Archivio storico dell'arte — 4.1891

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FIERAVANTE FIERA VANTI

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piere l'intera genealogia dei Fieravanti, sino ad Annibale ultimo « di questa veneratissima casa »
morto nel dicembre del 1779, decrepito. È vero che uscirono di lei altri ragguardevoli ingegni,
come il teologo Alessandro, i poeti Innocenzo ed Angelo Maria, il medico Leonardo, e Lodovico
valente predicatore; ma, oltre all'essere assai meno famosi, non si considerano in questo studio,
avendo, come si vede, i Fieravanti col secolo xvi lasciata quasi del tutto l'arte per la letteratura
e la filosofia.

Anzi le notizie sino ad ora esposte non si raccolsero se non per facilitare la ricerca clie
saranno per fare gli studiosi, e per chiarire alcune cose che dirò in appresso. Yengo, quindi,
senz'altro, a Fieravante.

II.

La prima notizia che si trova di lui, non è, per così dire, bolognese. In una lettera di
Iacopo dalla Quercia a Giovanni Ciechi operaio del duomo di Siena, scritta da Bologna il 4 lu-
glio 1428, si legge intorno a Fieravante: « Chostui fecie lo chastello di Braccio in Perugia».1
Un documento dell'Archivio criminale di Bologna ci mette in grado di stabilire il tempo in cui
Fieravante lavorava a Perugia.

Nel 1425 un calzolaio di nome Giovanni di Francesco denunziò al podestà di Bologna (Bat-
tista Capodiferro, romano) che maestro Fieravante di Rodolfo, abitante nella cappella di San Lo-
renzo di Porta Stiera, sette armi prima; ossia del 1418, commise a Cecchino Nannini bolognese
e ad Antonio di Nane di Castel Fiorentino di uccidergli la propria moglie Bettina di Alle e Ri-
naldo di Nicola bolognese che tutto induce a credere fosse l'amante di lei. Il luogo dove si trovava
Fieravante quando procurò la morte degli adulteri, che avvenne nel territorio perugino « in guardia
dicti oastrj Montonj », era appunto Castel Montone.

Comparve Fieravante, e negò di essere stato il mandante dell'orribile crimine ; affermò nulla
l'accusa, dicendo che non fu solennemente celebrata; mancando inoltre dell'anno, dell'indizione, del
mese e giorno, e mancando di testimoni. Contestò in fine al calzolaio Giovanni il diritto d'accusare. 2

Tutte queste proteste avrebbero fatta poca breccia nell'animo del podestà, se si fosse trattato
d'altr'uomo che di Fieravante. Ma già i potentati si servivano dell'opera sua, e già avea lavorato
per Braccio di Montone e lavorava pel legato. Così un secolo più tardi si perdonavano le gravi
« scapate » di Benvenuto Celimi !

Del resto, tutta Bologna attribuiva il delitto a Fieravante. Il podestà s'adoperò nullameno
alla sua salvezza pescando negli statuti una rubrica che salvasse in apparenza la giustizia e va-
lesse la libertà all'architetto bolognese. Trovò, infatti, una disposizione, la quale ammetteva che
trascorsi cinque anni non si poteva più procedere ne inquerire pel delitto di cui si era accusati!
Questa legge per tanti altri disgraziati, colpevoli di ben minori malefici, era stata lettera morta,
ma per Fieravante si chiuse un occhio e, magari, si chiusero tutti e due ! Così fu assoluto il
15 maggio 1425.

Intanto il processo fa sapere che Fieravante si trovava presso Braccio Fortebracci a Montone,
nel 1418. Quando e dove il famoso capitano di ventura avesse conosciuto l'architetto ed idraulico
bolognese è facile imaginare. Egli fu prima del 1418 parecchie volte a Bologna per rimanervi a
lungo. Nel 1410 tenne la città per Baldassarre Cossa divenuto papa Giovanni XXIII. Vi tornò
nel 1413 superando duri ostacoli in Romagna; vi fu anche e vi rimase con papa Giovanni nel
seguente anno. Del 1416 i Bolognesi si ribellarono alla Chiesa, e Braccio, venuto a parlamento
con Matteo da Canetolo ed Antonio Bentivoglio, finì col cedere loro diverse castella per ottanta-
duemila ducati, avuti i quali se ne tornò in Umbria. 3

1 Ardi, dell'opera del duomo di Siena. Libro dei do-
cumenti artistici, n. 65 — Documenti per la storia del-

l'arte senese raccolti ed illustrati dal dott. Gaetano Mila-

nesi, II, 144.

2 Archivio di Stato di Bologna - Archivio del Co-
mune - Curia del Podestà - Atti dell'anno 1424-25, nu-
mero 550, c. 97 recto e verso.

3 Pietro di Mattiolo, Cronaca bolognese, Bologna, 1885,
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