Archivio storico dell'arte — 4.1891

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MISCELLANEA

dorso. Come nel Crocifisso di legno del Museo di Cluny
le orecchie sono sporgenti. La barba è corta, folta e
tagliata in tondo, ciò che non è conforme alla tradi-
zione, che la biforca. Gli occhi aperti indicano che il
Cristo è vivente; non è il momento dell'agonia in cui
la testa s' illanguidisce. Yi è là evidentemente un' in-
tenzione simbolica e l'artista non ha mirato al realismo.
Per meglio esprimere che vedono ancora, li ha fatti
prominenti, effetto che nel medio evo si otteneva spesso

« Dal xiii secolo, in conseguenza di discussioni già
aperte anteriormente e definitive allora, i due piedi fu-
rono incrociati e attaccati con un solo chiodo. Si decise
che tre chiodi soltanto eran stati impiegati nella cro-
cifissione. Ma la croce di M. Labarte (di cui gli An-
nales danno una stampa) è della fine del xii secolo o
dei primi anni del xiii. Non si credeva più ai quattro
chiodi, ma bensì ai tre. Ma non era stato ancora adot-
tato il partito di sovrapporre i piedi, ed era impossi-

CAPITELLO DEL MONUMENTO DEL CARD. FORTEGUEKRI.

con l'aiuto di due goccie di smalto. Le braccia sono
quasi orizzontali, perchè devono abbracciare il mondo
intero nella loro caritatevole stretta. Due chiodi forano
le mani. Il petto è ammaccato e si sentono le coste
sotto la carne, dimagrata per le fatiche e i dolori della
passione. Il gonnellino discende dalla vita ai ginocchi.
Aggruppato in avanti e rialzato dalle parti, forma ca-
dendo delle pieghe graziose : un gallone lo rialza. Questa
maniera di coprire la nudità, che si è sostituita alla
veste, costituisce un segno caratteristico dell'epoca che
apparisce anche nel chiodo con cui termina. Didron fa-
ceva osservare, fin dal 1845, che la crocifissione a quat-
tro chiodi è la più antica e che prima di modificare
definitivamente questo tipo e ridurre i chiodi a tre, vi
e stata qualche esitazione; non osando forare i piedi
con un sol chiodo, si conficcò il terzo chiodo nel so-
stegno sul quale essi si appoggiavano.

bile, senza questo modo, di attaccare i due piedi con
un chiodo solo. Per togliere questa difficoltà il chiodo
fu ficcato sulla tavoletta su cui posano i piedi, e non
sui piedi stessi : espediente ingegnoso e che non manca
d'interesse.... D'altronde, i chiodi servivano a fissare il
Salvatore sulla croce: i piedi, appoggiati sur una ta-
voletta, non avevano dunque troppo bisogno di essere
ancora attaccati con uno o due chiodi » {Annal. Arch.,
t. Ili, p. 361).

Intanto si può, per questo uso, risalire anche un
po' più alto.

Il celebre Crocifisso d'avorio del Museo di Madrid,
che porta il nome del re Ferdinando e della regina
Sancha, appartiene alla prima metà dell'xi secolo. L'in-
cisione ne è stata data dal Magasin pittoresque, 1870,
pp. 380 e 381. Ora le mani sono fermate sulla croce
da due chiodi, i piedi, traforati, sono posati su di un
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