Archivio storico dell'arte — 4.1891

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In fine nomineremo brevemente alcnni quadri delle scuole italiane posteriori. La collezione
contiene una grande quantità di lavori d'artisti eclettici, fra i quali alcuni grandi dipinti di
Galleria propriamente importanti e degni di speciale menzione. Primo di tutti un capolavoro
di Annibale Carracci, opera di una rara grandiosità di composizione e di gran forza di colo-
rito, rappresentante in figure di grandezza naturale la Visione di san Rocco: a destra è ingi-
nocchiato il santo con lo sguardo volto in alto alla Madonna col Bambino che scende verso
di lui stando su di una nuvola, sotto la quale si scorgono tre graziose teste d'angeli; a sinistra
c' ò il grande cane del santo con un pane in bocca. Il quadro si trovava prima nella collezione
del duca d'Orléans. 1 L'artista romano Carlo Maratta è rappresentato da un grande quadro di
Galleria proveniente dalla collezione del duca Marlborough in Blenheim Castle, del quale parlò
già il Waagen. 2 E una rappresentazione simbolica, in figure di grandezza naturale, del Trionfo
di Cristo sul peccato: la Madonna col Bambino in braccio, circondata da angeli, schiaccia il ser-
pente che sta sul mondo. Dalla collezione del duca di Litta in Milano proviene una Allegoria
dell'amore di G. C. Procaccini, dalla composizione sovraccarica, ma di ottimo colorito, il cui gruppo
principale fu riprodotto in incisione da P. Carolini. Un'opera di rara bellezza di quel pittore,
di solito sempre noioso, che è il Sassoferrato, ò una Crocifissione con la segnatura Giov. Batt.
Salvi px. Pure sotto ottimo aspetto ci si presenta Carlo Dolci nella mezza figura di una Santa
Caterina, opera tutt'altro che sdolcinata e di una forza eccezionale di colorito. Ai pittori natu-
ralisti nel senso più stretto della parola ci conduce una importante Adorazione dei pastori di
grandezza quasi naturale, un tondo di quell'artista che pur si deve annoverare fra gli italiani,
che è Giuseppe Ribera, il quale vi ò firmato col suo nome intero e la data 1630. Il suo scolaro
Salvator Rosa lo eguaglia pienamente per grandiosità, arditezza di modellazione, esecuzione e forza
di colorito in un quadro esistente in questa collezione e rappresentante in figure di grandezza
naturale V Uccisione di Abele. Due quadri ascritti al Domenichino, una Cleopatra ed un Giudizio
di Paride, non gli appartengono invece per niente, e tanto meno appartiene al Guercino il quadro
che gli viene attribuito rappresentante Ylncredulità di san Tommaso, che proviene dalla scuola
del Caravaggio.

Con ciò abbiamo finito di esaminare i più notevoli quadri italiani della collezione ; il gran
numero di essi mostra quanto importante sia questa raccolta anche per gli Italiani amatori del-
l'arte. Nel visitare la Germania essi non dovrebbero pertanto fare a meno di fare una gita ad
Amburgo, anche se non si trattasse che di studiare delle opere provenienti dalla loro patria; inoltre
è probabile che essi troveranno in questa collezione qualche altra opera che qui non è ancora
citata, giacché il gentile proprietario si adopera instancabilmente a completare e ad arricchire
la sua raccolta.

Fritz Harck.

1 Notice historique sur la Galerie du Palais Royal, 2 Waagen, op. cifc., voi. II, p. 41.

voi. I, incisione del Romanet.
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