Archivio storico dell'arte — 4.1891

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CRONACA

ARTISTICA CONTEMPI IRANEA

Alla Promotrice di Napoli, esposizione annuale, non
sono stati ancora deferiti i premi. Notiamo intanto i
lavori che meritano d'esser presi in considerazione.

Perla pittura: L'angelo caduto, e Così m'amò di Giu-
seppe Renda; vari paesaggi di Alceste Campriani, Fran-
cesco Mancini, Attilio Pratella, Vincenzo Caprile ; La
danza del ventre, di Ettore Cercone ; Arcadia e Ultima
difesa, di Saverio Altamura; La quiete dopo l'uragano,
di Francesco Capuano; Studio dal vero, di Vincenzo Ga-
gliardi ; due pastelli, l'uno del Caprile, l'altro del Cam-
priani ; un acquerello, di Eduardo Dalbono ; e, sovra
tutti Un ritratto, di Umberto Veruda, Lungo il torrente,
di Carlo Adolfo Barone, e alcune deliziose coserelline
di Giuseppe Casciaro. Citiamo poi per qualche lavoro
non trascurabile, Enrico Rossi, Vincenzo frolli, Bernardo
Hay, Pietro Scoppetta, Enrico De Cesare, Salvatore De
Gregorio, Vincenzo Migliaro, Domenico Battaglia.

Per la scultura. Pregevolissima una Testa di donna,
bronzo di Rocco Milanesi. Filippo Cifariello ha esposto
Ad majorem Dei gloriarti, opera che qui in Roma su-
scitò la discussione se fosse o no formata dal vero, ed
ha ora la stessa sorte in Napoli. Il giovane scultore,
per togliersi di dosso definitivamente questa censura,
sta ora modellando una figurina di proporzioni così pic-
cole da non potere incorrere in alcun modo nella solita

taccia. E veramente il nuovo lavoro ha già qualità di

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finitezza straordinarie. E fuor di dubbio che il Cifariello
possiede una fattura meravigliosa. Alla Promotrice egli
ha pure un gesso, Ultimi fiori, figura grande al vero,
che, a parer nostro, vince tutte le altre dell'esposizione
napolitana. Rammentiamo poi Domenico Jollo, Vincenzo
Alfano, Luigi De Luca.

In questa esposizione, gli amici e ammiratori di
Gioacchino Toma, recentemente morto, hanno raccolto
alcuni suoi quadri degni di particolar considerazione :
I smuzzatori, Il romanzo del monastero, Vesuvio al tra-
monto, Il macellajo, Le orfane, Vesuvio al mattino; ven-
tidue studi minori -, La madre di latte, Luisa Sanfelice.
Questi due ultimi quadri meritano la maggior lode.

Archivio storico dell7Arte - Anno IV, Fase. III.

* *

Eugenio Maccagnani ha terminato un lavoro che è
certo tra i suoi più finiti. Rappresenta una giovine
dama romana che, seduta sur un banco semicircolare
marmoreo da giardino, si volge un poco da una parte
in soave atteggiamento d'aspettazione. È una piccola e
gentile opera, la quale, nello stile e nell' intendimento,
come nel tema e nei singoli particolari, deriva dall'Alma-
Tadema. E difficile anzi che uno scultore s'accosti tanto
al pittore, quanto ha voluto e saputo fare questa volta
il Maccagnani rapporto al celebre interprete della vita
dei Greci e dei Romani nel senso pittorico.

*

* *

Gaetano Russo, vincitore del concorso per un mo-
numento a Cristoforo Colombo, da erigersi in Nuova
York dalla colonia italiana ivi residente, ha presentato
alla Commissione il modello in gesso, grande al vero,
della statua principale. Il lavoro è stato accolto con
viva soddisfazione. Ci'istoforo Colombo è rappresentato
in atto di osservare il lontano orizzonte, mentre con la
sinistra regge la sbarra del timone.

Il Russo ha poi quasi terminato la modellatura del
gruppo che dovrà ornare la base dello stesso monu-
mento. E un genio che, con originalissima e caratteri-
stica trovata, fa per girare un mappamondo, quasi cerchi
se veramente dalla parte nascosta vi si possa scorgere
la terra divinata dal Colombo.

»

* *

Il 24 dello scorso aprile moriva in Genova il padre
maestro Vincenzo Marchese, nel convento di Santa Maria
di Castello. Egli era nato a Genova precisamente il
24 aprile, ottantatrè anni or sono. Forniti gli studi in
Santa Maria della Minerva a Roma, dopo aver profes-
sato filosofia nel convento della Quercia, pubblicava, in
quello di San Domenico, in Città di Castello, il suo

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