Archivio storico dell'arte — 4.1891

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LA GALLINA DELLA REGINA TEODOLINDA

A MONZA

uesta gallina è una rarità, una eccezione anche in archeo-
logia, perchè non se n' è trovata ancora che una sola si-
mile.1 E, mi duole di dirlo, è quasi una novità, perchè non
è che molto imperfettamente conosciuta dalla fotografia
fatta a Monza dal signor Bianchi, dalle poche linee che le
consacra il Frisi, e dalla descrizione molto sommaria del
signor Burges, di cui ecco degli estratti : « E molto arti-
stica se si considera il tempo della sua esecuzione. Essa

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è figurata nel timpano e indicata nei suoi inventari. E molto
probabile che questo oggetto, trasportato già ad Avignone,
soffrisse molto in quest'epoca e fosse in seguito restaurato
da Antelotto Bracchioforte verso la metà del xiv secolo.
Gli uccelli in oro possono soli essere considerati come an-
tichi. Quanto alla base in rame, essa ha rimpiazzato senza
dubbio l'originale, che sarà stato mandato alla zecca di Milano alla fine dell'ultimo secolo. L'opi-
nione più probabile sull'uso di quest'oggetto è che servisse d'ornamento nei banchetti».2

2. Questo lavoro, che non è in oro ma in argento dorato, avrebbe dunque un'origine pro-
fana. In questa ipotesi avrebbe formato un trionfo da tavola o, come si diceva in Francia, un
dormant. 11 medio evo variava all'infinito queste specie di rappresentazioni: delle volte era una
nave, delle altre degli uomini selvaggi, o le quattro parti del mondo, o un giardino, ecc. Non
dimentichiamo che a partire dal xvi secolo, si fecero in porcellana i volatili che si posavano
sulla tavola, come galline, polli d'India, anitre, ecc., e anche dei legumi isolati o riuniti, come
cavoli, asparagi, carciofi, ecc. Nel Museo di Clunj esistono dei curiosi saggi di questi trionfi figu-
rati, allusivi alle pietanze servite, e che spesso esse chiudeva all'interno. Ma questa opinione
del sapiente archeologo inglese, che non s'appoggia che sull'analogia, sembra contradetta dalla
festa di nozze di Teodolinda, dipinte a fresco nel 1444, e in cui la gallina non è rappresentata.
E vero che questo argomento è puramente negativo, il che lascia ancora all'opinione citata un
carattere di probabilità. Tuttavia, dacché l'oggetto si trova in una chiesa, è utile di ricercare se
esso non abbia avuto, sin dal principio, una destinazione puramente religiosa.

Nel suo insieme, l'opera di oreficeria rimane autentica e le riparazioni che vi sono state fatte

' Luigi XI offrì al collegio di Puy Notre Dame, in
Anjou, «una gallina d'oro, di grandezza naturale, con
dodici pulcini dello stesso metallo, emblema di No-

stro Signore e dei suoi apostoli». (La Croix, 1881,
p. 356).

2 Notizie, p. 15.
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