Archivio storico dell'arte — 4.1891

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

Da un articolo di Luigi Gronse, pubblicato nella Ga-
zette des beaux arts,\togliamo questa specie di stato di
servizio'del celebre pittore che la Francia ha recente-
mente perduto, il Meissonier.

Nato nel 1815 a Lione, a vent'anni mandò al Salon
il suo primo quadro: Borghesi fiamminghi, composizione
di tre figure. L'anno appresso si mise a illustrare la
Bibbia per l'editore Curmer. Nel 1836 esponeva al Salon
I giuocatori di scacchi, e venivano in seguito i quadri
ormai famosi, come II pittore nel suo studio, Il contrab-
bassista, Soldati al corpo di guardia e parecchi altri.
Intanto eseguiva i disegni Paolo e Virginia e La ca-
panna indiana. A quarantanove anni raggiunge il colmo
della sua carriera esponendo La rissa e La battaglia
di Solferino. Poi comincia il ciclo napoleonico, di cui
fanno parte i rinomati quadri che s'intitolano 1807,
1814 e Viva l'imperatore ! Egli non volle mai disfarsi
di due tele che considerava come le sue opere più per-
fette, L'acquafortista e L'attesa, da lui legate al Louvre
per esser poste accanto alla Battaglia di Solferino, che
è forse il più perfetto de' suoi quadri militari.

Un' altra recentissima perdita della Francia è la

morte del pittore Carlo Chaplin, avvenuta il 30 gennaio.
Figlio d'un inglese e d'una normanna, ottenne la grande
naturalizzazione francese nel 1887. Nacque in Andelys,
piccola città sulla Senna, patria del Poussin, 1' 8 giu-
gno 1825.

E poiché ci troviamo nei cenni necrologici, ricor-
diamo pure la morte del pittore Vincenzo Yan Gogh,
avvenuta a Parigi nello scorso mese, mentre i suoi ul-
timi lavori si vedevano alla mostra degl' Indipendenti,
esposizioncina in qualche modo simile alla nostra In
arte libertas. Il Yan Grogh, quantunque ancora giovane,
aveva già mutato tre volte la direzione della propria
vita. D'origine olandese, era stato impiegato insieme col
fratello nella casa Groupil ; poi, lasciato il commercio,
s'era dato agli studi teologici ed aveva cominciato a
predicare. Disgustatosi presto del pergamo, tentò la
cattedra, e infatti visse alcun tempo in Inghilterra dando
lezioni. Al suo ritorno in Parigi finalmente si dedicò
alla pittura. I suoi maestri preferiti furono il liembrandt,
il Delacroix, il Millet, dei quali lascia ragguardevoli
copie o interpretazioni pittoriche.

U.
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