Archivio storico dell'arte — 4.1891

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I). GrNOLI

altri per lui, abbia preso degli appunti imperfettamente sulla cappella, (lai primo errore (li cre-
dere che i due affreschi laterali rappresentassero storie della Maddalena, sarebbe nato il secondo
di trasportare lo sposalizio di santa Caterina dalla parete all'altare. Aggiungo che, se è possibile,
non mi pare però probabile che entro una piccola cappella fosse rappresentato due volte lo stesso
soggetto, ed anche colla stessa particolarità dell'esservi presente san Domenico. Mentre poi il
Vasari dice che l'Albertinelli rappresentò « santa Caterina da Siena che Cristo la sposa » (la
leggenda dello Sposalizio si riferisce invece a santa Caterina d'Alessandria) nella macchietta di
Polidoro troviamo appunto santa Caterina in abito domenicano. Tutto ciò mi fa credere ad una
confusione, assai facilmente spiegabile, del Yasari; tanto spiegabile che più tardi è caduto in un
errore simile anche il Nibby, citato nelle note al Yasari, nel suo Itinerario di Roma. Questi in-
fatti, invece dello sposalizio di santa Caterina, pone sull'altare una Maddalena di Mariotto, con-
fondendo il quadro di mezzo colle macchiette del paesaggio incontro a quello di santa Caterina.
Osservo ancora che le pitture della cappella sono divise in parti uguali fra santa Caterina e la
Maddalena, e nel quadro che si trova sull'altare (quantunque io ignori la ragione dell' esservi
anche san Michele e san Giovanni) abbiamo appunto quelle due sante ; mentre se rappresentasse

10 sposalizio di santa Caterina ne sarebbe esclusa la Maddalena. Inoltre, il quadro dell'Alberti-
nelli perchè sarebbe stato tolto dal posto per sostituitene un altro? La fama dell'Albertinelli,
ne' secoli scorsi e in Roma, non era assai grande. E se fu tolto l'originale per conservarlo in
'luogo più onorevole, dove è andato? Ne esiste alcuna memoria? Dalla chiesa stessa sono state
tolte, è vero, le due figure di san Pietro e san Paolo di fra Bartolomeo; ma ciò si spiega perchè

11 San Pietro era ritenuto opera di Raffaello, e sappiamo inoltre che furono tolte per abbellirne
il palazzo del Quirinale, e possiamo seguirle fuori del loro posto primitivo; ma di questo Spo-
salizio di santa Caterina dell'Albertinelli chi ne sa nulla?

Mi pare pertanto probabile che l'esistenza di questo quadro debba riporsi fra i tanti errori
del Yasari, e che il quadro della cappella abbia sempre rappresentato la Madonna con santa Ca-
terina e la Maddalena ed altri santi come al presente, e che il quadro che oggi vi si vede, di-
pinto da non so chi e restaurato quanto si voglia, sia ancora il quadro originale.

Da ultimo, è notevole nella cappella, e non è stato mai osservato, il pavimento formato di
formelle robbiane. Sono eleganti per disegno e intreccio di linee, e bellissime per armonia e vi-
vezza di tinte. Abbiamo in esse le palle medicee, l'anello colle tre penne, la punta di diamante,
il troncone : le imprese, in fine, di casa Medici. Ciò dà al pavimento una maggiore importanza,
poiché è evidente che le formelle non furono fatte per la cappella, ma pel Yaticano, e che il
buon frate se le fece dare dal papa. Che non fossero fatte per la cappella è dimostrato anche
da un fatto di materiale evidenza: alcune formelle rappresentano nell'intera superficie il diamante
che si eleva come una piramide; ma la punta di essa, che in alcune formelle è nel mezzo, in
altre piega verso un lato e in altre anche più, tanto da toccar l'orlo: 1 ciò è diretto ad ottenere
un effetto prospettico pel quale si richiede un'estensione di pavimento assai maggiore che non
sia l'area della piccola cappella di fra Mariano, dove infatti quelle formelle son messe a caso,
senza alcun riguardo alla prospettiva ; anzi, non si è avuto riguardo nel collocarle neppure alla
parte in cui cade l'ombra, e perfino ci si son messi in mezzo dei pezzi di formelle. Queste son
dunque avanzo di un pavimento che probabilmente è quello delle Loggie, che Raffaello fece fare
da Luca Della Robbia il giovine; il che avrebbe una singolare importanza, poiché quel pavimento,
in gran parte consumato dall'uso, fu sostituito, sotto il pontificato di Pio IX, dal pavimento ora
esistente a marmo bianco e bigio, che colla sua tinta fredda stona maledettamente colle tinte
vive e calde degli ornati e delle storie. Ma trenta o quarant'anni fa non si badava a queste
cose, e si chiamava benemerito chi mettesse un bel pavimento nuovo e lustro in luogo d'uno
antico e consumato. Le formelle del vecchio pavimento delle Loggie andarono perdute, sicché
oggi che, con lodevole pensiero, si vorrebbero rifare i pavimenti antichi così nelle sale Borgia
come nelle Loggie, mancano per queste ultime gli elementi a ricostituirlo. Fra Mariano potrebbe

1 Nella parte di pavimento che si dà riprodotta, le formelle colla punta di diamante son tutte uguali.
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