Archivio storico dell'arte — 4.1891

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facsimile
RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

e Pietro da Eusto ebbero l'incarico per ordinerei re
di Francia di far le opere occorrenti per ampliare e
fortificare Milano (incarico che non si sa positivamente
se sia stato mandato ad esecuzione), fino all'anno 1548
in cui fu data mano ai bastioni che in gran parte ancor
si conservano; ed è, come dice il chiarissimo autore,
un documento importante per la storia delle fortifica-
zioni di Milano, che dovranno un po' alla volta scom-
parire per lasciare libero campo all'espansione della
città.

N. B.

Giuseppe Biadego — Di Giambettino Cignaroli, pittore
veronese. Notizie e documenti. — Venezia, Visen-
tini, 1890.

A seguito delle diligenti notizie intorno a Giambet-

o o

tino Cignaroli, pittore veronese, ch'ebbe fama straordi-
naria al suo tempo, l'A. ha pubblicato la postilla che
quegli appose al libro di Bartolomeo dal Pozzo, Vite
dei pittori, scultori e architetti veronesi (Yerona, 1718),
alcune delle quali tornano di grande utilità, perchè sono
il frutto di esperienze e di ricerche. Siamo grati all'A.
che ci ha fornito il modo di giovarci di quelle postille,
col riprodurle nella loro integrità, per il primo, dal libro
conservato nell'Accademia di belle arti di Yerona.

Importanti sono pure le lettere di Giambettino Ci-
gnaroli all'abate Innocenzo Frugoni, tratte dall'Archi-
vio della R. Accademia di belle arti in Parma. Fra esse
vi è pur quella intorno al colorire, già edita da Pietro
Martini, che rivela il pensiero del Cignaroli sui grandi
maestri del Cinquecento. E così questa pubblicazione,
benché abbia a soggetto un pittore che i moderni hanno
quasi dimenticato, riescirà certamente gradita agli stu-
diosi. 0. M.

Luca Beltrami—Un disegno originale dei progetto delie
fortificazioni di Milano, nella prima metà del se-
colo XVI. — Milano, 1890.

L'A. presenta il facsimile d'un disegno originale
delle fortificazioni di Milano, le quali poscia, cioè nel-
l'ottobre del 1548, furono iniziate dal governatore spa-
gnuolo Ferrante Gonzaga. Notando l'A. alcuni divarii
tra le misure del disegno e quelle delle parti corri-
spondenti ancora intatte nella linea attuale dei bastioni,
e considerando pure che nel disegno è indicata la for-
tificazione della Tenaglia, che fu appunto demolita
quando si imprese l'opera de' bastioni stessi, dimostra
come il disegno deva considerarsi un progetto piuttosto
che un rilievo.

Nella descrizione chiara ed accuratissima di esso,
l'A. si ferma specialmente a considerare quella parte
della fortificazione che portò il nome di Tenaglia, di
cui non era finora conosciuto nessun altro monumento
grafico, e fa giustamente osservare che essa, rappre-
sentando, com'è ragionevole supporre, il lavoro di for-
tificazione compiuto nel 1527 da Cesare Cesariano per
incarico del governatore Ludovico Barbiano di Bei-
gioioso, viene a provare come il Cesariano abbia, fin
da quell'epoca, applicato un sistema di difesa (il si-
stema poligonale) che generalmente si crede introdotto
molto più tardi, e di cui si attribuisce il merito ad in-
gegneri stranieri.

Il facsimile del* progetto, donato recentemente al
Museo archeologico di Milano, appartiene certamente,
come all'erma l'A., a quel periodo di tempo che corre
dall'anno 1521, in cui gl'ingegneri Michele d'Abbiate

Dott. Giuseppe Taormina — Saggi e note di letteratura

e d'arte. — Girgenti, 1890.

I saggi e le note d'arte sono in questo volume assai
scarsi e di scarso merito. Quello su Pietro Aretino e
Tiziano non può dirsi un vero e proprio scritto d'arte,
ed è il migliore, per ciò che vi sono abbastanza bene
raccolte tutte le notizie riguardanti i rapporti passati
fra il letterato e l'artista. Ma che cosa aggiunge di nuovo
a tutto ciò che si conosceva intorno all'argomento spe-
cialmente dall'opera dei signori Cavalcaselle e Crowe
e dagli scritti del Luzio? Nulla.

Alquanto interessante è la nota intorno a Mariano
Smiriglio e Pietro Novelli, architetti del Senato di Pa-
lermo, per ciò che l'A. rettifica l'inesattezza in cui era
caduto Agostino Gallo nell'Elogio di Pietro Novelli, scri-
vendo che al Monrealese era stata dal Senato di Pa-
lermo conferita la carica di architetto della città ai 21 di
settembre del 1642, mentre da un atto del Senato dei
20 di settembre del 1636, pubblicato per la prima volta,
credo, dal nostro A., apparisce come appunto a que-
st'epoca debba riferirsi quel conferimento ; dopo cioè
che Mariano Smiriglio aveva tenuto la stessa carica
dal 1602 al 1636. Nota quindi l'A. che a Mariano Smi-
riglio ed a Pietro Novelli devesi la decorazione della
bella Porta Felice, di cui era stata posta la prima pie-
tra dal viceré Marcantonio Colonna già fin dalli 6 di
luglio del 1582. Anche in questa nota devesi far l'ap-
punto che l'A., riportando il documento accennato, s'è
dimenticato di indicare donde l'abbia tratto.

Yeramente inutile è il Saggio intorno alia Galatea
dell'Albani ed al suo restauratore siciliano; dirò anzi
di più, che l'A. mostra di avere ben poca conoscenza \
dei capolavori della pittura del nostro Rinascimento,
se con tanto entusiasmo parla d'un mediocre dipinto
dell'Albani, come se fosse una gemma dell'arte nostra.
Sarebbe stato assai meglio che tanto lirismo e tanta
rettorica fossero stati impiegati per soggetto più impor-
tante.

Loda il sig. Taormina con grande calore il restauro
fatto al quadro dai fratelli Lo Forte, pittori siciliani
di qualche merito, che, sórti dall'Accademia, dell'inse-
gnamento accademico non hanno avuto la forza di sba-
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