Accademia di San Luca ha pronunziato il suo
definitivo giudizio sull'ultimo concorso Poletti di archi-
tettura, al quale è annesso il premio di una pensione
di lire cento mensili durante un quadriennio. Ad una-
nimità di voti è stato giudicato vincitore il concorrente
presentatosi col motto Initium. Aperta la relativa busta,
si trovò esser questo il giovane architetto, studente nel
R. Istituto di Roma, signor Francesco Cirone, fioren-
tino. A questo egregio artista la mia cronaca augura di
cuore che tutta la sua futura carriera somigli al suo
Initium.

— A Torino si è chiusa la esposizione di architet-
tura con un atto che ha riscosso l'approvazione ed il
plauso di quanti amano sinceramente l'arte.

Il primo e più grande premio, la grande medaglia
d'oro del Re, è stato assegnato alle opere del compianto
Giuseppe Brentano, del vincitore del concorso interna-
zionale per la nuova facciata del Duomo di Milano, di
quell'artista che tante speranze faceva di sè concepire,
quando la morte, in questi giorni stessi or fa un anno,
venne a rapirlo nel suo maggior vigore e nel più forte
sviluppo del suo genio fecondo.

Speriamo che con lui non sia morta anche l'opera
sua, e che la facciata da lui ideata venga tradotta ad
effetto, vincendo tutte quelle basse invidie e quelle vie
gelose che, mancato lui, potrebbero contrariarne l'ese-
cuzione.

— Debbo chiudere con alcuni cenni necrologici,
ciascun dei quali, pur troppo, segna una perdita per
l'arte all'estero e presso di noi.

Eugenio Lami, il pittore delle eleganze, come veniva
chiamato, si è spento a Parigi in età di 91 anni: e
quantunque le sue tele fossero passate di moda (perchè
ora anche l'arte ha una moda) non per questo meno gli
intelligenti d'arte ne ammiravano l'ingegno. Il Carlo I
e l'Abdicazione di Maria Stuarda saranno sempre citati
come due lavori bellissimi. Ciò nonostante egli' aveva
avuto il coraggio di abbandonare il gran genere e si
era dato di preferenza all'acquerello ed all'illustrazione
di opere letterarie, nei quali lavori ebbe pochi rivali.
Questo genere d'arte, che pur richiede talento e non
poco, deve a lui l'essere stato fatto rifiorire, e l'avere
anche adesso dei coltivatori celebri, fra i quali basti
citare il Detaille.

Molto più giovane del Lami è morto, il venerdì 12
dicembre ultimo, in Londra, sir Edgardo Boehm, unghe-
rese d'origine, artista di gran fama e che aveva il ti-
tolo di scultore della Regina. È stato trovato morto im-
provvisamente nel suo studio dalla marchesa di Lorne,
principessa reale, figlia della regina Vittoria, che si
portava quivi per lavorare sotto la sua direzione.

Uno dei più ragguardevoli suoi lavori è la statua
colossale della sovrana d'Inghilterra, stata innalzata nel
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