Archivio storico dell'arte — 4.1891

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IL TABERNACOLO CON NICCHIA PER LE ABLUZIONI

NELLA SAGRESTIA DELLA CHIESA DI S. NICCOLÒ DA TOLENTINO IN PRATO

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lavabo nel felice periodo dell'arte italiana del Rinasci-
mento acquistò molta importanza per le fortunate crea-
zioni artistiche alle quali servì di scopo. In questa serie
di opere merita di essere ricordata la graziosa terracotta
smaltata della sagrestia della chiesetta di San Niccolò
da Tolentino in Prato.

Era anticamente nel vecchio convento di Sant'Anna,
donde fu tolto quando andò del tutto trasformato, e a
dir vero, se è stato uua fortuna che si sia conservato,
non si può tacere che sia stato ricomposto con tutta
diligenza.

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Di modeste dimensioni (non raggiunge i 3 metri in
altezza), si distingue per la euritmia generale e per la
ricchezza raccolta con garbo in si picciolo spazio. Consta
di tre parti: del tabernacolo, della lunetta e del lavabo propriamente detto.

Il tabernacolo, come vedesi nell'unita illustrazione, è formato da una cornice architettonica
di due pilastrini sui quali gira un arco a tutto sesto. Nei pilastrini, spiccano sopra un fondo
azzurro dei graziosi ramoscelli e fogliami bianchi di forma avviticchiata, disposti attorno ad uno
stelo che si innalza da una piccola ara la quale posa sopra un trepiede; figure di satiri, uccelletti
e grifi si intrecciano coi rami ; a due terzi dell' altezza dello stelo pende da una maschera un
cartellino dalla cornice giallognola. Il cartellino del pilastrino destro porta la data ANNO 1520;
quello a sinistra la scritta:

AVERARDYS • ALAMANNI
I)E SALYIATIS FIERI FECIT .

L'arco a cornice gialla racchiude una grossa fascia di cordoni intrecciati con pallottole negli
interstizi. Su quest' arco un piccolo piedistallo sostiene un vaso dipinto di color violaceo con orli
di un verde giallastro e con anse verdi. Ai lati di questo, due puttini trattengono per ciascuna
parte una grossa e lunga ghirlanda che scende lungo la curva dell'arco e fiancheggia i pilastrini.
Verdi sono le foglie di queste ghirlande ; gialli, violacei e bruni i frutti e celesti i fiori con
certe capocchie brune e altre verde scuro.

La lunetta racchiude un bassorilievo, pure in terracotta smaltata, nel quale ò rappresentata
la Nostra Donna col Divin Figlio adorato da due angioli. Queste figure che risaltano sopra un
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