Archivio storico dell'arte — 4.1891

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPO R AN E A

primo Lavoro: Cenni storici; a cui tenne dietro, poco
tempo dopo, la Narrazione delia vita e delle opere di san
Tommaso d'Aquino.

Più tardi, passato nel convento di San Marco a Fi-
renze, ispirandosi alle pitture dell'Angelico e di Fra Bar-
tolomeo, descrisse quel monumento e ne illustrò il più
glorioso periodo storico. Ma il suo maggior lavoro è
quello che s'intitola Memorie dei più insigni pittori;
scultori e architetti domenicani.

Ritiratosi nella città nativa, pubblicò i seguenti la-
vori : Scritti rari; Saggio di conferenze religiose ad uso
de' giovani; Delle benemerenze di san Tommaso d'Aquino
verso le arti belle; Il camposanto.

*

* *

Le stanze dell'appartamento Eorgia, annesse alla bi-
blioteca Vaticana, stanno per essere sgombrate dei libri
e delle stampe, e ridotte, per quanto è possibile, al pri-
mitivo splendore. La precipua cura è il ristauro del pa-
vimento, per il quale ebbe già luogo un concorso.

Quando le stanze saranno pronte, le pitture mera-
vigliose del Pinturicchio, quelle assai lodevoli di Be-
nedetto Bonfìgli, suo maestro, e i dipinti minori e gli
stucchi di Perin del Yaga e di Giovanni da Udine che
ne adornano le vòlte, potranno essere più largamente
e degnamente conosciuti.

I libri e le stampe verranno trasportati in un ap-
partamentino ora allestito al piano inferiore, dove è già
collocata la statua colossale di san Tommaso d'Aquino,
pregevole opera di Cesare Aureli, la quale era desti-
nata a ornare la maggior sala della Biblioteca, ma si
è creduto opportuno di mutar pensiero, affinchè la statua
medesima non celasse parte dei dipinti onde le pareti
sono fregiate, e questi, dal canto loro, non nocessero
all' effetto di quella dandole un fondo troppo partico-
lareggiato e di troppo viva colorazione.

*

* *

II presidente del Comitato promotore d'una Galleria
italiana d'arte a Londra, G. Ambrosi, ha ricevuto let-
tere e cenni di congratulazione e plauso dal senatore
Pasquale Villari, ministro dell' istruzione pubblica, dal-
l'ambasciatore d'Italia a Londra, dal barone E. B. Heath,
console generale italiano, dall'onorevole Paolo Boselli,
dal senatore Giulio Monteverde, scultore, dal senatore
Domenico Morelli, pittore, da John II. Whitley, presi-
dente dell'Associazione delle esposizioni nazionali, ecc.,
dal comm. L. Bonacina, presidente della Camera di com-
mercio italiana a Londra, dal cav. Roberto Froehlich,
nostro console a Manchester, dal barone Testa, nostro
vice-console a Newcastle-on-Tyne, dall'on. Ruggero Bon-
ghi, da Roberto M. Stuart, editore del Morning Post,
dal comm. Enrico Arbib, direttore amministrativo della
Compagnia di navigazione italo-britannica, dal cav. C. de

Bels Brounlie, ex-console inglese a Torino, dal prof. Ce-
sare Mariani, pittore, da Ferdinando Fontana, da Ettore
Ximenes, scultore, da T. Carew Martin, direttore della
Galleria di Belle Arti nell'esposizione italiana del 1888,
e finalmente dalla Camera di commercio e d'arti di 'l'o-
rino. Traduciamo la lettera del ministro della pubblica
istruzione :

« Caro signore,

«L'idea di stabilire in Londra una Galleria perma-
nente d'arte italiana è nobile, e il suo oggetto io con-
sidero di pubblica utilità ed importanza. Comprendo
infatti che ne verrà protezione ed incremento alla di-
gnità e all'onore del nostro paese e dell'arte così cara
ad ogni italiano. Non posso perciò se non ringraziarla
delle informazioni che Ella si è compiaciuto di fornirmi,
e desiderare che l'istituzione, saviamente amministrata,
possa produrre quei risultamenti che Ella ha il diritto
di aspettarsi in codesta nazione, dove l'amore dell'arte
e la simpatia verso l'Italia, quantunque di vecchia ori-
gine, non possono esser detta cosa trascorsa.

« Ubbidientissimo servitore

« Il ministro
« P. Yillari,

« Sig. G. Ambrosi, Londra ».

*

* *

\

E morto in Monaco di Baviera Ferdinando Grego-
rovius, noto ed amato in Italia quasi quanto nella
sua stessa patria. Egli nacque nel 1821, a Neidenburg
in Prussia. Giovinetto ancora, passò a Koenigsberg e
studiò in quella università filosofia e teologia. Ben
presto, rinunziando alla carriera ecclesiastica per la
quale i parenti lo destinavano, si diede alla storia ed
alla letteratura. A trentun anno venne per la prima
volta in Italia ; ma aveva già pubblicato i seguenti
volumi :

Werdomar e Wladislao (1845).

Idea del platonismo (1848).

Guglielmo Meister del Goethe, considerato ne'suoi
elementi socialisti (1849).

Canti polacchi e magiari (1849).

Storia dell' imperatore Adriano e del suo tempo (1851).

La morte di Tiberio (1851). I libri che vennero in
luce in seguito al suo primo viaggio in Italia sono :

La Corsica (1854, in due volumi).

Ije poesie di Giovanni Meli palermitano, .tradotte in
tedesco, lavoro ingente e aspro di difficoltà non propor-
zionate al possibile esito (1856).

Le tombe dei papi a Roma (1857), volume di bella
lettura che insieme con quello che venne in luce più
tardi, Lucrezia Borgia, è più largamente conosciuto
da noi.

Euphorion, poema epico in quattro canti, su Pom-
pei (1858).
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