Archivio storico dell'arte — 4.1891

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CRONACA ARTISTIC

SOMMARIO. — Cartoni delle tappezzerie del Vaticano ordinate da
Leon X — Quadri partiti da Roma per l'Esposizione di Belle
Arti a Berlino e a Londra — Cronologia delle opere di Meisso-
nier — Morte dei pittori Carlo Chaplin e Vincenzo Van Gogh.

Nel padiglione Lefuel, al Louvre, sono esposti sette
cartoni provenienti dalla successione Lukhmanoff.

Quei cartoni, che ci presentano i soggetti delle ce-
lebri tappezzerie del Yaticano ordinate da Leone X a
Raffaello, sono dipinti a color vegetale, direttamente
sulla tela, con un processo di vera e propria extempora,
in cui qualunque ritocco diviene visibile. La paternità
ne è vivamente discussa dagli artisti e dai conoscitori
che visitano il Louvre, nè può decidersi ancora se ve-
ramente debbano attribuirsi a Raffaello. Di questa opi-
nione affermativa sono i pittori Machard e Benjamin
Constant, lo scultore Godebski, e, quantunque con meno
risolutezza, il Roty.

In Russia, donde vengono quelle opere, una Memoria
dello Schevyseff, professore all'Università moscovita, ap-
poggia l'autenticità anche citando il Vasari. D'accordo
è pure il Christianoff, professore dell'Accademia di belle
arti a Pietroburgo.

TJno degli alti funzionari dei Gobelins, che per 1' uf-
ficio suo, ha una special competenza in materia di tap-
pezzeria, assevera non potersi ammettere il dubbio.
Dice che quei cartoni sono dipinti a cinque soli co-
lori, mentre i cartoni esistenti a Londra, e che son
serviti certamente di modello alle tappezzerie famose,

hanno sette colori; ora Raffaello non ne ha mai ado-

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perati più di cinque nel dipingere a color vegetale. E
dunque difficile ammettere che i cartoni ora esposti al
Louvre sieno semplici copie delle tappezzerie vaticane ;
tanto più che un copista, secondo il parere del compe-
tente personaggio, avrebbe certamente copiato pure le
incorniciature che sono di grande importanza e forman
corpo col resto del lavoro.

Tutto sommato sembra doversi dire che le figure,
spesso inabilmente ritoccate, sono alcune di mano del
maestro, altre di mano de' suoi allievi, ma eseguite sotto
la sua direzione.

E probabile che il Museo del Louvre non voglia pri-

Archivio storico dell' Arte - Anno IV, Fase. II.

1 CONTEMPORANEA

varsi dei cartoni esposti ora in una delle sue sale, e li
acquisti.

Da Roma son partite molte opere d'arte, che spe-
riamo ci facciano onore all'esposizione di Berlino. Ab-
biamo potuto vederne alcune e ne diamo notizia.

Guglielmo De Sanctis ha inviato un quadro di figure
grandi al vero, che rappresenta Donna Olimpia Pam-
phily nell'atto di congedare il cardinale Astalli, dan-
dogli dei brevi firmati e bollati, alla presenza del co-
gnato pontefice, il quale, scontento, ma incapace di
resistere alla tirannia domestica di Olimpia, se ne sta
silenzioso guardando altrove. Il papa e la leggendaria
signora siedono alla medesima scrivania; le loro fisono-
mie, e sin anco le particolarità dei loro costumi, sono
prese dai ritratti che si vedono nella Galleria Doria. E
inutile rammentare che il ritratto d'Innocenzo X è ap-
punto la celebre opera del Yelasquez che costituisce
uno dei maggiori ornamenti di quella Pinacoteca.

Mario De Maria ha spedito a Berlino due quadri,
uno dei quali, a quel che ci si è detto, rappresenta una
scena monastica all'aria aperta, anzi al sole, e, tecnica-
mente parlando, è un ardito studio di « bianchi ». L'altro
quadro figura la caccia d'un centauro ; ne abbiamo udito
tesser l'elogio. Anche di un grande acquerello mandato
da Augusto Corelli, l'autore di Povera Maria, abbiamo
sentito parlare con favore.

Di Raimondo Pontecorvo è partito un notevole pae-
saggio. È una tela d'ampiezza discreta, quasi quadrata ;
la parte superiore, circa due terzi, è occupata da un
cielo al tramonto ; la parte inferiore è una striscia di
mare, cui limita al primo piano la gittata d'un porto mezzo
abbandonato. Due figurine di donna guardano dalla sco-
gliera artificiale verso una fila di barche pescherecce, di
cui le vele azzurreggiano appena sul fondo imporporato.

Arnaldo Ferraguti ha mandato a Berlino un quadro
di vaste dimensioni, dal titolo La vanga, che rappre-
senta una torma di contadini occupati a dissodare il
terreno. La scena si suppone avvenga sotto un sole mat-
tutino in cima a un colle.

Per l'esposizione di Londra son partiti sette quadri
della signora Francesca Sindici Stuart.

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