Archivio storico dell'arte — 4.1891

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RECENSIONI E CENNT BIBLIOGRAFICI

razzarsi; e loda questo restauro anche per ciò che gli
accennati pittori seppero interpretare l'arte dell'Albani
nelle parti mancanti del quadro. Errore gravissimo, per
il quale pur troppo anche molti fra i capolavori della
pittura furono riprovevolmente sciupati.

Poiché gli avanzi originali, anche se pochi, d'un'opera
d'arte, parlano alla mente ed al cuore assai meglio che
tutte le interpretazioni più o meno ingegnose dell'opera
stessa; ne d'altra parte è lecito che un artista qual-
siasi ponga le mani sulle produzioni del genio di altri
artisti e voglia rifare quanto il tempo ha irremissibil-
mente distrutto. I restauri ai monumenti devono inten-
dersi solo come semplici riparazioni atte a conservare
nel miglior modo possibile quel che di essi rimane.

Intorno ai saggi ed alle note letterarie pubblicate
dal dott. Taormina nello stesso volume di cui discor-
riamo, non dobbiamo occuparci in questo periodico; ci
sembrano però ben povera cosa.

N. B.

Diego Zannandreis. — Le vite dei pittori, scultori e ar-
chitetti veronesi pubblicate e corredate di prefazione
e di due indici da Giuseppe Biadego. — Verona,
G. Franchini, 1891.

L'editore dell'opera sin qui inedita del Zannandreis,
umile agente di una drogheria, ha reso un utile servi-
zio agli studiosi della storia dell'arte veronese, perchè
ignote sono oggidì alcune delle fonti storiche a cui ri-
corse l'autore, e perchè un grande amore per le patrie
memorie presiede alla raccolta. 11 droghiere, lasciate
le scatole di pepe e di noce moscata, s'industriava a
leggere iscrizioni di monumenti, a fare spogli di una
libreria d'arte, a far tesoro delle postille del Cignaroli
alle Vite dei pittori del conte Bartolomeo Dal Pozzo, a
frugare negli archivi. Yisse il Zannandreis dal 1768
al 1836, modestissimo, come lo prova una sua lettera
diretta al dotto storico veronese abate Giuseppe Yen-
turi, in cui, dopo avergli fornita copia di alcune iscri-
zioni, lo pregava di fargli la somma grazia di non mai
pubblicare il suo nomo. Tanto si desume dalle notizie
preliminari dell'operoso bibliotecario Giuseppe Biadego,
che ricercò con diligenza le notizie biografiche dello
scrittore e le fonti a cui attinse. Avremmo desiderato
che il benemerito editore avesse anche arricchito di
commenti l'opera dello Zannandreis, specialmente per
mettere in evidenza quanto di nuovo essa racchiude
per i cultori della storia artistica. Ad ogni modo, an-
che senza i commenti, l'utilità della pubblicazione è
indiscutibile. Allo stato presente della scienza storica,
in particolare per gli antichi artisti, v'è poco da rica-
vare dalle notizie dello Zannandreis. Esse rappresentano
bene pero lo strato in cui la nuova critica ha innal-
zato i suoi edifici.

O. M.

Luca Beltrami. — Il codice di Leonardo da Vinci nella
Biblioteca del principe Trivulzio in Milano trascritto
ed annotato. Riprodotto in 94 tavole eliografiche da
Angelo Della Croce. — ^Milano, mcccxci, Fratelli
Dumolard, editori.

Il codicetto trivulziano, il libro X della donazione
Arconati, è stato pubblicato dal Beltrami col metodo
usato dal Ravaisson-Mollien per i manoscritti leonar-
deschi della Biblioteca dell'Istituto di Parigi. Il Govi,
discorrendo di questo codice, lo trovava « assai pre-
zioso poiché in moltissimi de' suoi foglietti si leggono
lunghe serie di vocaboli in apparenza disordinati, nei
quali si vede però apparecchiata la materia per un vo-
cabolario della lingua volgare ». E il Beltrami os-
serva che ben di rado fra i vocaboli successivi si pre-
senta un nesso, e quando questo si presenta, consiste
nella sinonimia dei vocaboli. Oltre i lunghi elenchi, il
codice mostra note e disegni appartenenti a svariati
rami della scienza, ed ha un particolare aggruppamento
di disegni relativi alla costruzione delle cupole ed uno
sviluppo di note relative alla fusione delle bombarde.
Quelli relativi alle cupole sono assai importanti, perchè
rivelano ancora più il genio architettonico di Leonardo.
La pubblicazione è fatta ottimamente, con matematica
precisione.

0. M.

Gaetano Filangieri. — Documenti per la storia, le arti
e le industrie delle Provincie napoletane. — Napoli,
tip. dell'Accademia Reale delle Scienze, mdcccxci,
voi. Y.

E noto comunemente come la pubblicazione del prin-
cipe Filangieri sia un utile repertorio agli studiosi della
\

storia artistica. E un indice di documenti, di notizie
storiche e artistiche, riflettenti le provincie napoletane,
fatto con la maggiore diligenza, con le più ampie e
minuziose ricerche. Epperciò il 5° volume della gran-
diosa serie avrà, come già l'ebbero gli altri volumi, le
più liete accoglienze. L'Archivio storico, mentre s'inchina
al benemerito cultore della storia artistica, deve però
osservare che alcune notizie, quelle specialmente che
non riguardano direttamente le cose napoletane, sono
talora attinte da fonti poco schiette. Non vi è, ad esempio,
nel Campidoglio un quadro del Botticelli, come l'A. sup-
pone ; ma quello che a questo autore è attribuito, ap-
partiene a un debole seguace del Ghirlandaio. Così non
ci sembra proprio di una pubblicazione della specie di
questa il dare i caratteri particolari dell'uno o dell'altro
artista, e il darli in una forma che non riassume gli
studi analitici odierni. I caratteri del Botticelli sono
ad esempio così indicati: «bella espressione; notevoli
invenzioni; colorito e disegno di grande elevatezza;
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