Archivio storico dell'arte — 4.1891

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D. GKOLI

e sotto questo rispetto meritano una particolare considerazione nella storia dell'arte. Quantunque
non si possa determinare la data degli affreschi, essa è però anteriore al 1527, nel qual anno
morì Maturino e Polidoro fuggì da Roma dove non rimise più piede. Il paesaggio, trattato già
abilmente da parecchi pittori, era però generalmente accessorio, destinato a servire di fondo alla
composizione storica, 1 mentre qui avviene il contrario : le macchiette si possono togliere senza
che i due quadri perdano nulla di essenziale. Il Vasari dice che nelle due storie colorite di
santa Maria Maddalena, come egli credeva, « sono i macchiati de' paesi fatti con somma grazia
e discrezione ; perchè Polidoro veramente lavorò i paesi e macchie d'alberi e sassi meglio d'ogni

PAESAGGIO CON STORIE DI SANTA CATERINA DI POLIDORO E MATURINO.

pittore».2 E gli affreschi confermano pienamente il giudizio del Vasari: sono infatti due pae-
saggi larghi e grandiosi, pieni d'aria e di luce, in cui le rupi scoscese, il corso e la caduta delle
acque, il denso fogliame degli alberi, le lontananze sfumate son trattate con mirabile abilità
tecnica e vivo e reale sentimento della natura. Gli edifici romani che adornano le due scene
fanno ripensare alle grandi composizioni di Claudio Lorenese, a cui queste senza dubbio non
dovevano essere ignote.

Ai due lati dell'altare sono due figure intere fortemente colorite rappresentanti la Madda-
lena da una parte, e santa Caterina da Siena dall'altra. Questa unione della Maddalena e di

1 Muntz, Hìstoire de l'art pendant la Renaissance. 2 Vasari, voi. V, p. 147.

Italie, JJàge d'or, p. 570.
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