Archivio storico dell'arte — 4.1891

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NUOVI DOCUMENTI

«Item prò una taxa argenti deaurata et esmaltata,
prò eodem domino nostro papa, in qua positum fuit crus
saneti Bartholomei, ponderis CXLYII marcharum, ad ra-
tionem IX florenorum de camera prò marcha qualibet,
valent IIII0 XXIII fior.

« Item prò uno repositorio de corio prò mittra do-
mini nostri pape, IIII fior, camere.

«Item prò alio repositorio de corio cujusdam idrie
prò camera domini nostri pape, VI fior, camere.

«Item prò uno repositorio corii prò relogio ipsius
domini nostri pape III fior, camere. Stimma omnium pre-
minorum solutorum dicto Johanni Baroncelli, quam re-
cepit manualiter, prout in magno libro latius est expres-
sum, per manus Thome Monis predicti, de mandato etc.
ut supra, est VII'' LXXIIII fior, camere, III s., VI d.
monete avinion. ». (R. 324, fol. 106 y°).

Le principali opere artistiche d'Urbano A" a Roma
furono: 1° il restauro del palazzo e delle basiliche La-
terana e Vaticana; 2° la decorazione di due cappelle,
che il Giottino, Giovanni da Milano, Angelo Gaddi
ed altri artisti celebri decorarono di pitture murali
nel 1369;1 3° l'esecuzione del ciborio destinato a con-
tenere il capo di san Pietro e di san Paolo. '2

Fin dall'11 aprile 1365, il papa incaricò il cardinale
de Iloellet di far tagliare dall'abate di San Paolo degli
alberi nelle foreste della Massa Trabaria pel restauro
delle basiliche di Roma. :ì II Petrarca ha esagerato lo
stato delle rovine del Laterano, oppure la basilica era
stata restaurata. Certo è, che, 1' indomani del suo ar-
rivo, Urbano V potè annunziarvi la concessione delle
indulgenze.

I lavori eseguiti al palazzo e alla basilica Laterana4
sono stati accuratamente messi in luce da M. Georges
Rohault de Fleury, e non è qui luogo da tornarvi sopra.
Si sa che l'architetto al quale Urbano V affidò il restauro
della basilica Laterana èra un Senese per nome Giovanni
di Stefano:5 questo maestro era segnalato tra i più abili
del suo tempo; nel 1375 gli fu dato il posto tanto de-
siderato di « capomaestro » dell'opera del duomo d'Or-
vieto. c

II palazzo e la basilica Vaticana profittarono anche
essi della liberalità intelligente del papa. « Palatium

1 Vedi negli Archives des Arts, t. I, p. 1 e segg., che ho pub-
blicati nel 1890, la nota dei pittori. Cf. la Storia della Pittura '» Italia
di Cavalcaseli^ e Crowe, t. II, p. 102-104, 127-12, e nel Tesoro della
basilica di San Pietro in Vaticano, che ho pubblicato col Frothingham,
(Roma, 1883, p. 13-14) la nota di diversi scultori, architetti e pittori
impiegati dal papa nella stessa epoca.

2 Vedi Gregorovios, Storia della città di Roma, e il mio studio su
Giovanni di Bartolo da Siena, orafo della corte di Avignone nel xiv se-
colo (Archivio storico italiano, 1888, fase. IY).

3 Reumont, Geschichte der Stadt Boni, t. II, p. 1003-1004.

4 Le Latran au moyen-àge, p. 220-226. Cf. Severano, Memorie sagre
delle sette Chiese, t. I, p. 520-521, 528, e Rasponi, p. 31.

5 Gaye, Carteggio inedito, t. I, p. 74, 75.

(l Della Valle, Storia del duomo di Orvieto, p. 117, 28G, 382; Luzi,

Il duomo di Orvieto, p. 375 e seg. ; e Milanesi, Documenti per la storia
dell'Arte senese, t. I, p. 2(14, 272, 273, 27C>, 330, t. Ili, p. 279.

Vaticanum Urbanus V, urbis Leonianee muris restitutis
auxit », dice Panvinio. Continuando l'opera del suo pre-
decessore Innocenzo VI, egli fece restaurare il campa-
nile, e lo fornì di nuove campane, 1 abbellì i giardini, e
fece eseguire le pitture di cui poco fa si è parlato.

Il personaggio di cui Urbano V2 si servì per dirigere
i lavori del palazzo Apostolico fu Gancelin de Pradalhe,
« scriptor penitentiariee », decorato per la circostanza
del titolo di « director operum palatii domini nostri
Romae » e arrivato più tardi, nel 1370, alle funzioni di
« A ice-thesaurarius ». Io ho nominato in un precedente
lavoro i considerevoli versamenti, qualche volta non meno
di mille fiorini a un tratto, fatti nelle sue mani.

1368, 28 ottobre. « Die xxviti mensis predicti soluti
et traditi fuerunt in Roma, domino nostro papa tunc
ibidem residente, domino Gancelino de Pradello, dire-
ctori operum palacii domini nostri pape in Roma, prò
operibus factis fieri et faciendis per eum in dicto pala-
cio, de quibus debet Camere apostolico computare, in-
cluse IIc fior, sibi traditis die xxim hujus mensis proxime
preteriti, qui iIla die non fuerunt positi neque scripti
in expensis et ideo ponuntur hic, ista die xxvm hujus
mensis, cura summa Vc fior, in expensis ipso manualiter
recipiente, per manus, nomine, vice quibus supra pro-
xime, ATIIc fior. Camere ». (R. 324, fol. 143 v°).

1368, 9 luglio. « Die ix mensis Julii soluti fuerunt
in A7iterbio de mandato domini nostri pape, ibidem tunc
existentis, Johanni de Grandimonte, Antonio de Fonte-
naco domini nostri pape cursoribus, [et] fratri Guillelmo
pererio converso ordinis predicatorum, qui mittuntur Ro-
mani per ipsum dominimi nostrum papam prò operibus
palacii ejusdem dirigendis, prò expensis ipsorum et unius
famuli qui debet reducere tres equos palefrenarie ra-
tionis domini nostri pape, predicto Johanne de Grandi-
monte prò se et aliis recipiente, per manus prefati Thome
de mandato, etc., ut supra, III fior. Camere » (R. 324,
fol. 104 v°).

I due documenti seguenti daranno un'idea del lusso
Spiegato nel campo dei ricami e dell'oreficeria, e al tempo
stesso ci rivelano il soggiorno in Roma del celebre ri-
camàtore avignonese Guglielmo de Frezenches.

1364, 11 gennaio. « De mandato domini Thesaurarii
Guglielmo de Frezenchis brondario de Avinione prò uno
penone de syndone ad arma domini Pape et Ecclesie, prò
portando in galea sive ligno, cum qua seu quo portantur
vina domini nostri pape apud Cornetum sive Romani,
recipiente prò eo Imperto Marini, servienti armorum do-
mini pape, conductoris dictorum vinorum, IIII fior. . . .
VI solid. ». (R. 327, fol. 85 v°).

1 De septem Ecclesiis urbis, p. 48. Cf. Bonanni, Templi Vaticani
Ristorici; e Miqnanti, t. I, p. 345. — 1370, 5 giugno. « Iohannes de Cin-
ciis cancellarius Urbis de expensis factis. . . . per ipsum in vinea et
piscaria dni papa» juxta palatium absolvitur.... ». (Tiieiner, t. II, p. 473.
Cf. p. 430).

2 Le Pape Urbain V, p. 5.
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