Archivio storico dell'arte — 4.1891

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X. BARBIER DE MONTAULT

vanno tutti nello stesso verso, sono posti a riscontro a due a due e il settimo fa faccia al suo
vicino. Ye ne sono tre per parte e uno in avanti del piano.

Per rendersi conto del processo d'esecuzione, basta notare, in alcuno di essi la linea mal
congiunta, che traversa tutto il corpo; sono dunque due pezzi di metallo coniati in matrici di legno

0 di pietra, in modo da dare la forma voluta, poi riuniti insieme sopra il dorso e sopra il ventre
e in seguito ritoccati al bulino.

6. Quale può essere il significato di quest'opera di oreficeria, considerata come emblema reli-
gioso ? Ho pensato a parecchi e li esporrò tutti, affinchè si possa scegliere, e per selezione arri-
vare a qualche probabilità d'interpretazione.

Alla fine del medio evo, in pieno rinascimento e nell'epoca moderna, la gallina figura la
carità ed è il simbolo di questa virtù. Ma non è questo un andare a cercare in età troppo tarda
un argomento che non è decisivo per l'epoca merovingia? Nonostante ho voluto indicarlo.

Nella cattedrale di Bruges, su d'un bassorilievo in marmo bianco, della fine del xvii secolo,
una gallina riunisce sotto le sue ali i suoi piccini dispersi; l'iscrizione spiega che essa li riunisce
per riscaldarli: COLLIGIT UT FOYEAT.

Il Museo di Cluny ha ricevuto dal Belgio una vòlta in pietra datata del 1555; una gallina,
mirabilmente scolpita, vi cerca in terra dei grani che dà ai suoi sette pulcini, chiamandoli; un
ottavo pulcino è montato sul dorso di sua madre. Ora la vòlta rappresenta quattro figure di virtù :
la carità è accompagnata da un doppio simbolo, la gallina e il pellicano.

La gallina è menzionata due volte nella Santa Scrittura, col senso particolare di protezione
per i pulcini che si ricoverano sotto le sue ali, non soltanto per riscaldarvisi, ma sopratutto per
essere protetti contro la rapacità dell'avvoltoio.1

S. Méliton, commèntando il testo evangelico, va più avanti, perchè fa della gallina il triplice
simbolo della sapienza, della Chiesa e dell'anima fedele. I glossatori ed i mistici del medio evo
che hanno preso la Clavis di S. Méliton per punto di partenza delle loro spiegazioni simboliche,
hanno cercato di giustificare il loro iniziatore e svolgere le considerazioni che egli aveva soltanto
indicate. Ora, in questi lunghi commentari, la gallina è più particolarmente considerata come sim-
bolo diretto del Cristo. Essa ama i suoi pulcini che nutre e protegge contro il nemico. Tutti i testi
sono stati riuniti dal cardinal Pitra, nello Spicilegium Solesmense, t. II, p. 490.

Questo simbolo,.più espressivo e sopratutto meglio appoggiato dalla tradizione, trova a Roma
la sua conferma nel bello e grande musaico dell'abside di San Giovanni in Laterano, che rimonta
alla fine del xn secolo. Presso San Pietro si vede dapprima il gallo che lo richiamò al suo dovere,
poi la gallina circondata dai suoi pulcini, per significare i fedeli posti sotto la protezione della
Chiesa, così spesso chiamata negli antichi testi Ecclesia mater. In questo punto il simbolo, molto
intelligibile, si spiega per mezzo dello stesso Yangelo, che permette di passare dal Cristo alla Chiesa
da lui fondata.

La gallina, nel medio evo, alludeva alla maternità di Maria. Il Du Cange, alla parola galli-
nagium, cita numerosi testi, mercè i quali si può stabilire questa teoria. Il senso della legge
municipale vien fuori dalla formula stessa, perchè l'allusione è molto trasparente, in causa della
coincidenza dei canoni colle tre feste dell' anno. L' agnello, presentato a Pasqua, fa naturalmente
pensare al Cristo, che si è voluto qualificare V agnello pasquale. La gallina si riferisce al mistero
del Natale, cioè il parto di Maria, considerata piuttosto come madre che come vergine, e infine

1 pulcini, siccome sono riservati al giorno di San Giovanni Battista, debbono certo ricordare il
passo dell'Evangelo in cui il precursore è proclamato il primo tra i figli degli uomini. « Unus-

1 « Mox dicit Dominus omnipotens: Nonne ego vos
rogavi ut pater filios et ut mater filias, et ut nutrix
parvulos suos, ut essetis mihi in populum et ego vobis
in Deum et vos mihi in filios et ego vobis in patrem ?
Ita vos collegi, ut gallina pullos suos sub alas suas.
Modo autem quid faciam vobis ? Projiciam vos a facie

rnea ? » (IV lib. Esdr. I, 28-30).

« Jerusalem, Jerusalem, quae occidis prophetas et
lapidas eos qui ad te missi sunt, quoties volui congre-
gare filios tuos, quemadmodum gallina congregat pullos
suos sub alas, et noluisti?» (S. Mattii. XXIII, 37).
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