Archivio storico dell'arte — 4.1891

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NECROLOGIA

EMILIO MAEOUCCT.

entre gli amici speravano per la sua forte fibra e la sana costitu-
zione di confortarsi per lunghi anni ancora nell'affettuosa amicizia
di lui, Emilio Marcucci, nel penultimo giorno del trascorso no-
vanta, improvvisamente cessava di vivere a Bibbiena, suo paese
natio.

Aveva soli 53 anni.

E in questo periodico per il quale aveva promesso di lavo-
rare e clie si augurava poter pubblicare di lui una memoria sul
Guasti, lunga promessa con più lunga e pur troppo vana attesa,
nessuno avrebbe creduto dovesse toccare a noi invece il triste
ufficio di commemorare lui, modesto e appassionato cultore del-
l'arte, così presto rapito a quei prediletti studi che formarono lo scopo precipuo della sua vita, e nei
quali, è giusto affermarlo, era riescito ad ottenere non facile riputazione di vero erudito.

Bisognava averlo conosciuto intimamente per comprendere tutta la sincerità della sua pas-
sione, tutto il caldo e giovanile entusiasmo che nelle questioni artistiche sapeva portare : e fu
forse questa passione che, unita ad una rara ed ammirevole indipendenza di carattere, contribuì
a farlo apparire qualche volta un po' più rude di quello che poi in fondo non si fosse o, per
dirla franca, poco pieghevole a certe esigenze e poco curante di certi riserbi che son oggi patri-
monio comune di chi specie voglia salir alto, costringendo la propria coscienza a transazioni o
a ripiegamenti. Uomo davvero prezioso in questa epoca che andrà celebre per restauri e demo-
lizioni fatte non sempre con sani e retti criteri d'arte; perdita gravissima in questi tempi nei
quali tutti pare fatalmente si sian dati la mano per contribuire alla dispersione o allo sciupìo
dell'artistico patrimonio di cui va ricca e rispettata la patria.

Dopo aver atteso i primi anni allo studio della botanica, si recò in Sardegna per l'incarico
avuto di studiarne la flora. Ma insieme alla botanica, o meglio, più della botanica perchè già
vinto dalla passione per l'arte, coll'arte amoreggiò e si die a fare ricerche e studi intorno alle
chiese dell'isola, mettendo insieme dei ricordi che nella sua modestia non volle mai pubblicati:
con quanto danno per gli studiosi è facile immaginare quando si pensi alla coscienza, alla pazienza
e all'amore che egli metteva sempre nei lavori suoi.

Tornato dalla Sardegna, la botanica lasciò addirittura per dedicarsi totalmente e definitiva-
mente agli studi storico-artistici e in special modo a quelli dell'arte medievale, nella quale, e per
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